Sostegno psicologico della coppia in relazione al fallimento del percorso di PMA

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Sostegno psicologico della coppia in relazione al fallimento del percorso di PMA

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


L’infertilità è una patologia che compromette gravemente l’equilibrio e la qualità di vita delle persone che non riescono a realizzare il desiderio di genitorialità. I progressi della scienza e l’avvento delle tecniche di riproduzione medicalmente assistita (PMA) hanno contribuito solo in parte a risolvere il dramma di queste coppie. La letteratura scientifica ha ben descritto il disagio vissuto da coloro che non riescono a concepire un figlio naturalmente e ha approfonditamente documentato il trauma che tale esperienza comporta anche negli individui che, pur affidandosi alle tecniche di PMA, non riescono a realizzare il sogno di diventare genitori. L’infertilità, dunque, è una patologia che provoca una serie di ripercussioni a livello psicologico ed emotivo: è una ferita che colpisce l’identità personale e il proprio sé proiettato nel futuro e comporta un dolore paragonabile a un’“esperienza di lutto” e di perdita, come il divorzio o la morte di una persona cara e, per questo motivo, produce un notevole impatto sulla qualità di vita di una persona.

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Che cosa succede a livello emotivo quando un percorso di PMA fallisce?

La reazione emotiva in relazione al fallimento di un percorso di PMA varia in base alla personalità, le risorse e le strategie di coping di ciascun individuo.

Le due reazioni più comuni sono la colpevolizzazione o il cercare di prendere le distanze dall’accaduto. Chi tende a colpevolizzarsi, tende a cercare le cause della propria infertilità disperdendo molte energie, senza fronteggiare le proprie difficoltà con strategie di coping efficaci. Chi, invece, cerca di prendere le distanze dalle responsabilità degli eventi e di concentrarsi su possibili soluzioni alternative, riesce a superare con meno difficoltà il dolore del fallimento. Pensare alla propria sterilità di coppia secondo un’attribuzione causale esterna protegge la coppia da sentimenti di vergogna e bisogno di isolamento, rendendola più libera nelle richieste di aiuto e nella ricerca di una nuova ristrutturazione della propria vita.

Che cosa significa capacità di fronteggiare le situazioni?

In psicologia, la resilienza è una parola che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

La resilienza rappresenta la capacità di affrontare e superare le difficoltà e la sofferenza trasformando la sofferenza e la situazione di crisi in una risorsa e in un’opportunità di crescita, che “permette di recuperare nuovi scenari d’identità, di colmare vuoti e di costruire ponti tra ciò che si è perduto, ciò che resta e ciò che è in divenire” (Walsh, 2008).

Tuttavia, la capacità di accettare e superare le sfide connesse a un evento critico è legata a tre fondamentali ambiti di funzionamento del gruppo familiare:


  • i sistemi di credenze ereditati dalla famiglia di origine;
  • i pattern organizzativi che implicano flessibilità, senso di coerenza, capacità di utilizzare le proprie risorse interne ed esterne;
  • i processi comunicativi che consentono la condivisione delle emozioni e permettono l’utilizzo di strategie di coping.

Per Ridenour et al. (2009) la resilienza alla sterilità è da considerarsi come: “il risultato di interconnessioni tra i fattori esterni alla coppia, le percezioni individuali, le interazioni e le percezioni collettive. Di conseguenza, la resilienza dipende dalla capacità dell’individuo e della coppia di modificare efficacemente le precedenti posizioni, attraverso l’accettazione dell’infertilità indipendentemente dalle influenze esterne o dai risultati ai trattamenti per l’infertilità”.

La resilienza nelle coppie sterili è un fattore protettivo molto importante perché può ridurre l’impatto della perdita e sostenere le interazioni positive tra i partner.

Un’attenta analisi da parte del clinico sulle modalità personali dell’individuo di affrontare le difficoltà della vita permetterà allo psicologo di prevedere quale sarà la reazione emotiva al fallimento della PMA e quale interpretazione darà quella persona all’insuccesso del proprio progetto procreativo. In questo modo sarà possibile andare a individuare meglio quali possano essere le alternative al fallimento. Compito dello psicologo è, infatti, saper distinguere le personalità più rigide da quelle più flessibili, lavorare sul senso di colpa e sulle strategie di coping (gestione attiva), che permettono alle persone d’individuare soluzioni alle proprie difficoltà, aiutandole a superare, quando necessario, quelle restrizioni mentali inconsapevoli dettate da vecchie credenze implicite della persona, che non le consentono di poter procedere ed evolversi sulla linea del ciclo vitale.

