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Sovrappeso, obesità ed infertilità femminile

Parere degli esperti

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Sovrappeso, obesità ed infertilità femminile
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

Il ruolo svolto dall’obesità nei meccanismi coinvolti nei disordini dell’attività riproduttiva è stato ampiamente dimostrato. Basti pensare come già all’inizio del ’900 diversi autori associassero l’eccesso ponderale a una maggiore frequenza di disturbi mestruali, a una ridotta fertilità e a un aumentato tasso di abortività [1].

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Queste osservazioni risultano di maggiore rilievo se si considera che l’obesità è in rapido aumento nelle donne, specie in età fertile, in tutto il mondo. Negli Stati Uniti la prevalenza delle donne in sovrappeso e obese nella fascia di età 18-49 anni è del 44% [2], mentre uno studio svedese mostra che la frequenza di obesità è aumentata dal 9% negli anni ’80 al 12% alla fine degli anni ’90, con un aumento proporzionalmente più elevato nella fascia di età 16-44 anni nella quale la prevalenza del sovrappeso è addirittura raddoppiata [3].

Le donne obese hanno un’elevata frequenza di amenorrea e infertilità. Nel Nurses Health Study le donne con un BMI (body mass index) >30 mostravano un rischio 2,7 volte più elevato di infertilità rispetto a quelle normopeso; l’associazione con il fumo determinava un ulteriore aumento del rischio [4].

L’incidenza di obesità nelle donne con amenorrea secondaria è 4-5 volte più elevata rispetto alla donne non obese [5]. Se consideriamo poi l’infertilità da alterazioni dell’ovulazione il rischio relativo è 2,1 in donne con peso >120% del peso ideale e 1,7 in donne con BMI >24 [6]. L’obesità ha anche un impatto negativo sul trattamento dell’infertilità: le donne obese trattate per infertilità hanno un tasso di gravidanza minore e un maggior rischio di patologia abortiva.

Tutte queste osservazioni confermano quindi come l’eccesso di peso giochi un ruolo di rilievo nei meccanismi coinvolti nell’eziopatogenesi dell’infertilità. A tutt’oggi, comunque, rimangono non del tutto definiti i meccanismi responsabili delle alterazioni della fertilità, anche se è stata più volte dimostrata una diretta correlazione tra l’entità dell’eccesso ponderale e la gravità dei disturbi della fertilità. Infatti nelle donne obese un calo ponderale di almeno il 5% rispetto al peso iniziale è in grado di migliorare o addirittura normalizzare la funzionalità ovarica valutata con la regolarizzazione del ciclo mestruale e l’incremento dei cicli ovulatori, con un aumento conseguente dell’indice di fertilità. Ciò esclude pertanto una primitiva alterazione ovarica nel soggetto obeso.

Caso diverso deve essere considerata la sindrome dell’ovaio policistico (polycystic ovary syndrome, PCOS), una delle più frequenti cause di irregolarità mestruali e caratterizzata da iperandrogenismo, anovulatorietà cronica e riscontro di alterata e tipica morfologia dell’ovaio con multiple aree follicolari nella zona corticale. Questa sindrome iperandrogenica si associa fino nel 50% dei casi a sovrappeso e obesità e presenta difetti funzionali ovarici intrinseci in grado di giustificare l’eccessiva produzione di androgeni circolanti. Nella PCOS infatti la correzione dell’eccesso ponderale, pur inducendo un miglioramento della funzionalità ovarica, non sempre si accompagna a un significativo aumento dell’indice di fertilità, se si confronta con quello di un gruppo di pazienti normopeso. Questo fatto concorda con l’osservazione che la PCOS rappresenta una sindrome eterogenea con difetti intrinseci della funzionalità ovarica verosimilmente di natura o con concausa genetica oltre che ambientale.

Maurizio Cignitti - Responsabile Centro Medicina della Riproduzione, SOD Divisione Ostetricia e Ginecologia Ospedali Riuniti Ancona

Bibliografia

  1. Azziz R. Reproductive endocrinologic alterations in female asyntomatic obesity. Fertil Steril 1989;52:703-25.
  2. WHO. Obesity preventing and managing the global epidemic. Report of a WHO Consultation on obesity 3-5-June WHO Ginevra 1997.
  3. Lissner L, Johannson ASE. Social mapping .of the obesity epidemic in Sweden. Int J Obes Relat Metabol Disord 2000;24:801-5.
  4. Lake JK, Power C. Women’s reproductive health:the role of boby mass index in early and adult life. Int J Obes Relat Metab Disord 1997;21:432-8.
  5. Rich-Edwards JW, Goldman MB. Adolescent body mass index and infertility caused by ovulatory disorder. Am J Obstet and Gynecol 1994:171:171-7.
  6. Rogers J Mitchell GW. The relation of obesity to menstrual disturbances. N Engl J Med 1982;247:53-5.

 

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