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Sindrome dell'ovaio policistico e diabete mellito di tipo II

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Sindrome dell'ovaio policistico e diabete mellito di tipo II

La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) rappresenta la più comune endocrinopatia del sesso femminile e la più frequente causa di infertilità anovulatoria, ovvero con assenza di ovulazione, colpendo il 5-10 % della popolazione. La sindrome è caratterizzata da irregolarità mestruali e da aumento degli ormoni mascolinizzanti (androgeni) i quali rappresentano anche i principali criteri diagnostici secondo la Consensus Conference del National Institute of Health (NIH). Altri criteri diagnostici proposti sono: la presenza di insulino-resistenza (IR), un elevato rapporto fra ormone luteinizzante (LH) e ormone follicolo stimolante (FSH) e la evidenza di ovaie con piccole formazioni cistiche all'esame ecografico. Negli ultimi anni, è stato dimostrato che la maggior parte delle donne con PCOS presenta IR.

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L'IR è indicata come il principale meccanismo di sviluppo del diabete di tipo II°. Un altro fattore importante è la disfunzione delle cellule beta del pancreas che producono l'insulina e che funzionano male in molte donne con PCOS. Altri fattori che possono contribuire all'insorgenza del diabete di tipo 2 sono l'obesità e la presenza in famiglia di soggetti con diabete di tipo 2. La presenza concomitante di tali fattori rende difficile valutare il ruolo indipendente esercitato da ciascuno di essi nello sviluppo del diabete. E' stato riportato che circa il 30% delle donne obese con PCOS presenta ridotta tolleranza al glucosio, nel senso di una insufficiente capacità di metabolizzazione del glucosio (condizione considerata pre-diabetica) . In uno studio retrospettivo, Dahlgren e coll. Hanno osservato che la prevalenza di NIDDM (diabete non insulino-dipendente) era del 15% nelle donne con PCOS, confrontate con il 2% dei controlli. Dunaif e coll hanno riscontrato una ridotta tolleranza al glucosio o NIDDM, oltre il 20% delle donne con PCOS, nella 3° decade di vita.

In un recente studio prospettico, si è visto come nel 31% di 254 donne con PCOS era presente ridotta tolleranza al glucosio che il 7,5% presentava NIDDM, mentre tra i controlli il 16% e lo 0% presentavano rispettivamente ridotta tolleranza al glucosio e NIDDM. Le donne esaminate in tale studio avevano un'età compresa tra i 14 e i 44 anni. La prevalenza di una ridotta tolleranza al glucosio e di NIDDM è risultata più alta nelle donne sopra i 35 anni. Grazie ad un metodo di analisi statistica specifico (regressione multipla), si è visto che la glicemia a digiuno, la presenza di PCOS, il rapporto tra la circonferenza della vita e quella dei fianchi, l'indice di massa corporea (BMI) e l'età erano fattori predittivi di intolleranza al glucosio, cioè questi parametri ci aiutano a metabolizzare il glucosio stesso . Tuttavia, in questo studio prospettico, il 78% delle pazienti presentava BMI>25 Kg/m2 e il 73% era obeso (BMI > 27 Kg/m2). In un altro recente studio europeo è stata valutata la prevalenza del diabete in 346 donne, con PCOS, di età compresa tra i 30 e i 55 anni: il 2,3 % di queste donne presentava diabete, contro l'1% quelle senza PCOS. Suddividendo le donne in due gruppi di età, risultava che il 9% delle pazienti con PCOS, di età compresa tra i 45 e i 54 anni, presentava diabete, contro il 2 % dei controlli. Le divergenze con lo studio americano probabilmente sono dovute al diverso BMI delle pazienti. Infatti, nello studio europeo solo il 44% delle pazienti aveva un BMI>25, che era invece presente nel 78% delle pazienti americane. Tuttavia, entrambi gli studi hanno dimostrato che le pazienti con PCOS presentano un rischio maggiore di sviluppare intolleranza al glucosio o diabete durante la III o la IV decade e che questo rischio è maggiore per le donne obese rispetto alle donne con peso normale. In un studio pubblicato nel 2003, Glueck ha osservato che 64 donne su 138 con PCOS (46%), di età media 31-/+ 9 anni, presentavano la Sindrome Metabolica, definita, secondo le linee guida dell'ATP III (Adult Treatment Panel), dalla presenza di almeno 3 delle seguenti alterazioni metaboliche:

