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Trattamento della sindrome dell’ovaio policistico (secondo articolo)

Parere degli esperti

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Trattamento della sindrome dell’ovaio policistico (secondo articolo)
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

La sindrome dell’ovaio policistico (polycystic ovarian syndrome, PCOS) si manifesta con una serie di sintomi e segni clinici ed è un disturbo comune che colpisce generalmente le donne in età riproduttiva. Si diagnostica la PCOS in presenza di almeno due delle seguenti tre caratteristiche:

  1. mestruazioni irregolari e/o scomparsa del ciclo mestruale;
  2. segni clinici di aumento degli ormoni sessuali maschili (fenomeno descritto con il termine di iperandrogenismo) quali acne e irsutismo su viso e corpo;
  3. evidenza di ovaie dall’aspetto policistico all’ecografia ginecologica transvaginale [1].

Pertanto l’evidenza di ovaie dall’aspetto policistico in una donna giovane all’ecografia transvaginale non costituisce di per sé l’unico criterio per fare diagnosi di PCOS. Le donne affette da questa sindrome presentano non solo difficoltà a ottenere una gravidanza e a portarla a termine, ma sono inoltre a elevato rischio di sviluppare sovrappeso, obesità, ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa; inoltre hanno un rischio aumentato di sviluppare alterazioni del metabolismo glucidico, quali diabete mellito e una condizione che predispone a quest’ultimo definita insulino-resistenza [2].

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In ciascuna donna la PCOS può manifestarsi attraverso un ventaglio di sintomi diversi, quindi il trattamento deve differenziarsi a seconda dell’entità di questi ultimi e in base alle esigenze della paziente. Per correggere il sovrappeso il primo accorgimento è senza dubbio adottare uno stile di vita sano, eseguendo attività sportiva e iniziando una dieta a basso contenuto di alimenti a elevato indice glicemico (dolci, farinacei, carote, patate ecc.). Le donne affette da PCOS dovrebbero ridurre il peso corporeo aumentando l’attività fisica e migliorando il regime alimentare. Ogni dieta sembra essere associata a un beneficio particolare: una dieta ricca di acidi grassi monoinsaturi favorisce una perdita di peso maggiore, un’altra a basso indice glicemico migliora la regolarità mestruale e l’insulino-resistenza, abbassa il colesterolo totale e migliora la qualità della vita e, infine, una dieta ad alto contenuto di proteine migliora l’autostima e riduce la depressione; viceversa una dieta ricca di carboidrati aumenta la produzione degli androgeni, peggiorando gli inestetismi cutanei, e l’insulino-resistenza [3].

Qualora, attraverso l’esame della curva da carico di glucosio, venga diagnosticata insulino-resistenza, e la dieta alimentare non sia sufficiente a controllare i valori della glicemia, allora il medico curante potrà utilizzare farmaci ipoglicemizzanti che aiutano a tenere sotto controllo la glicemia. La terapia della PCOS inoltre è finalizzata a controllare l’iperandrogenismo, che si manifesta con fastidiosi sintomi cutanei legati all’aumento degli ormoni sessuali maschili (androgeni), tramite l’assunzione di farmaci anti-androgeni: ciproterone acetato, spironolattone e altri [4]. Di recente è stato dimostrato che spironolattone non esercita solo un effetto antiandrogenico, ma è anche un antagonista dell’aldosterone, ormone coinvolto nella genesi dell’ipertensione arteriosa che nelle pazienti affette da PCOS spesso è elevato; per cui una terapia prolungata con questo farmaco sembra ridurre non solo i segni clinici legati all’iperandrogenismo, ma anche il rischio di eventi cardiovascolari correlato alla pressione arteriosa elevata [5].

Per regolare il ciclo mestruale nelle donne con PCOS che non sono interessate a ottenere una gravidanza il medico curante può prescrivere pillole estroprogestiniche a bassi dosaggi per inibire l’ovulazione e cercare di mettere “a riposo” le ovaie, evitando quindi che producano ormoni sessuali maschili. Qualora la paziente presenti anche le alterazioni precoci del metabolismo glucidico sopradette, è possibile utilizzare anche metformina, il principale farmaco ipoglicemizzante orale usato nel trattamento dell’insulino-resistenza e del diabete mellito.

