Che cos’è uno spermiogramma e come interpretarne i risultati

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Che cos’è uno spermiogramma e come interpretarne i risultati

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Lo spermiogramma è un esame che rappresenta il cardine dell’iter diagnostico finalizzato alla valutazione della fertilità maschile. Valuta la qualità degli spermatozoi attraverso la loro forma, il numero e la loro motilità. La normalità non significa necessariamente fertilità dal momento che molte delle caratteristiche funzionali che contribuiscono a definire la fertilità non sono ancora oggi ben conosciute. È per questo motivo chesi possono avere gravidanze anche con liquidi seminali definiti patologici e non averne affatto con liquidi normali. Da ricordare in tal senso che alla fertilità di coppia si deve aggiungere la fondamentale componente femminile: una partner con elevato potenziale di fertilità può talvolta compensare deficit seminali importanti. Viene definita infertile una coppia che non riesce a ottenere una gravidanza dopo 12 mesi di rapporti sessuali mirati non protetti. Si stima che in Italia l’incidenza dell’infertilità di coppia si attesti al 10-15% circa, le cui cause sono da ricondurre per un 40% a un deficit della componente maschile, mentre un 20-30% è imputabile alla sovrapposizione di problemi maschili e femminili.

Il primo approccio al paziente rimane sempre e comunque quello di un’accurata anamnesi; a integrazione di questa si procede generalmente prima di tutto richiedendo l’esecuzione di uno spermiogramma. Tale esame si esegue su un campione di sperma raccolto dopo 36-72 ore di astinenza dai rapporti sessuali. Se possibile, si dovrebbero sospendere le terapie farmacologiche a base di farmaci antinfiammatori, antibiotici, ormoni e steroidi. La raccolta del liquido seminale va eseguita mediante la masturbazione manuale, facendo attenzione alle condizioni igieniche e raccogliendo il liquido in contenitori di vetro o di plastica, dall’apertura sufficientemente larga. È importante far presente al paziente che il campione seminale deve essere completo. Sarebbe preferibile raccogliere il liquido seminale presso il laboratorio di analisi ma se questo non fosse possibile potrà essere raccolto in qualunque posto in un contenitore sterile e consegnato al laboratorio entro un’ora circa, cercando di mantenere il contenitore tra una temperatura di 20-40 °C, questo per evitare una diminuzione della motilità degli spermatozoi.

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I parametri più comuni che vengono misurati sono il volume dell’eiaculato, il pH, la viscosità, il tempo di fluidificazione (in caso di flogosi prostatica per esempio questi tre valori possono aumentare rispetto a quelli di riferimento), la concentrazione degli spermatozoi (ovvero il numero di spermatozoi per ml), la percentuale di forme fisiologiche, la percentuale di motilità degli spermatozoi e la concentrazione dei leucociti.

Lo spermiogramma prevede una valutazione macroscopica e una microscopica. La standardizzazione dei valori di riferimento è cambiata più volte negli anni, in base alle linee guida dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

L’analisi macroscopica prende in considerazione i seguenti parametri:

  • volume dell’eiaculato: i valori normali di tale parametro si collocano tra 1,5 e 5 ml;
  • pH: valori normali di 7,2-7,8;
  • viscosità;
  • tempo di fluidificazione: non appena emesso, il liquido seminale coagula per poi liquefarsi nuovamente dopo 30-60 minuti. L’assenza di liquefazione potrebbe essere indice di agenesia dei vasi deferenti, mentre la mancata liquefazione tardiva dopo 60 minuti potrebbe essere correlata a patologie prostatiche;
  • colore;
  • odore.

L’analisi microscopica dell’eiaculato permette invece di avere informazioni sulla componente spermatica:

  1. concentrazione degli spermatozoi: tale concentrazione deve essere almeno superiore ai 15 milioni di spermatozoi/ml;
  2. motilità: la motilità degli spermatozoi viene divisa in 4 classi:
    • tipo a: movimenti rettilinei, vivaci e progressivi;
    • tipo b: movimenti rettilinei, lenti ma progressivi;
    • tipo c: movimenti vivaci, ma non progressivi;
    • tipo d: assenza di movimento;
    • un seme normale deve avere una motilità totale di almeno il 40% degli spermatozoi. Più precisamente viene considerata normale la presenza di almeno il 32% di spermatozoi con motilità progressiva (quindi di tipo a+b).
  3. morfologia: in un seme normale gli spermatozoi con normale morfologia devono superare il 4% del totale (1;2);
  4. vitalità: dovrebbe essere almeno il 58%;
  5. concentrazione dei leucociti: dovrebbe essere <1,0 milioni/ml di sperma;
  6. MAR test: ovvero la % di spermatozoi mobili con particelle adese, che dovrebbe essere <50%;
  7. concentrazione di fruttosio: ≥13 μmol per eiaculato (la sua assenza indica che ci potrebbe essere un’ostruzione a monte delle vescichette seminali).

Va tenuto in considerazione anche il fatto che nello stesso individuo possono esistere notevoli variazioni stagionali nella conta spermatica. Per questo motivo prima di poter esprimere un giudizio definitivo, l’esame deve essere ripetuto almeno una seconda volta a distanza di circa 3 mesi.

La presenza di alterazioni dei parametri sopra elencati definisce alcune condizioni patologiche che possono essere alla base della condizione di infertilità.

Le alterazioni della concentrazione degli spermatozoi (oligospermia) definiscono le condizioni di:

  • oligospermia lieve: quando la concentrazione è inferiore ai 20 milioni/ml, ma superiore ai 10;
  • oligospermia discreta: quando la concentrazione è inferiore ai 10 milioni/ml ma superiore ai 5;
  • oligospermia grave: quando la concentrazione è inferiore ai 5 milioni/ml.

Le alterazioni della motilità degli spermatozoi (astenospermia) definiscono le condizioni di:

  • astenospermia lieve: motilità a 1 ora compresa tra 30% e 40%;
  • astenospermia discreta: motilità a 1 ora compresa tra 20% e 30%;
  • astenospermia grave: motilità a 1 ora inferiore al 20%.

Le alterazioni della morfologia degli spermatozoi definiscono invece la condizione di teratospermia. Nei casi in cui gli spermatozoi non siano vitali si parla infine di necrospermia.

Per azoospermia si intende l’assenza completa di spermatozoi nello sperma, mentre la criptozoospermia indica l’assenza di spermatozoi nell’eiaculato ma la presenza degli stessi nel centrifugato.

Il risultato di un reperto “normale” o “anormale” non sta a indicare fertilità o infertilità: solamente una diagnosi di azoospermia o la completa immobilità degli spermatozoi sono la sicura causa di infertilità. La presenza di un numero qualsiasi di spermatozoi mobili può significare un concepimento, anche se ovviamente le probabilità saranno sempre più scarse quanto più la concentrazione e la motilità degli stessi saranno ridotte.

Bibliografia di riferimento

  • Salima D, Nozha C, Afifa S, et al. Inter-and intra-operator variability in the analysis of semen parameters: results from a quality control program. Pan Afr Med J 2016;25:115.
  • Yongxin W, Jiali Y, Yanping J, et al. Variability in the morphologic assessment of human sperm: use of the strict criteria recommended by the World Health Organization in 2010. Fertil Steril 2014;101(4):945-9.
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