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Stimolazione ovarica e rischi tumorali

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Stimolazione ovarica e rischi tumorali

Negli ultimi 25 anni è considerevolmente aumentato il numero di donne che si sono sottoposte a terapie di stimolazione ovarica per le tecniche di riproduzione assistita.

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Uno dei timori che le pazienti e i medici hanno fin dall’inizio manifestato nei confronti di queste terapie è l’insorgenza di tumori legati alla stimolazione ormonale.

Se inizialmente pareva che il “bombardamento ormonale “ necessario per stimolare l’ovaio a produrre ovociti  comportasse un rischio serio per la donna di ammalarsi, in seguito, di tumore, oggi sappiamo che tale ipotesi non è stata confermata.

Il dubbio originario che le terapie potessero indurre alcuni tipi di tumori era legata alla patogenesi di questi tumori, cioè alla loro modalità di sviluppo. E’ certo infatti che il tumore dell’ovaio, dell’endometrio, della mammella, della tiroide e il melanoma sono tumori “ormono-sensibili”: il loro sviluppo dipende in parte dai livelli ormonali del soggetto colpito dalla malattia. Quando la donna si sottopone alla terapia di stimolazione ovarica i suoi livelli ormonali, anche se transitoriamente, aumentano molto.

Numerosi studi scientifici sono stati condotti per valutare il rischio di tumore dopo l’utilizzo di terapie ormonali e, anche se i dati non sono ancora conclusivi, tutti i risultati non evidenziano un aumento del rischio rispetto alla popolazione generale.

Il tumore dell’ ovaio è al sesto posto fra i tumori delle donne per frequenza, ma è gravato da una elevata mortalità. E’ noto che questo tumore insorge per vari fattori: genetici, ormonali ed ambientali. Aver avuto delle gravidanze e l’utilizzo prolungato della pillola sono fattori che prevengono l’insorgenza del tumore, mentre l’infertilità di per sé aumenta il rischio.  Il farmaco citrato di clomifene  è risultato a rischio (se utilizzato per più di 12 cicli) , mentre non è mai stata dimostrata nessuna associazione con le gonadotropine, che sono i farmaci che oggi si utilizzano più spesso.

Il tumore della mammella è il  più importante tumore femminile: anche in questo caso gli studi non hanno mai dimostrato che le donne sottoposte a stimolazioni ormonali abbiano un rischio più alto di quelle non sottoposte a tali trattamenti. Inoltre, sono stati pubblicati recentemente degli studi che evidenziano la possibilità, per le giovani donne che si sono ammalate di tumore al seno, di potersi sottoporre, dopo la guarigione, a terapie di stimolo per cercare la gravidanza, senza il rischio di una recidiva di malattia.

Il tumore dell’endometrio è una malattia sicuramente legata a quelle forme di infertilità dovute ad uno squilibrio ormonale della donna; non esiste invece associazione con i farmaci.

In conclusione possiamo affermare che le terapie di stimolazione ovarica sono ragionevolmente sicure, infatti, le donne che  hanno utilizzato questi farmaci non si sono ammalate di tumore in  modo significativamente maggiore rispetto alle donne che non li hanno utilizzati.

Consigli pratici

1 - Non corro nessun rischio utilizzando i farmaci per la stimolazione ormonale?

In medicina non esiste un farmaco che sia del tutto privo di rischi; nel caso delle terapie per la stimolazione ovarica esiste un rischio immediato dell’ 1-2% di sviluppare una sindrome da iperstimolazione; i rischi a lungo termine di avere un tumore sono invece, secondo i dati disponibili oggi, uguali a quelli di tutta la popolazione.

2 - Si può fare qualcosa in termini di prevenzione?

Certo, è assolutamente fondamentale eseguire tutti i controlli volti ad escludere la presenza di un possibile tumore, prima di iniziare qualsiasi terapia di stimolazione. Le donne che si sottopongono alle terapie di stimolazione dovrebbero in seguito eseguire dei controlli regolari, mediante ecografia pelvica transvaginale, ecografia mammaria e/o mammografia e pap test.

Dott.ssa Sara Foina - Servizio di Riproduzione Assistita -Azienda Ospedaliera San Paolo di Milano

 

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