Sostegno della coppia che ha concluso un percorso di PMA con successo

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Sostegno della coppia che ha concluso un percorso di PMA con successo

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Diventare genitori rappresenta una tappa fondamentale del ciclo di vita di un individuo, un desiderio ancestrale, che risente sia del contesto culturale di appartenenza sia dello sviluppo individuale. Tuttavia questo percorso, che può apparire naturale e scontato, per diverse coppie può essere ostacolato da difficoltà di varia natura: genetiche, virali, traumatiche e psicologiche.

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In Italia, infatti, circa 100.000 coppie si confrontano con la problematica dell’infertilità, intorno al 30% del totale delle coppie del nostro Paese. In Europa l’infertilità colpisce tra il 15% e il 20% delle coppie, e si stima che nel mondo siano tra 60-80 milioni quelle colpite da questo problema” (Visigalli, 2011).

Molte coppie si rivolgono ai centri di Procreazione Medicalmente Assistita per cercare di raggiungere il grande sogno di diventare genitori.

Molte ricerche hanno messo in evidenza il disagio vissuto da coloro che non riescono a concepire un figlio naturalmente e il trauma che tale esperienza comporta anche negli individui che, pur affidandosi alle tecniche di PMA, non riescono a realizzare il sogno di diventare genitori.

Desiderare un figlio e sperimentare l’impossibilità di concepirlo è un’esperienza dolorosa: la condizione d’infertilità di una coppia conduce i suoi membri a vivere un’esperienza psicologica, relazionale e sociale molto complessa, spesso legata a un vissuto di disperazione emotiva.

Spesso anche quando una coppia riesce a concepire un figlio, vive il periodo della gravidanza, ma anche la nascita e la crescita del bambino, con uno stato di ansia molto elevato. “La paura che li ha accompagnati in precedenza, se non gestita, può metterli nella condizione di crescere questi figli iper-proteggendoli. I bambini nati all’interno delle coppie dopo anni d’investimenti e di attese, infatti, appaiono più vulnerabili e preziosi per i genitori.” (Visigalli, 2011).

Ecco: siamo genitori!

Dopo un lungo viaggio finalmente può essere coronato il sogno tanto atteso: diventare genitori!

Ma come vive la gravidanza e la propria genitorialità una coppia che ha dovuto ricorrere a un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)?

La gravidanza dopo un’esperienza di infertilità è spesso vissuta come “gravidanza premio”: una enorme gioia e soddisfazione, ma nello stesso tempo l’ansia e l’angoscia della perdita rendono non solo la gravidanza, ma anche il periodo successivo alla nascita del figlio, particolarmente faticosi da affrontare e da gestire.

La brusca transizione da uno stato prolungato d’infertilità a uno potenziale di genitorialità è un momento difficile, perché richiede una rapida ridefinizione dell’identità della coppia e una ristrutturazione interna dell’individuo: l’identità della coppia deve ricostruirsi perché da una identità di coppia infertile ci si ritrova all’improvviso a dover ricostruire una nuova identità da futuro genitore. La coppia vive, infatti, un turbinio di emozioni: gioia, felicità, speranza, accompagnati dalla paura di poter perdere ciò che hanno sognato per tanto tempo e per cui hanno tanto sofferto.

Per la coppia esiste, inoltre, anche la difficoltà nel distaccarsi dall’équipe medica che per diverso tempo ha rappresentato una “base sicura” di cure per creare una nuova rete sociale di supporto e investire energie in una gravidanza.

Perché un sostegno psicologico?

Con le coppie precedentemente infertili è quindi fondamentale effettuare un intervento terapeutico finalizzato a “normalizzare” la gravidanza: occorre perciò accompagnare la coppia nella transizione da uno stato di precedente infertilità e di vita senza figli a uno di gravidanza e, infine, di genitorialità.

La normalizzazione di questo stato emotivo passa attraverso una complessa riorganizzazione dell’identità della coppia e anche da una condivisione e rielaborazione emotiva necessaria con uno specialista.

Gli stati d’animo prevalenti che la coppia vive sono:

  • paura dell’interruzione della gravidanza;
  • angoscia di avere una gravidanza a rischio;
  • senso di ambiguità nel legame con un feto concepito in laboratorio;
  • senso di isolamento;
  • ansia eccessiva provata per le proprie capacità di gestire i compiti genitoriali oltre che per la paura che gli altri scoprano come è avvenuto il concepimento;
  • perdita della rete di supporto costruita con il personale che ha seguito la loro infertilità.

I meccanismi di difesa che possono instaurarsi, soprattutto nella futura madre, come reazioni al passaggio al nuovo ciclo vitale come genitori, dopo un’esperienza di infertilità, tendono a collocarsi tra due estremità: da una parte il diniego e l’evitamento (negazione/rifiuto): ci sono donne che negano la gravidanza, non seguono le prescrizioni mediche e non riescono a prestare le cure prenatali appropriate per diversi mesi.

