MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

Trattamento dell’infertilità femminile

Parere degli esperti

PUBBLICATO

Trattamento dell’infertilità femminile
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

Il primo comandamento di Dio ad Adamo fu “andate e moltiplicatevi”; alcuni papiri egiziani citano dei rimedi per curare la sterilità; Salomone prende cento donne non per intensificare il proprio piacere ma per accrescere la propria progenitura. Da questi esempi si può capire quale importanza abbia rivestito nella storia avere una discendenza.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

La sterilità sin dall’antichità era attribuita alla donna. Ippocrate (460 a. C.) dà le prime indicazioni sulla diagnosi di sterilità femminile. Nel 1563 Giovanni Marinello da Venezia riconosce nella metà del ciclo il momento ottimale per la fecondazione.

È finalmente nel 1677 che uno studente polacco, Yohann Ham, scopre gli spermatozoi: tutta la capacità fecondante viene quindi attribuita all’uomo.

Da allora in poi i progressi della medicina e le scoperte in campo della riproduzione si susseguono a ritmo tumultuoso fino al 27 luglio 1978 quando viene alla luce Louise Brown, la prima “test-tube baby”. Da allora più di 3 milioni di bambini in tutto il mondo sono nati come risultato dei trattamenti di concepimento in vitro. Dobbiamo menzionare tra gli altri il Dott. Asch (USA) che nel lontano ’84 inventa la GIFT, accettata anche dai cattolici, ove si introducono gli spermatozoi maschili nella tuba femminile; il Dott. Palermo che nel ’92 inventa la tecnica ICSI, una metodica che viene utilizzata quando la qualità del seme è molto scadente e consiste nell’iniettare uno spermatozoo all’interno di una cellula uovo con una procedura laser. Questa tecnica ha risolto gravi problemi di infertilità maschile.

A coronamento di questi studi si arriva al 10 ottobre 2010 con l’assegnazione del premio Nobel per la medicina al Prof. Robert Edwards per la nascita della prima bambina con fecondazione artificiale. Si può approssimativamente dire che si eseguono circa 1.500.000 cicli all’anno nel mondo con 300.000 bambini nati, e sappiamo che 4.300.000 bambini sono nati dopo Louise Brown.

Quando è indicato un trattamento per l’infertilità?

Per infertilità si intende incapacità di generare un feto vitale. Il fenomeno infertilità, secondo le ultime statistiche, colpisce , nei paesi industrializzati come l’Italia, il 15-20% delle coppie, e si prevede purtroppo un ulteriore incremento di queste percentuali nei prossimi anni. Nell’ambito della coppia fertile, la probabilità di gravidanza è del 20-25% per ogni ciclo; questa percentuale raggiunge l’80% entro un anno di rapporti regolari, continui e non protetti.

Allo stato attuale il 15-20 % delle coppie presenta un problema di infertilità-sterilità di coppia. L’incidenza è aumentata sensibilmente negli ultimi 20 anni anche a causa dell’influenza di fattori come: agenti chimici, inquinamento ambientale, fumo, errate abitudini alimentari, abitudini sessuali con il loro potenziale di trasmissione di malattie infettive, fattori psico-emozionali e condizionamenti sociali (nel senso che vi è un generale orientamento di programmazione riproduttiva in epoca più tardiva rispetto alle passate generazioni). La durata della sterilità costituisce uno degli indicatori prognostici più significativi; infatti coppie con una storia di sterilità primaria più lunga di 3 anni hanno una bassa probabilità di ottenere una gravidanza spontanea.

L’origine multifattoriale della sterilità di coppia oggi è più evidente rispetto al passato e si ritiene che le cause maschili siano responsabili del 40-50 % dei casi.

Esaminando nel dettaglio le possibili cause di infertilità possiamo dire che per il maschio sono: malattie infettive, cause ormonali, cause testicolari, che possono portare ad un malfunzionamento o interruzione alla produzione degli spermatozoi come per esempio il criptorchidismo (mancata discesa di un testicolo), varicocele (dilatazione delle vene del testicolo), infezioni e infiammazioni come per esempio l’orchite virale dovuta al virus della parotite (orecchioni). Inoltre vi sono cause che determinano un problema nel trasporto degli spermatozoi dall’esterno.

Tra le cause di infertilità femminile vorrei ricordare: cause ormonali, come l’eccesso di prolattina che provoca disturbi dell’ovulazione, alterazioni della tiroide, l’ovaio policistico. Ci possono essere anche cause meccaniche di infertilità femminile, con occlusione totale o parziale o malfunzionamento tubarico dovuto ad infezioni, specie da Clamidya, all’endometriosi o a malformazioni uterine.

La scelta delle strategie di trattamento dell’infertilità femminile

Possiamo definire procreazione medico-assistita qualunque procedura che preveda la manipolazione dei gameti al fine di incrementare le probabilità di concepimento. Comprende tecniche di primo e secondo livello. Nelle tecniche di primo livello la fecondazione avviene all’interno dell’apparato genitale femminile, quelle di secondo prevedono invece che la fecondazione avvenga in vitro.

La procedura di primo livello maggiormente utilizzata è l’inseminazione intrauterina che può essere considerata un valido primo approccio terapeutico in coppie giovani con una ricerca di prole non prolungata e un esame del liquido seminale pressoché nella norma; va comunque sempre tenuta presente l’età della paziente in quanto la fertilità naturale della specie umana si riduce proporzionalmente con l’aumentare dell’età materna per un deterioramento della qualità delle uova. Abbastanza frequentemente, anche dopo aver svolto numerose indagini, non è possibile apparentemente trovare una causa che possa in qualche modo spiegare la difficoltà di concepimento; pertanto le successive scelte strategiche si devono basare sulla parità della donna, sul tempo di ricerca della gravidanza e soprattutto sul tempo a disposizione, ossia quanto tempo anagrafico e biologico è rimasto alla donna per avere ragionevoli possibilità di concepimento.

Il tipo di trattamento medicalmente assistito in vivo o in vitro dipenderà da una serie di fattori che si devono necessariamente tener presente: la natura e la gravità della o delle presunte cause d’infertilità, la parità, il tempo di ricerca della gravidanza e la condizione anagrafica e biologica della donna.

Per le tecniche di secondo livello (FIVET, fecondazione in vitro, e ICSI, Intracytoplasmatic Sperm Injection, ossia iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) le principali indicazioni sono: situazioni che danneggiano le tube, vari tentativi senza successi di inseminazione intrauterina, donne oltre i 37 anni ove sta iniziando un processo di riduzione della riserva ovarica, casi di endometriosi, situazioni ove si verificano disfunzioni ormonali che portano a una cattiva o mancata ovulazione e infine nelle situazioni ove il seme maschile presenta delle anomalie importanti per ciò che riguarda il numero, la morfologia e la motilità.

Dott. Roberto Cazzavacca - Ostetrico Ginecologico, Arezzo