Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Ruolo del matching genetico nella fecondazione eterologa

Parere degli esperti|timepubblicato il
Ruolo del matching genetico nella fecondazione eterologa

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Le malattie mendeliane (monogeniche) sono un gruppo di malattie che dipendono dal difetto di un singolo gene. Definite “malattie rare”, hanno un’incidenza molto bassa se prese singolarmente, ma se considerate nel loro insieme colpiscono una porzione significativa della popolazione. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) esistono circa 8000 malattie monogeniche diverse, delle quali 1100 recessive ovvero quelle in cui i genitori devono essere entrambi portatori sani del medesimo difetto sullo stesso gene per trasmettere la malattia ai figli. Oggi 2-3 neonati su 100 sono affetti da una malattia congenita, di questi 1 su 200/300 è affetto da una malattia monogenica recessiva. Nei Paesi sviluppati queste malattie sono responsabili del 18% dei ricoveri pediatrici e del 20% della mortalità infantile. Per queste malattie non c’è possibilità di guarigione e per alcune sono almeno previste cure che migliorano la qualità della vita di chi ne è colpito.

Potrebbe interessarti anche…

Non essendo ancora possibile intervenire modificando la genetica di un individuo, la strada da intraprendere è quella della prevenzione. Ogni individuo risulta portatore sano di almeno 3-5 mutazioni genetiche recessive, di cui alcune molto frequenti come la fibrosi cistica (presente ogni 25 persone) o l’atrofia muscolare spinale (presente ogni 50 persone), ma ne è inconsapevole perché questo stato non comporta solitamente sintomi particolari. Quando entrambi i partner sono portatori della medesima malattia esiste una probabilità del 25% che il figlio non risulti portatore, del 50% che sia portatore sano come i genitori e del 25% che sia malato. Il matching genetico si basa sulle più recenti tecnologie di sequenziamento genetico (Next Generation Sequencing), che permettono di indagare con un solo esame un ampio spettro di geni per individuare eventuali mutazioni. Dall’analisi di un normale campione di sangue è possibile estrarre il DNA genomico delle persone interessate, dal quale si ottengono una serie di informazioni sul patrimonio genetico che a loro volta permettono l’identificazione di centinaia di geni e delle varianti presenti su ognuno di essi responsabili di moltissime malattie recessive gravi. Molte di queste varianti sono innocue, mentre alcune sono classificate come patogenetiche. Con l’ausilio di un particolare software e con la supervisione di un esperto in genetica medica, è possibile filtrare le varianti patogenetiche presenti sullo stesso gene in entrambi i genitori biologici.

Le conoscenze delle varianti genetiche che causano una malattia in questi geni sono incomplete a oggi. Per questo motivo, il test non può escludere completamente l’insorgenza di una malattia, ma può drasticamente ridurre il rischio di trasmissione ai figli. L’esperienza del genetista è fondamentale nell’interpretazione dei risultati e nella valutazione delle varianti individuate. Tranne indicazioni diverse, viene fornito un risultato dove saranno riportati unicamente i geni in cui i due partner presentano varianti patologiche e che hanno quindi un rischio accresciuto di avere figli con malattie genetiche gravi. Con il test di compatibilità il risultato è sorprendente: se non si riscontra alcuna “compatibilità genetica” è possibile arrivare a ridurre la possibilità di trasmissione di malattie genetiche recessive ai figli da 1 su 200 a 1 su 10.000 circa. Il test viene particolarmente consigliato nel caso di coppie di consanguinei o appartenenti a gruppi con basso rimescolamento genetico (ad es. isolani) o per tutti i pazienti che presentino antecedenti familiari per qualche malattia genetica, ma il test potrebbe essere proposto anche a tutte le coppie che stanno per affrontare un trattamento di procreazione medicalmente assistita (PMA).

La United Kingdom’s Human Genetics Commission ha dichiarato di non aver trovato alcun motivo sociale, etico o legale per non doverlo consigliare in generale a tutti gli individui adulti che si apprestano a pianificare una famiglia e che desiderano abbassare il loro rischio genetico riproduttivo. Qualora risultasse una compatibilità genetica per una determinata malattia è possibile effettuare un trattamento di fecondazione in vitro (FIVET O ICSI) con diagnosi genetica preimpianto (PGD) degli embrioni, trasferendo in utero solo gli embrioni privi del gene malato. Indicazione assoluta al matching genetico trova riscontro per i cicli di riproduzione assistita con donazione di seme o di ovuli (PMA eterologa). Il test viene effettuato solo al membro della coppia che utilizza i propri gameti (ovociti o spermatozoi) confrontando il proprio DNA con quello del donatore o della donatrice. In questo caso, infatti, se si dovesse presentare il caso di “compatibilità” per una malattia genetica, la scelta sarà molto semplice e indolore: trovare un altro donatore o donatrice non portatori della stessa mutazione genetica. Da non dimenticare che ancora oggi non è possibile guarire da una malattia genetica ma è possibile prevenirla.

 Dott. Cesare Taccani - Responsabile Centro ProVita, Novara

Bibliografia di riferimento

  • Christianson MS, Bellver J. Innovations in assisted reproductive technologies: impact on contemporary donor egg practice and future advances. Fertil Steril 2018;110(6):994-1002.
  • Harper JC, Aittomäki K, Borry P, et al; on behalf of the European Society of Human Reproduction and Embryology and European Society of Human Genetics. Recent developments in genetics and medically assisted reproduction: from research to clinical applications. Eur J Hum Genet 2018;26(1):12-33.
  • Maung HH. Ethical problems with ethnic matching in gamete donation. J Med Ethics 2018 Dec 8.
  • Wong KK, Goldberg JD, Evans EA, et al. Carrier screening is a deficient strategy for determining sperm donor eligibility and reducing risk of disease in recipient children (From: Silver AJ, Larson JL, Silver MJ, et al. Genet Test Mol Biomarkers 2016;20:276-284). Genet Test Mol Biomarkers 2016;20(8):413-4.