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Ruolo dell’acido folico nella fertilità

Parere degli esperti|timepubblicato il
Ruolo dell’acido folico nella fertilità

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


In vari modelli animali è stato dimostrato che una grave carenza materna di folati nel periodo preconcezionale e nelle prime fasi di gestazione ostacola la fertilità e la vitalità fetale. Ad esempio, in ratti immaturi sottoposti a induzione della superovulazione, la carenza di folato inibisce parzialmente l’ovulazione [1].

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Nelle scimmie rhesus, la dieta priva di folati causa cicli mestruali irregolari con degenerazione dei follicoli di Graaf (follicoli fisiologici), aumento di follicoli atresici/cistici (follicoli patologici), cellule della granulosa impoverite e riduzione o assenza del corpo luteo (esito di ovulazione) [2]. Femmine di criceto nutrite con una dieta priva di acido folico per 16 settimane prima dell’accoppiamento si sono rivelate tutte infertili [3]. Inoltre, femmine di topo alimentate con meno di un quarto del folato ottimale per 8 settimane prima dell’accoppiamento e durante la gestazione hanno mostrato profonde riduzioni dei tassi di gravidanza, del numero di embrioni impiantati e del numero di feti vitali oltre alla notevole riduzione di peso della prole [4]. Questi risultati sottolineano che il folato è necessario per la follicologenesi (maturazione del follicolo) nei mammiferi e per il corretto sviluppo fetale.

Recentemente, l’impatto del metabolismo del folato è stato studiato anche nella fisiologia della riproduzione umana. Il meccanismo esatto attraverso il quale il metabolismo dei folati si intersechi con la funzione ovarica deve ancora essere identificato. Se folato e omocisteina sono presenti nel microambiente dell’ovocita in maturazione, cioè nel liquido follicolare, è possibile che un eccesso di omocisteina o una carenza di acido folico possano compromettere la competenza ovocitaria allo sviluppo e l’embriogenesi precoce. In effetti, è stato dimostrato che il folato e l’omocisteina sono presenti nel liquido follicolare, in modo proporzionale ai livelli ematici circolanti [5].

È stato altresì confermato che, in maniera analoga a quanto avviene nel sangue, la supplementazione di acido folico per via orale è efficace nell’aumentare i livelli anche nell’ambiente follicolare [6].

Secondo alcuni Autori, il folato può migliorare le chance di successo per le coppie che si sottopongono a PMA in quanto contribuisce ad aumentare il numero di ovociti disponibili per le tecniche di fecondazione, la qualità embrionale e il tasso di gravidanza [6-8]. Tuttavia, secondo altri studi, non esisterebbe una correlazione positiva tra il risultato clinico dei trattamenti di PMA e livelli di acido folico [9,10]. Si tratta di un obiettivo di indagine interessante per il quale esiste una plausibilità biologica insita nella straordinaria intensità replicativa tipica dell’embriogenesi e che si candida come possibile fattore modificabile per aumentare il successo nella PMA. Esistono anche dati relativi alle gravidanze naturali secondo i quali la supplementazione con acido folico comporta una riduzione del rischio di aborto spontaneo [11].

Angelo Enrico Borsani – Ostetrico Ginecologo, ASST Lariana, U.O.S. Procreazione Medicalmente Assistita, Ospedale Sant’Antonio Abate, Cantù

Bibliografia

  1. Willmott M, Bartosik DB, Romanoff EB. The effect of folic acid on superovulation in the immature rat. J Endocrinol 1968;41:439-45.
  2. Mohanty D, Das KC. Effect of folate deficiency on the reproductive organs of female rhesus monkeys: a cytomorphological and cytokinetic study. J Nutr 1982;112:1565-176.
  3. Mooij P, Wouters M, Thomas C, et al. Disturbed reproductive performance in extreme folic acid deficient golden hamsters. Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol 1992;43:71-5.
  4. Xiao S, Hansen DK, Horsley ET, et al. Maternal folate deficiency results in selective upregulation of folate receptors and heterogeneous nuclear ribonucleoprotein-E1 associated with multiple subtle aberrations in fetal tissues. Birth Defects Res A Clin Mol Teratol 2005;73(1):6-28.
  5. Steegers-Theunissen RP, Steegers EA, Thomas CM, et al. Study on the presence of homocysteine in ovarian follicular fluid Supported by grant 28.1006 from the Dutch “Praeventie Fonds,” Den Haag, The Netherlands. Fertil Steril 1993;60:1006-10.
  6. Boxmeer JC, Brouns RM, Lindemans J, et al. Preconception folic acid treatment affects the microenvironment of the maturing oocyte in humans. Fertil Steril 2008;89:1766-70.
  7. Boxmeer JC, Macklon NS, Lindemans J, et al. IVF outcomes are associated with biomarkers of the homocysteine pathway in monofollicular fluid. Hum Reprod 2009;24:1059-66.
  8. Gaskins AJ, Chiu Y-H, Williams PL, et al. Association between serum folate and vitamin B-12 and outcomes of assisted reproductive technologies. Am J Clin Nutr 2015;102:943-50.
  9. Haggarty P, Mccallum H, Mcbain H, et al. Effect of B vitamins and genetics on success of in-vitro fertilisation: prospective cohort study. Lancet 2006;367:1513-9.10.
  10. Murto T, Skoog Svanberg A, Yngve A, et al. Folic acid supplementation and IVF pregnancy outcome in women with unexplained infertility. Reprod Biomed Online 2014;28:766-72.
  11. Gaskins AJ, Afeiche MC, Wright DL, et al. Dietary folate and reproductive success among women undergoing assisted reproduction. Obstet Gynecol 2014;124:801-809.