Spermiogramma

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Spermiogramma

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Ad oggi, lo spermiogramma rimane la più rilevante indagine di laboratorio per stabilire se il partner maschile debba essere effettivamente considerato infertile. L’infertilità, intesa come l’incapacità di procreare dopo 2 anni di tentativi spontanei, colpisce ogni anno circa il 20% delle nuove coppie. Grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), alle terapie sempre più mirate, alle conoscenze laboratoristiche e alle tecnologie attualmente disponibili si sono raggiunti dei risultati di gravidanza clinica insperati fino a qualche anno fa.

Le tre fasi dello spermiogramma

Lo spermiogramma, come anticipato, può evidenziare nel partner maschile l’infertilità e se, in questo caso, se sia idoneo a tecniche di fecondazione assistita e quale in particolare. Tale indagine dovrebbe essere effettuata da operatori con conoscenze specifiche, meglio se inseriti in Centri di riferimento piuttosto che in laboratori di Patologia Generale, dove la rarità dei casi porta spesso a risultati non in linea con le linee guida dell’OMS(Organizzazione Mondiale della Sanità) e altre società scientifiche.

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L’esame si compone di 3 fasi: pre-analitica, analitica e post-analitica.

La fase pre-analitica

La prima fase pre-analitica rappresenta la raccolta del campione ed è di fondamentale importanza perché una errata procedura può inficiare l’esito finale. Consiste nel comunicare al paziente le direttive per una corretta produzione del campione, in particolare i giorni di astinenza sessuale da osservare (da un minimo di 2 a un massimo di 7) [1] e le modalità di raccolta, preferibilmente per masturbazione, per evitare contaminazioni e se possibile da eseguire in un locale del Centro. Si raccomanda l’uso di contenitori adeguati come quello per l’esame delle urine per evitare la perdita di campione durante la raccolta.

La fase analitica

La fase analitica si divide in una fase macroscopica e una microscopica. La prima analizza volume, pH, caratteristiche reologiche (aspetto, fluidificazione e viscosità) e può indirizzare lo specialista verso un primo inquadramento clinico. La seconda valuta la componente gametica e quella cellulare non nemaspermica.

Le caratteristiche degli spermatozoi

Per quanto riguarda la componente gametica si valutano la concentrazione degli spermatozoi, la motilità e la morfologia, cioé la forma.

La concentrazione è espressa come numero di spermatozoi per ml e come spermatozoi sull’eiaculato totale.

La motilità è classificata a sua volta in progressiva, con movimento di tipo lineare e definito, e non progressiva, quando riguarda spermatozoi ondulanti o con movimenti circolari senza una meta evidente.

Un altro aspetto fondamentale riguarda lo studio morfologicosu striscio cellulare, che si definisce spermiocitogramma: con esso si valutano le caratteristiche di forma e dimensioni delle varie parti della cellula (testa, collo, flagello) e mediante criteri restrittivi si classificano gli spermatozoi in tipici e atipici. Campioni con valori di tipicità inferiori al 4% sono fortemente compromessi [2] e potrebbero addirittura non essere idonei a procedure di PMA.

La morfologia cellulare, infatti, può rispecchiare indirettamente lo stato cromatinico dello spermatozoo e quindi la sua qualità [3].

Da uno studio pandemico su maschi in età riproduttiva si è visto che il 5% dei soggetti che in un anno avevano generato una gravidanza spontanea presentava valori  di almeno una concentrazione di 15milioni/ml nonché di 32% di motilità progressiva e di 40% di motilità totale.

Tali valori sono a oggi utilizzati come valore di riferimento [1].

La valutazione clinica del potenziale fertile di coppia

Bisogna specificare che la condizione di “normalità” di un campione di liquido seminale non è definibile con certezza perché subordinata alla componente femminile. Basti pensare, ad esempio, ai cambiamenti che gli spermatozoi subiscono durante il transito nell’apparato riproduttore femminile, al ruolo svolto dal muco cervicale nella maturazione e nella trasformazione morfo-funzionale (capacitazione) [4] indispensabili al processo di fecondazione naturale. Quindi, un campione di liquido seminale con caratteristiche di iponormalità potrebbe ugualmente generare una gravidanza e viceversa uno con caratteristiche eccellenti potrebbe non farlo. La valutazione clinica del potenziale fertile non può prescindere dal contesto della coppia, tenendo sempre presenti le variabili in gioco per offrire la soluzione più idonea e più rapida possibile.

La componente cellulare non nemaspermica

Nel liquido seminale possono essere presenti componenti dette non nemaspermiche. Per quanto riguarda il lorlo studio, si valuta la presenza di alcuni elementi che potrebbero risultare indicativi di patologie varie che, pur non incidendo direttamente sulle cellule riproduttive, possono, quando presenti in numero eccessivo, danneggiare la qualità degli spermatozoi. In particolare, si segnala l’eventuale presenza di:

  • leucociti;
  • emazie;
  • elementi linea germinativa;
  • cellule epiteliali di sfaldamento;
  • zone di spermioagglutinazione;
  • corpuscoli prostatici.

La refertazione

Nella fase post-analitica o di refertazione si riportano tutte le informazioni ricevute in sede di accettazione del campione (tempo di consegna, modalità di raccolta, astinenza ecc.) che, unitamente a eventuali condizioni di criticità espresse tra le osservazioni, potrebbero essere utili al fine di un corretto inquadramento clinico e di un’adeguata terapia.

Conclusioni

La complessità e l’importanza dell’esame richiedono continui aggiornamenti e costanti controlli di qualità sia interni al Centro, con confronti periodici tra operatori, che esterni, mediante adesione a programmi di qualità tra vari Centri.

Oggi è possibile eseguire questo importante esame utilizzando un sistema computerizzato: le immagini provenienti dal microscopio vengono analizzate da un software (SCA Sper Class Analyzer) che elabora la concentrazione, la motilità e la morfologia, minimizzando così la soggettività interpretativa. Tuttavia, l’osservazione diretta da parte di operatori preparati può cogliere delle caratteristiche biologiche che sfuggono allo strumento, pertanto la doppia valutazione può portare a un risultato più affidabile.

L’esecuzione corretta dello spermiogramma è un presupposto fondamentale per una corretta diagnostica dell’infertilità maschile. Da questo scaturisce un’adeguata interpretazione clinica e terapeutica, che nel contesto della valutazione generale della coppia può riguardare anche la fecondazione assistita come strumento per la cura dell’infertilità.

È utile ribadire l’importanza della preparazione del personale che dovrebbe essere dedicato e costantemente aggiornato e la necessità di privilegiare Centri dove lo stesso esame viene eseguito di routine al fine di minimizzare l’errore che potrebbe derivare da scarso allenamento o da false interpretazioni. Tutto questo nell’interesse delle coppie che si trovano a vivere il problema dell’infertilità, molto spesso a costo di grossi sacrifici sociali ed economici nella più totale solitudine.

Bibliografia

  1. World Health Organization. The World health report: 2000. Health systems: improving performance. World Health Organization, 2000.
  2. Kruger TF, du Toit TC, Franken DR, et al. Sperm morphology: assessing the agreement between the manual method (strict citeria) and the sperm morphology analyzer IVOS. Fertil Steril 1995;63(1):134-41.
  3. Utsuno H, Miyamoto T, Oka K, et al. Morphological alterations in protamine-deficient spermatozoa. Hum Reprod 2014;29(11):2374-81.
  4. Zaneveld LJ, De Jonge CJ, Anderson RA, Mack SR. Human sperm capacitation and the acrosome reaction. Hum Reprod 1991;6(9):1265-74.
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