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Sovrappeso, obesità e infertilità femminile

Parere degli esperti

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Sovrappeso, obesità e infertilità femminile
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

La prevalenza e l’incidenza di sovrappeso e obesità, condizioni che affliggono un numero molto elevato di individui, negli ultimi anni sono aumentate drammaticamente nella popolazione femminile in età fertile di tutto il mondo: negli Stati Uniti il 44% delle donne nella fascia di età compresa tra 18 e 49 anni è in sovrappeso o obeso [1,2]. Un recente lavoro ha evidenziato che, a parità di età e condizioni socio-ambientali, nelle donne un eccesso ponderale del 10-46% rispetto al peso ideale si accompagna in circa il 20% dei soggetti a disordini del ciclo mestruale, mentre un eccesso di oltre il 75% rispetto al peso ideale si accompagna a un aumento dei disordini mestruali in oltre il 50% dei soggetti esaminati [3]. Queste osservazioni sembrerebbero confermare come l’eccesso di peso giochi un ruolo di rilievo nei meccanismi coinvolti nell’eziopatogenesi dell’infertilità.

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Infatti le donne obese, oltre a incorrere nelle complicanze dell’obesità che interessano anche gli uomini (diabete, ipertensione arteriosa, ictus, infarto del miocardio, aterosclerosi ecc.), presentano anche problematiche legate all’apparato riproduttivo e alla sua funzione. Tra le donne obese la frequenza di amenorrea (assenza del sanguinamento mestruale) è elevata: nel Nurses Health Study le donne con indice di massa corporea (body mass index, BMI) >30 mostravano un rischio 2,7 volte più elevato di infertilità rispetto a quelle normopeso [4]. Tra le donne obese trattate per infertilità il tasso di gravidanza è minore rispetto a quelle normopeso; inoltre, dopo il trattamento di fertilizzazione il rischio di interruzione spontanea di gravidanza è molto elevato [5].

Gli studi che hanno comparato il profilo ormonale delle donne obese con amenorrea a quello delle donne con mestruazioni regolari hanno evidenziato che l’obesità e il sovrappeso sono associati a infertilità a causa di uno stato di ipogonadismo ipogonadotropo, ovvero un’alterazione a livello dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio; l’obesità inoltre può modificare i livelli di insulina prodotti dal pancreas, causando un’iperproduzione di androgeni, oltre a un aumento della produzione di estrogeni, che riflette cicli mestruali irregolari, riduzione dei cicli ovulatori e, dunque, bassi tassi di fecondità. I depositi di grasso nelle ovaie possono infine interferire con lo sviluppo embrionale e causare aborti spontanei.

Una delle problematiche più diffuse tra le giovani donne obese è la sindrome dell’ovaio policistico (polycystic ovary syndrome, PCOS), che riduce notevolmente la capacità di concepire, in quanto è caratterizzata da iperandrogenismo, anovularietà cronica, acne, irsutismo e da un’alterata e tipica morfologia dell’ovaio (ovaio policistico) [6,7]. L’obesità è presente in circa il 50% dei casi di PCOS [8] e le differenze nelle manifestazioni cliniche tra pazienti con PCOS obese e non obese sono soprattutto quantitative, nel senso che l’obesità contribuisce ad amplificare l’iperandrogenismo e il tasso di infertilità e di cicli anovulatori [8].

In conclusione l’obesità è un fattore di rischio importante legato a una serie di patologie ostetrico-ginecologiche. Infatti, dalla pubertà alla menopausa possono presentarsi numerose situazioni in cui la presenza di sovrappeso o obesità determina patologie e/o complica quelle già presenti. Questo va tenuto presente in un contesto quale quello odierno, in cui l’obesità risulta drammaticamente in aumento, in modo da stabilire non solo gli approcci diagnostici e terapeutici più corretti di tali condizioni, ma anche e soprattutto per mettere a punto strategie di prevenzione adatte, in quanto la normalizzazione del peso corporeo è fortemente consigliabile nelle donne in sovrappeso o francamente obese, poiché anche solo una modesta riduzione del peso può aumentare le probabilità di ovulazione spontanea o indotta [9].

Federica Mulas - Biologa presso il Servizio di Ostetricia e Ginecologia, Diagnosi Prenatale e Preimpianto, Terapia Fetale, Ospedale Regionale per le Microcitemie, Cagliari

Bibliografia

  1. Lapolla A, Dalfrà MG. Obesità femminile e funzione riproduttiva. G It Diabetol Metab 2007;27:16-22.
  2. Castillo-Martinez I, López-Alvarenga JC, Villa AR, et al. Menstrual cycle length disorders in 18-to 40 years old obese women. Nutrition 2003;19:317-20.
  3. Obesity: preventing and managing the global epidemic. Report of a WHO Consultation on obesity, 3-5 June. WHO Geneva 1997.
  4. Lake JK, Power C, Cole TJ. Women’s reproductive health: the role of body mass index in early and adult life. Int J Obes Relat Metab Disord.1997;21:432-8.
  5. Fedorcsak P, Storeng R, Dale PO, et al. Obesity is a risk factor for early pregnancy loss after IVF or ICSI. Acta Obstet Gynecol Scand 2000;79:43-8.
  6. Pasquali R, Pelusi C, Genghini S, et al. Obesity and reproductive disorders in women. Hum Reprod Update 2003;9:359-72.
  7. Stein IF, Leventhal ML. Amenorrhea associated with bilateral polycystic ovaries. Am J Obstet Gynecol 1935;29:181-91.
  8. Talbott E, Guzick D, Clerici A, et al. Coronary heart disease risk factors in women with PCOS. Arterioscler Thromb Vasc Biol 1995; 15:821-6.
  9. Speroff L, Fritz MA Clinical gynecologic endocrinology and infertilit,y Philadelphia, Lippincott Williams & Wilkins, 2005.