Dall’altra parte ci può essere un atteggiamento ipervigile: si evidenzia uno stato di paura esagerata per ogni minimo e insignificante sintomo che porta la futura mamma a richiedere spesso rassicurazioni circa l’evoluzione della gestazione. L’ansia compare perché le donne vivono la gravidanza come un “periodo di attesa di una perdita”, un allarme per la possibile e imminente minaccia di aborto e la scarsa fiducia nella nascita del figlio.

Se c’è stata una precedente perdita di gravidanza, inoltre, l’ansia è notevolmente più alta in entrambi i partner e aumentano le difficoltà di fronteggiamento di ogni minimo problema, insieme a un senso di distacco emotivo.

In generale, le donne che sono ricorse alla procreazione medicalmente assistita tendono a effettuare più controlli e sono più ansiose, depresse e arrabbiate con se stesse rispetto alle donne fertili.

La transizione alla genitorialità, inoltre, è un evento molto delicato che comporta una serie di cambiamenti e di adattamenti psicologici in tutte le coppie che si avvicinano ad avere un figlio, ancora di più lo è per coloro che hanno alle spalle un vissuto di infertilità.

La genitorialità, infatti, è una dimensione psicologica che si sviluppa nel corso della vita di ogni individuo ed essere padre ed essere madre comporta una grossa ristrutturazione dell’immagine di sé e delle relazioni all’interno della famiglia: la coppia che ha un figlio affronta un passaggio evolutivo importante e delicato, trasformandosi da coppia coniugale in coppia genitoriale, quindi diventa famiglia e deve aprirsi ad accogliere un terzo nella relazione, il bambino.

La fase di transizione alla genitorialità e l’adattamento al nuovo ruolo genitoriale quindi è un processo molto complesso che, soprattutto nelle coppie che hanno attraversato molte difficoltà e dolori per raggiungere questa fase, può risultare più complessa e faticosa: risente di tutti gli anni passati nell’esperienza dell’infertilità e delle possibili precedenti perdite.

È di fondamentale importanza, dunque, la presenza dello psicologo, una figura esterna alla rete familiare esperta di temi perinatali che possa accompagnare la coppia in questo importante passaggio di ciclo vitale.

Le madri che hanno concepito attraverso la fecondazione in vitro è più probabile che sviluppino un attaccamento forte al bambino, che rende più difficile il processo di separazione e individuazione tra genitore e figlio. Queste coppie presentano più difficoltà ad adattarsi alla condizione di genitorialità (almeno fino al primo anno di età).

I nuovi genitori si percepiscono meno abili nel proprio ruolo e ricercano più rassicurazioni sulla salute dei loro figli: spesso vogliono sentirsi genitori perfetti valutando il proprio figlio come un bene troppo prezioso da cui dipende la felicità del nucleo familiare e si sentono responsabilizzati enormemente verso di lui.

Lo psicologo facilita un passaggio tra il mondo dell’infertilità e il mondo della genitorialità: occorre cercare di fornire alla coppia gli strumenti per riuscire a rinunciare al bambino perfetto.

È perciò fondamentale offrire supporto psicologico alle coppie infertili anche nel momento di successo di un trattamento di riproduzione assistita. Per facilitare l’adattamento alla gravidanza e la preparazione alla genitorialità una importante area da sostenere nella coppia infertile che giunge alla gravidanza è quella della sessualità, pesantemente condizionata dagli anni di cicli di PMA.

Lo psicologo può aiutare nel ritrovare un’intimità sessuale, incoraggiando la comunicazione di questi temi tra i partner.

Inoltre lo psicologo può aiutare la coppia a rielaborare i propri vissuti e a indagare e ristabilire strategie di coping per “fronteggiare” i vissuti negativi e le paure della coppia stessa.

È quindi di fondamentale importanza un intervento psicologico che fornisca supporto e che possa supportare la coppia nel nuovo ruolo di genitori.

Conclusioni

Lo psicologo è una figura importante nell’ambito del sostegno della coppia che ha concluso un percorso di PMA con successo sia per sostenere la nuova coppia genitoriale nell’elaborazione dei vissuti sia per la valorizzazione di strategie di coping per fronteggiare le difficoltà e, soprattutto, per prevenire disagi psicologici e favorire nella coppia una genitorialità positiva in questa nuova vita della coppia.

Bibliografia di riferimento

  • Bowlby J. Attaccamento e perdita. Bollati Boringhieri, Torino, 1980.
  • Riccio M. La cicogna distratta. Il paradigm sistemico-relazionale nella clinica della sterilità e dell’infertitlità di coppia. Franco Angeli, Milano, 2017.
  • Righetti PL, Galluzzi M, Maggino T, et al. La coppia di fronte alla Procreazione Medicalmente Assistita. Aspetti psicologici, medici, bioetici. Franco Angeli, Milano, 2009.
  • Visigalli R. Sterilità e infertilità di coppia. Counseling e infertilità di coppia. Franco Angeli, Milano, 2011.
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