  • circonferenza vita superiore a 88 cm,
  • trigliceridi plasmatici superiori a 150 mg/dl ,
  • colesterolo HDL inferiore a 50 mg/dl,
  • pressione arteriosa superiore a 130/85,
  • glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl.

Di queste 64 donne, l'11 % presentava glicemia basale > 110 mg/dl e il 66 % insulina basale > 17 UI/ml. Diversi studi hanno dimostrato la presenza in famiglia di soggetti con diabete di tipo 2 è di frequente riscontro nelle pazienti diabetiche. Una storia familiare positiva per diabete è presente in più dell'80% delle donne con PCOS, il 30 % delle quali presenta diabete: tali dati indicano che una storia familiare di diabete può aggravare la severità dei difetti del metabolismo dell'insulina già presenti nella PCOS.

Considerando la rilevanza del ruolo dell'IR sia nello sviluppo della PCOS che del diabete, alcuni ricercatori hanno ipotizzato che, tra le donne con diabete di tipo 2, dovrebbe essere presente un'elevata prevalenza di donne con PCOS. Infatti, la prevalenza della PCOS tra le donne diabetiche sembra essere 5 -- 10 volte più alta rispetto alle donne normali. L'obesità, l'IR, la disfunzione delle cellule beta del pancreas e la storia familiare positiva per diabete, possono contribuire ad incrementare il rischio di sviluppare il diabete nelle donne con PCOS. In tutte le donne con PCOS dovrebbe essere, quindi, valutata la intolleranza al glucosio. I medici dovrebbero sapere che le donne con PCOS sono a rischio maggiore di ridotta tolleranza al glucosio e il diabete di 2 e che tali anomalie del metabolismo glucidico possono essere presenti sia nelle donne con peso normale che in quelle obese.

L'IR presente nella PCOS può essere considerata anche un fattore di rischio per lo sviluppo del diabete della gravidanza. Infatti, poiché le pazienti con PCOS spesso presentano IR, pur avendo un normale metabolismo del glucosio, esse presentano un alto rischio di sviluppare il diabete quando sopraggiunge una gravidanza che è diabetogena, vale a dire che favorisce lo sviluppo di questa patologia. La prevalenza del diabete gestazionale nelle donne con PCOS è del 40 -- 46 %. La prevalenza della PCOS in donne con storia di diabete gestazionale è stata del 20%, 39,4%, 41%, 44% e 52%, queste percentuali, fra loro diverse, si riferiscono ai risultati statistici ottenuti da vari autori che hanno visto quante PCOS hanno dato origine allo stato di diabete gestazionale, è comunque da tener presente che altri studi non hanno rilevato una prevalenza statisticamente significativa della PCOS nelle donne con diabete gestazionale.

In uno studio longitudinale è stato valutato il metabolismo degli zuccheri in donne gravide con PCOS utilizzando la curva da carico di glucosio (un esame che serve a diagnosticare gli stati prediabetici) ed il clamp iperinsulinemico-euglicemico (un test che valuta l'IR). E' stato riscontrato che le donne con diabete gestazionale presentavano una sensibilità insulinica ridotta rispetto a quelle che non l'avevano, indicando che il diabete gestazionale è associato con un'alterazione del metabolismo insulinico che si realizza precocemente nel 1° trimestre.

Dott. Roberto Cazzavacca - Ostetrico Ginecologico, Arezzo