In numerosi studi è stato dimostrato che l’integrazione orale con inositolo, una sostanza naturale prodotta dall’organismo umano, parte della vitamina del complesso B e spesso deficiente nelle donne affette da PCOS, è in grado non solo di migliorare l’insulino-resistenza, diminuendo il rischio di insorgenza di diabete mellito, ma anche di favorire il ripristino dell’ovulazione nelle donne affette da PCOS [6,7]. Sono state proposte alcune associazioni tra inositolo e altri composti, tra cui la monacolina K, una statina in grado di ridurre la sintesi del colesterolo (principale precursore degli ormoni sessuali femminili e maschili). In uno studio recente è stato dimostrato che l'associazione tra mio-inositolo e monacolina K sembra ridurre significativamente gli inestetismi legati all’iperandrogenismo e l’ipercolesterolemia [8].

Le pazienti che desiderano ottenere una gravidanza devono essere trattate con farmaci differenti, adatti a far comparire l’ovulazione e quindi ad aumentare la probabilità di rimanere incinta: primo fa tutti clomifene citrato, che è utilizzato per i cicli di stimolazione ovarica nei centri di procreazione medicalmente assistita. A clomifene citrato si può associare anche metformina, per ottenere un controllo ottimale del metabolismo glucidico, anch’esso necessario per ottenere una gravidanza [9]. Qualora i suddetti farmaci non fossero sufficienti è possibile utilizzare anche le gonadotropine, che stimolano l’ovulazione agendo a livello del sistema nervoso centrale. Di recente alcuni autori hanno dimostrato che ripetute sedute di agopuntura e stimolazioni elettriche a bassa frequenza sembrano migliorare la regolarità mestruale e la probabilità di ovulazione, nonché la perdita di capelli e l’irsutismo in donne sovrappeso affette da PCOS [10-11].

In conclusione, la PCOS è una sindrome complessa che spesso si associa a segni clinici di iperandrogenismo e a sovrappeso corporeo, entrambi inestetismi con un importante impatto psicologico nelle donne, soprattutto in quelle di giovane età. Le irregolarità mestruali e l’assenza di ovulazioni regolari, fenomeni frequenti nelle donne affette da PCOS, si accompagnano inoltre a un'altra complicanza, ovvero l’impossibilità di ottenere una gravidanza, realtà di difficile accettazione in una donna che voglia costruire una famiglia. Una corretta terapia della PCOS si associa pertanto non solo a un miglioramento delle condizioni medico-cliniche delle donne, ma anche del loro benessere psicologico.

Francesca Vasoin De Prosperi - Ginecologa

Bibliografia

  1. Rotterdam ESHRE/ASRM-Sponsored PCOS Consensus Workshop Group. Revised 2003 consensus on diagnostic criteria and long-term health risks related to polycystic ovary syndrome. Fertil Steril 2004;81:19-25.
  2. Linee Guida FIOG per il trattamento della donna affetta da PCOS. 2011.
  3. Moran LJ, Ko H, Misso M, et al. Dietary composition in the treatment of polycystic ovary syndrome: a systematic review to inform evidence-based guidelines. J Acad Nutr Diet 2013;113:520-45.
  4. Setji TL, Brown AJ. Polycystic ovary syndrome: diagnosis and treatment. Am J Med 2007;120:128-32.
  5. Armanini D, Bordin L, Donà G, et al. Polycystic ovary syndrome: Implications of measurement of plasma aldosterone, renin activity and progesterone. Steroids 2012;77:655-8.
  6. Nestler JE, Jakubowicz DJ, Reamer P, et al. Ovulatory and metabolic effects of d-chiro-inositol in the polycystic ovary syndrome. N Engl J Med 1999;340:1314-20.
  7. Morgante G, Orvieto R, Di Sabatino A, et al. The role of inositol supplementation in patients with polycystic ovary syndrome, with insulin resistance, undergoing the low-dose gonadotropin ovulation induction regimen. Fertil Steril 2011;95:2642-4.
  8. Musacchio MC, Cappelli V, Di Sabatino A, et al. Evaluation of the myo-inositol-monacolin K association on hyperandrogenism and on the lipidic metabolism parameters in PCOS women. Minerva Ginecol 2013;65:89-97.
  9. Ayaz A, Alwan Y, Farooq MU. Metformin-clomiphene citrate vs. clomiphene citrate alone: Polycystic ovarian syndrome. J Hum Reprod Sci 2013;6:15-8.
  10. Johansson J, Redman L, Veldhuis PP, et al. Acupuncture for ovulation induction in polycystic ovary syndrome: a randomized controlled trial. Am J Physiol Endocrinol Metab 2013;304:E934-43.
  11. Billhult A, Stener-Victorin E. Acupuncture with manual and low frequency electrical stimulation as experienced by women with polycystic ovary syndrome: a qualitative study. BMC Complement Altern Med 2012;12:32.

 

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