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Stimolazione ovarica: nelle donne con cancro è meno efficace?

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Stimolazione ovarica: nelle donne con cancro è meno efficace?

La fertilizzazione in vitro (in inglese In Vitro Fertilization: IVF) è una tecnica di riproduzione assistita che consiste nel fecondare in laboratorio una cellula uovo (ovocita), con uno spermatozoo. L'embrione ottenuto dalla fecondazione dell'ovocita con lo spermatozoo viene impiantato nell'utero, entro 72 ore dalla fertilizzazione, oppure può essere congelato e trasferito in in tempi successivi, nei paesi dove è permesso il congelamento degli embrioni.

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La stimolazione ovarica, detta anche stimolazione ovarica controllata (in inglese controlled ovarian hyperstimulation; COH), è un trattamento che viene effettuato nelle donne con problemi di fertilità  (infertili) per ottenere ovociti da sottoporre alla IVF. Essa consiste nell'assunzione di ormoni che stimolano la maturazione di più follicoli (piccole sacche, presenti nell'ovaio, all'interno delle quali sono contenute le cellule uovo nei vari stadi di maturazione) per prelevare più ovociti contemporaneamente. Questa soluzione ha lo scopo di avere a disposizione, con un unico ciclo di stimolazione ovarica, più ovociti da fecondare in vitro.

L'iniezione intracitoplasmatica di spermatozoo (in inglese Intracytoplasmatic Sperm Injection: ICSI) è una tecnica di fecondazione in vitro che consiste nell'iniettare uno spermatozoo all'interno della cellula uovo matura.

Una metanalisi realizzata da un gruppo di ricercatori israeliani e turchi ha valutato la risposta ovarica in un gruppo di pazienti affette da cancro che, prima di essere sottoposte a radioterapia e/o chemioterapia, hanno effettuato una COH per preservare la fertilità , mettendola a confronto con quella di un gruppo di donne sane non malate di cancro, infertili, di pari età , che hanno effettuato una COH per una IVF o una ICSI. La preservazione della fertilità  consiste nell'applicazione di metodiche che permettono di salvaguardare la possibilità  di avere figli nelle donne e negli uomini che, a causa di tumori o altre gravi malattie, sono sottoposti a trattamenti che mettono a rischio la loro funzione riproduttiva.

Le metanalisi sono studi rigorosi che prendono in esame vari studi clinici, di impostazione e qualità  simili, e ne combinano i risultati con appositi metodi statistici. In questo modo forniscono dati riferiti a una popolazione di soggetti più ampia di quella dei singoli studi. Per questo, i risultati di una metanalisi possono avere il vantaggio di essere più "solidi" e affidabili di quelli ottenuti dalle singole ricerche.

Per definire la risposta ovarica, gli studiosi hanno considerato il numero di ovociti ottenuti dopo una COH in sette studi che avevano valutato la risposta ovarica di donne con cancro sottoposte a COH, prima di essere curate con chemioterapia e/o radioterapia, con quella di donne non affette da tumore sottoposte a COH per una IVF o una ICSI. Dall'analisi dei risultati è emerso che il numero di ovociti ottenuti dopo la COH era più basso nelle donne con cancro rispetto a quelle sane. Ulteriori studi dovranno confermare questa evidenza e definirne i meccanismi.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: Ovarian response to stimulation for fertility preservation in women with malignant disease: a systematic review and meta-analysis; Fertility & Sterility; 2012 Jan;97(1):125-33.