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Tecniche e procedure di PMA per migliorare le caratteristiche del liquido seminale (secondo articolo)

Parere degli esperti

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Tecniche e procedure di PMA per migliorare le caratteristiche del liquido seminale (secondo articolo)
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

Le stime statistiche indicano che la sterilità maschile riguarda oltre il 30% delle coppie con difficoltà procreative (dato ISS). In genere, i problemi relativi alla sterilità maschile sono legati ad alterazioni qualitative o quantitative del liquido seminale.

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Quest’ultimo può essere sottoposto a diversi trattamenti, propri o specifici sia del percorso diagnostico sia delle tecniche di fecondazione assistita.

La preparazione del seminale alla procreazione medicalmente assistita (PMA) si avvale di diversi trattamenti, ciascuno dei quali ha uno specifico obiettivo. Il primo di questi è quello di isolare il maggior numero di spermatozoi vivi, morfologicamente normali e dotati di buona motilità, eliminando spermatozoi non vitali, globuli bianchi e batteri, senza causare alterazioni agli spermatozoi separati.

Una volta ottenuto un campione di cellule spermatiche che possiedono le caratteristiche richieste, si passa alla fase di “capacitazione” in vitro. La capacitazione – processo che di norma avviene fisiologicamente nell’utero e si completa a livello delle tube – permette di aumentare la fluidità della testa dello spermatozoo in modo da renderlo appunto “capace” di interagire con il complesso cumulo-ovocita e subire una reazione (reazione acrosomiale) che gli permette di attraversare gli involucri della cellula uovo e, quindi, di fecondarla.

Poiché nello sperma umano possiamo distinguere una componente cellulare (spermatozoi, leucociti, cellule epiteliali ecc.) e una componente liquida chiamata “plasma seminale”, la separazione degli spermatozoi dal plasma seminale rappresenta un’ulteriore procedura di cui ci si avvale per migliorare la funzionalità del liquido seminale. Questo passaggio è importante poiché, dopo l’eiaculazione, il plasma seminale assume caratteristiche tali da risultare tossico per le cellule e, quindi, anche per gli spermatozoi. Il plasma seminale contiene, inoltre, fattori che contrastano la capacitazione e fattori la cui prolungata esposizione ha effetti avversi sulla funzionalità spermatica, sulla capacitazione in vitro e sul processo di fecondazione.

Il campione di seminale così trattato è dunque messo nelle migliori condizioni per ottenere il concepimento tramite il ricorso a tecniche di fecondazione assistita come la l’iniezione intrauterina di spermatozoi (IUI), che rappresenta un primo livello di intervento nel percorso di riproduzione assistita.

Raffaele Ferraro - Ginecologo specialista in Medicina della Riproduzione Umana, Direttore Centro Genesis, Caserta

Bibliografia

  • www.centrogenesis.it

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