Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

La terapia andrologica in preparazione alla procreazione assistita

Parere degli esperti|timepubblicato il
La terapia andrologica in preparazione alla procreazione assistita

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


L'andrologo è lo specialista competente per la salute sessuale e riproduttiva maschile, e la sua presenza attiva nella gestione clinica dell’infertilità di coppia è una condizione indispensabile per ottimizzare il risultato terapeutico. Sebbene l'attitudine del partner maschile a consultare l'andrologo per un problema di infertilità di coppia segni un forte ritardo culturale rispetto alla consuetudine della visita ginecologica per la donna, i vecchi tabù sembrano oggi superati in favore di una “parità di genere” di fronte al medico. L'andrologo segue il maschio nella prevenzione fin dall’epoca neonatale, affronta le condizioni di infertilità di coppia valutando la componente maschile, indagandone le cause e trattandole con le terapie mirate alla normalizzazione dei parametri seminali. L'obiettivo più ambito, per l'andrologo e per la coppia che lo consulta per un problema di infertilità da fattore maschile, è la gravidanza raggiunta per vie naturali, e in una certa percentuale questo obiettivo è realizzabile con opportuni percorsi di trattamento. Esiste però una serie di condizioni di infertilità maschile che, per la gravità delle alterazioni spermatiche o per l’irreversibilità del danno che le ha causate, non possono essere risolte con le cure disponibili e vengono per questo opportunamente indirizzate alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA). Il percorso di procreazione assistita non deve tuttavia rappresentare per la coppia un ripiego di fronte al fallimento delle cure, ma solo un livello successivo di intervento durante il quale entrambi i clinici di riferimento, ginecologo e andrologo, continuano a operare in sinergia per la coppia.

Potrebbe interessarti anche…

L'intervento terapeutico mirato a migliorare le caratteristiche del liquido seminale è una componente essenziale del percorso di riproduzione assistita, in quanto la qualità spermatica è in grado di condizionare le possibilità di successo della metodica. Le ricerche effettuate nell'ultimo decennio hanno dimostrato che la fecondità maschile non dipende esclusivamente dalle caratteristiche del liquido seminale normalmente descritte dallo spermiogramma, cioè numero, motilità e aspetto esterno degli spermatozoi, ma anche dalla qualità intrinseca della singola cellula. Lo spermatozoo è una cellula complessa, in grado di svolgere diverse funzioni, quali muoversi per giorni lungo la via genitale femminile, penetrare nell’ovocita attraversando la parete che lo riveste, fertilizzarlo e dare origine a un embrione vitale. Le moderne tecniche di procreazione assistita, e la ICSI in particolare, hanno consentito di aiutare lo spermatozoo a portare a termine i primi due compiti, conducendolo direttamente all'ovocita e introducendolo con un ago microscopico all’interno della cellula femminile. Fatto questo però la tecnologia si ferma, e lascia che siano spermatozoo e ovocita, con il loro corredo di cromosomi, a generare un embrione vitale. Uno spermatozoo di qualità non adeguata può far fallire una procedura di fecondazione [1], ed ecco perché l'andrologo seguirà il percorso del partner maschile fino al momento della PMA, mettendo in atto tutto ciò che è possibile per ottimizzare la qualità della cellula maschile.

Una delle più conosciute alterazioni qualitative dello spermatozoo è la frammentazione del DNA, ossia una serie di interruzioni del filamento che contiene il corredo genetico maschile. La causa più frequente della frammentazione del DNA è l’aumentata presenza, nel liquido spermatico, dei radicali ossidativi, componenti chimici prodotti per lo più da infiammazioni, fumo e sostanze inquinanti. Riparare tali interruzioni nella catena del DNA è un compito importante per l'andrologo che partecipa alla preparazione della coppia a procreazione assistita, e sarà svolto in parallelo alle procedure di preparazione della donna che vedono all'opera il ginecologo. Il miglioramento di qualità degli spermatozoi prima di una procedura assistita potrà richiedere, a seconda dei casi, la cura di un’infiammazione delle vie seminali oppure una terapia a base di ormone FSH o ancora la somministrazione di sostanze ad attività antiossidante per neutralizzare i radicali ossidativi [2]. Esistono infine casi in cui il ruolo dell'andrologo sarà quello di recuperare gli spermatozoi necessari all'effettuazione della PMA, nei casi in cui il paziente sia azoospermico e il liquido seminale non contenga alcuna cellula spermatica vitale. Anche in questo caso la tecnica di recupero varierà in base al singolo quadro clinico. In un ristretto numero di casi sarà possibile ripristinare la naturale presenza di spermatozoi nel liquido attraverso la rimozione chirurgica di un ostacolo meccanico lungo le vie seminali (azoospermie da ostruzione). Nella maggioranza dei casi invece l'andrologo si occuperà di prelevare direttamente dal testicolo con un piccolo intervento chirurgico gli spermatozoi necessari all’effettuazione della tecnica.

Bruno Giammusso - Responsabile Unità di Andrologia, Policlinico Morgagni, Catania

Bibliografia

  1. Benchaib M, Braun V, Lornage J, et al. Sperm DNA fragmentation decreases the pregnancy rate in an assisted reproductive technique. Hum Reprod 2003;18:1023-8.
  2. Agarwal A, Prabakaran SA, Said TM. Prevention of oxidative stress injury to sperm. J Androl 2005;26:654-60.