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Lo stress ossidativo e la fertilità maschile

Parere degli esperti|timepubblicato il
Lo stress ossidativo e la fertilità maschile

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Circa 80 milioni di persone nel mondo soffrono di infertilità e il fattore maschile ne è responsabile in almeno il 50% dei casi.

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la Società di Fertilità Americana (AFS, American Fertility Society) definiscono infertile la coppia che, dopo 12-24 mesi di rapporti sessuali regolari e non protetti, non è in grado di concepire.

Le cause che inducono infertilità sono molteplici e possono essere legate a una condizione patologica dell’uomo, della donna o di entrambi i partner. In Italia, la frequenza di infertilità da fattore maschile è circa del 25%; il 45% dei casi può essere ascritto al fattore femminile, mentre nel restante 30% dei casi la causa è sconosciuta o legata a problemi di entrambi i partner [1].

La fertilità dell’uomo è garantita sia dalla normale produzione di sperma, che deve contenere un numero adeguato di spermatozoi maturi e funzionali e avere la giusta concentrazione di elementi nutritivi, che da una normale eiaculazione con la quale gli spermatozoi, attraverso i vasi deferenti, vengo spinti fin all’orifizio uretrale esterno.

L’infertilità maschile si instaura tutte le volte in cui si verifica un’alterazione della normale produzione, maturazione, motilità e liberazione degli spermatozoi. L’uomo infertile, infatti, non può produrre e/o liberare nell’eiaculato un’adeguata quantità di spermatozoi perfettamente maturi e funzionali [2]. La causa di questa alterazione spermatica è poco conosciuta, ma fattori genetici, patologici e ambientali riconoscono come fattore comune lo stress ossidativo.

Lo stress ossidativo si manifesta quando le specie reattive dell’ossigeno (ROS, Reactive Oxygen Species) sono superiori alle naturali difese antiossidanti presenti nel liquido seminale e all’interno dello spermatozoo, causando un danno cellulare. Normalmente esiste un equilibrio tra le concentrazioni dei ROS e i sistemi antiossidanti [3].

Un’eccessiva produzione di ROS può causare:

  • un danno perossidativo alla membrana spermatica, che comporta la riduzione sia della motilità degli spermatozoi che della loro capacità di fondersi con l’ovocita della donna;
  • un’alterazione dell’integrità del DNA spermatico, compromettendo il contributo genomico paterno all’embrione, che riveste un’importanza fondamentale per il proseguo della gravidanza sia nel concepimento naturale sia nelle tecniche di fecondazione assistita.

Questi effetti che si traducono in una difficoltà della coppia a procreare [4,5].

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