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La riserva ovarica

Parere degli esperti |time pubblicato il
La riserva ovarica

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La “riserva ovarica” rappresenta la quantità di ovociti che una donna possiede nelle proprie ovaie, ovociti che potranno poi dar vita a una gravidanza in caso di fertilizzazione.

Tale quantità è inversamente proporzionale all’età della donna: con l’aumento dell'età si riduce il numero di ovociti disponibili. Dopo i 35 anni di età il calo della riserva ovarica inizia a essere maggiormente repentino, indipendentemente dallo stato fisico della donna: per quanto una donna possa dimostrare meno della propria età anagrafica, l’età biologica non cambia.

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Stando agli studi finora effettuati, il numero di ovociti a disposizione di ciascuna donna sarebbe già stabilito alla nascita, in un numero compreso tra i 600.000 e i 2 milioni, numero che cala drasticamente fino alla pubertà. Con lo sviluppo puberale, normalmente un singolo ovocita giunge a maturazione ogni ciclo mestruale e pertanto si stima che una donna possa produrre tra i 300 e i 500 ovociti maturi durante la propria vita.

Studi recenti, ancora in corso, sostengono l’ipotesi che il numero di ovociti a disposizione della donna non sia già stabilito alla nascita.

Questa serie di conti serve a introdurre un concetto molto importante: sebbene la società stia spostando sempre più in avanti l’età riproduttiva, il corpo della donna non può adeguarsi a tale cambiamento e pertanto la finestra della sua fertilità resta compresa tra il menarca (la prima mestruazione) e la menopausa, anche se già dopo i 40 anni cominciano a ridursi le possibilità di ottenere una gravidanza.

Tutto ciò senza tener conto delle cause di riduzione della riserva ovarica che possono portare precocemente una donna alla menopausa.

Per questi motivi, è utile effettuare una valutazione della riserva ovarica attraverso una serie di esami (ematochimici e strumentali) di grande efficacia e poco invasivi:


Si è visto che, tra questi, i parametri più indicativi della riserva ovarica sono il valore del FSH, dell'AMH e la conta dei follicoli antrali. Più precisamente, si considerano normali:

  • FSH inferiore a 9 mu/ml;
  • AMH non inferiore a 1,3 ng/ml;
  • conta follicolare antrale effettuata dal 3° al 5° giorno del ciclo (5-7 follicoli con diametro di 2/8 mm per ovaio).

È preferibile effettuare la conta follicolare antrale mediante un programma ecografico computerizzato che distingue i vari follicoli tramite un sistema colorimetrico e associa il colore alla dimensione reale. Questo sistema consente di porre una corretta diagnosi di ovaie con riserva normale, ridotta e alta come nel caso dell'ovaio policistico.

Il momento ideale per effettuare tali controlli sarebbe prima di compiere 30 anni, permettendo di slatentizzare eventuali casi di menopausa precoce in un momento della vita che nella maggior parte dei casi permette ancora di prendere provvedimenti, come ad esempio preservare la fertilità attraverso la crioconservazione dei gameti dopo induzione multipla dell’ovulazione.

È molto importante che la valutazione di queste eventualità diventi “la normalità” e che non sia più confinata a casi di già conclamata infertilità. L’obiettivo dovrebbe essere quello di informare le giovani donne al fine di rendere la scarsa riserva ovarica una condizione alla quale rimediare tempestivamente e non più una irrimediabile causa di infertilità.

Dr. Raffaele Ferraro - Direttore Centro Genesis, Caserta

BIBLIOGRAFIA/SITOGRAFIA

  • www.salute.gov.it
  • Steiner AZ, Pritchard D et al.; “association between biomarkers of ovarian reserve and infertility among older women of reproductive age” - JAMA, 2017 Oct. 10.