Sostegno della coppia in relazione al fallimento del percorso di PMA

Il sostegno psicologico è fondamentale per una coppia che vive la sofferenza legata al fallimento di un percorso di PMA.

I vissuti e il dolore emotivo legati all’insuccesso della coppia devono essere rielaborati e condivisi: la coppia deve sentirsi accolta, ascoltata e deve condividere le proprie emozioni con lo specialista, per rielaborare e vivere il proprio dolore con maggiore serenità e soprattutto consapevolezza di sé.

La terapia di coppia ha così l’obiettivo di creare uno “spazio fisico e mentale” nel quale i due partner affrontano l’esperienza del fallimento e la negazione del desiderio di diventare genitori, sia per quello che rappresenta per ciascuno dei due sia come capacità di osservare insieme e condividere le modalità con le quali stanno vivendo questo tempo di infertilità.

La terapia offre un luogo e un tempo per poter generare insieme delle modalità adattive coniugali all’infertilità, a esplicitare la qualità del rapporto e attivare le risorse per superare il “lutto” dell’insuccesso.

La terapia induce a un processo di cambiamento grazie al quale la coppia individua, attua e rafforza la propria coniugalità.

Il terapeuta offre uno spazio in cui, i due partner, possano condividere e affrontare le proprie richieste, storie, aspettative, desideri, paure e speranze e, nel contempo, facilita la comunicazione di entrambi. In questo modo la coppia trasforma l’esperienza del lutto dell’infecondità in un momento vitale in cui sia possibile generare uno spazio di reciproco aiuto.

Il terapeuta aiuta la coppia a condividere i propri vissuti inespressi e assume il ruolo di attivatore del discorso sull’infertilità, per poi portare la coppia alla scoperta delle proprie risorse per compiere il passaggio del ciclo vitale a uno stadio successivo, aiutando l’accettazione di una famiglia senza figli; il terapeuta, inoltre, crea un rapporto empatico con i suoi pazienti per sostenerli e aiutarli a condividere la propria sofferenza e li aiuta nel favorire il processo di accettazione, adattamento e reazione al fallimento. Lo psicologo sostiene la coppia per sviluppare strategie di coping, strategie di fronteggiamento alla realtà efficaci, per superare il dolore e ritornare a vivere serenamente la vita di coppia: le modalità di coping improntate sull’azione, e non sull’evitamento, sono associate a maggior livello di benessere anche dopo un eventuale fallimento del percorso di PMA.

Conclusioni

Un percorso di sostegno psicologico svolge un supporto che mitiga gli effetti degli insuccessi, tende a ridurre l’ansia, attenua gli stati depressivi, la solitudine e il senso di perdita di controllo. Lo psicologo che cammina con la coppia sterile deve accogliere e riconoscere quei sentimenti di rabbia e tristezza che la coppia sta vivendo e ciò restituisce alle persone quel senso di dignità e di integrità di cui lo stato di sterilità li ha privati. La rielaborazione di queste emozioni può indurre un miglioramento sia da un punto di vista sia che da un punto di vista fisiologico. Infine, può permettere alla coppia la rielaborazione del lutto.

Inoltre, attraverso un sostegno della coppia possono essere rielaborati stili di attaccamento, rapporti con le famiglie di origine con il fine di preservare l’integrità stessa dell’individuo, della coppia, risolvere conflitti pregressi e rafforzare le risorse positive interne per poter intraprendere un nuovo progetto di vita qualunque esso sia.

Bibliografia di riferimento

  • Gentili P. La psicoterapia di coppia nell’infertilità: ovvero la creazione di uno spazio procreativo. Informazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria, n. 28/29, giugno-dicembre 1996:31-
  • Ridenour, A.F., Yorgason, J.B. & Peterson, B. The Infertility Resilience Model: Assessing Individual, Couple, and External Predictive Factors. Contemp Fam Ther 31, 34–51 (2009).
  • Righetti PL, Galluzzi M, Maggino T, et al. La coppia di fronte alla Procreazione Medicalmente Assistita.Aspetti psicologici, medici, bioetici. Franco Angeli, Milano, 2009.
  • Salerno A, Giuliano S. La coppia sterile tra lutto, coping e resilienza. Terapia Familiare 2011;96:27.
  • Visigalli R. Sterilità e infertilità di coppia. Counseling e infertilità di coppia. Franco Angeli, Milano, 2011.
  • Walsh F. La resilienza familiare. Raffaello Cortina, Milano, 2008.

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