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Riaprono i centri di PMA

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Riaprono i centri di PMA

Buone notizie per le coppie con problemi di fertilità che hanno deciso di ricorrere alla Procreazione Medicalmente Assistita. I trattamenti di fecondazione assistita, rientrati tra le cure non urgenti e dunque sospesi durante l’emergenza Covid-19, possono finalmente riprendere, a seguito del via libera del Centro Nazionale Trapianti e del Registro PMA dell’Istituto Superiore di Sanità.

La circolare indica chesi ritiene sussistano, ad oggi, le condizioni per la ripresa dei trattamenti momentaneamente sospesi e l'inizio di nuovi trattamenti, con priorità riservata alle coppie con indicazioni di urgenza al trattamento per età o per condizioni cliniche particolari e ai trattamenti sospesi in corso di pandemia”. Le procedure, spiega ancora la circolare, dovrebbero riprendere gradualmente, "includendo un'attività di triage rivolta sia alle coppie che debbano iniziare o completare un trattamento, sia a tutto il personale operante nei centri PMA. Tali attività di triage saranno finalizzate ad individuare precocemente situazioni di eventuale rischio, permettendo così di attuare le appropriate azioni di contenimento dell'infezione ove queste si rendano necessarie".

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Questo triage si baserà sul protocollo redatto dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) ed il suo gruppo di interesse speciale (GISS) in Medicina della Riproduzione. Il protocollo, oltre alle indicazioni per la riorganizzazione degli spazi e delle attività (dall’accoglienza alla visita, all’esecuzione della procedura), e per il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, prevede tre triage successivi che costituiscono dei check-point di verifica dello stato di salute delle coppie e degli operatori sanitari durante il percorso della PMA. Ad ogni triage (il primo viene effettuato in teleconsulto per ridurre il numero di accessi ai Centri), nel caso in cui uno dei due partner manifesti sintomi lievi o aspecifici, è prevista l’effettuazione dei test sierologici per il dosaggio degli anticorpi IgG e IgM. Diversamente, in presenza di una sintomatologia Covid conclamata, il protocollo dispone che il prelievo ovocitario o il transfer di embrioni congelati vengano rimandati.

“La nostra priorità era dare una risposta a tutte quelle coppie che avevano intrapreso un percorso di fecondazione assistita o che erano in procinto di farlo”, ha dichiarato il Prof. Nicola Colacurci, Coordinatore del GISS della SIGO. “Donne e uomini che negli ultimi due mesi si sono sentiti abbandonati e hanno vissuto con grande sofferenza l’ansia del tempo che scorre (oltre il 30% delle partner femminili che accede alla PMA ha più di 40 anni) e il timore di perdere definitivamente le proprie chance riproduttive”. Abbiamo lavorato in sinergia con le Istituzioni sanitarie nazionali per identificare delle linee di indirizzo comuni da adottare in questa fase delicata di ripresa dei trattamenti di fecondazione assistita. Abbiamo inoltre dato la nostra massima disponibilità a collaborare con le Istituzioni regionali alla stesura di specifici percorsi per ripartire in sicurezza, che tengano conto delle caratteristiche epidemiologiche e delle peculiarità dei singoli territori. C’è poi un altro aspetto di estrema rilevanza in chiave strategica di contenimento del virus durante la “Fase 2”: le coppie in cerca di prole sono tutte in età lavorativa e quindi potenzialmente più esposte al rischio di contagio. Pertanto, utilizzando l’andamento epidemiologico in tempo reale (tre triage successivi) delle coppie che si sottopongono a PMA, le Istituzioni sanitarie regionali potrebbero disporre di un campione selettivo dell’andamento epidemiologico dell’intera popolazione regionale”.

Le raccomandazioni del Centro Nazionale Trapianti e il Registro PMA dell’ISS

  • Prestazioni urgenti: Rimangono attive tutte le procedure di crioconservazione dei gameti finalizzate alla preservazione della fertilità in soggetti oncologici e comunque in pazienti candidati a terapie gonadotossiche, escludendo solo i soggetti con grave sintomatologia in atto. Per quanto riguarda la crioconservazione di gameti di soggetti COVID-19 positivi, qualora la raccolta non sia procrastinabile, si suggerisce in via precauzionale l'utilizzo di dispositivi ad alta sicurezza, ovvero, qualora non si disponga di tali dispositivi, la conservazione in un tank separato.
  • Trattamenti di PMA con o senza utilizzo di gameti da donazione: Si ritiene sussistano, ad oggi, le condizioni per la ripresa dei trattamenti momentaneamente sospesi e l'inizio di nuovi trattamenti, con priorità riservata alle coppie con indicazioni di urgenza al trattamento per età o per condizioni cliniche particolari e ai trattamenti sospesi in corso di pandemia. Qualora si renda necessario l'utilizzo di gameti da donazione, si raccomanda di iniziare le attività dai trattamenti per coppie con gameti già acquisiti (per importazione o donazione di provenienza nazionale) prima dell'inizio dell'emergenza COVID-19 e disponibili presso il Centro.
  • Attività di donazione di gameti:
    • ln caso di donazione di gameti sovrannumerari (cosiddetto egg o sperm-sharing), si ritiene opportuna l'acquisizione, oltre alla usuale valutazione anamnestica, del risultato di un tampone per la ricerca di SARS-CoV-2 al momento della raccolta/prelievo. ln ogni caso, si ritiene opportuno che i gameti sovrannumerari donati in questo periodo siano crioconservati e non utilizzati fino a definitiva conferma, clinica o di laboratorio, della negatività della/del donatrice/donatore a 14 giorni dal prelievo/raccolta.
    • Per quanto riguarda le donazioni "pure", deve essere fatta un'attenta anamnesi che, oltre alle valutazioni previste abitualmente, verifichi con molta attenzione la presenza di sintomatologia per COVID-19, per cui sia in caso di sintomi conclamati o di soggetti paucisintomatici la donazione dovrà essere rinviata ad uno stato di completa guarigione, così come nel caso di soggetti che abbiano superato un'infezione da SARS-CoV-2.
    • Tutti i donatori/donatrici devono essere sottoposti a tampone nasofaringeo entro le 72h prima del prelievo ovocitario/raccolta di liquido seminale. ln caso di risultato positivo i gameti non possono essere utilizzati.
    • I gameti devono restare in quarantena per almeno 14 giorni, trascorsi i quali i donatori devono essere rivalutati per la conferma di assenza di sintomatologia legata a COVID-19 0 all'esecuzione di un nuovo tampone. Se non emergono sospetti di infezione i gameti potranno essere utilizzati.
  • Importazioni di gameti e embrioni da donazione: Per quanto riguarda le importazioni di gameti da donazioni effettuate in altri Paesi, si ritiene opportuno che i Centri di PMA acquisiscano, per le donazioni effettuate dopo il 31 dicembre 2019, una dichiarazione supplementare del Centro estero inviante che attesti che i donatori sono stati valutati per il rischio di infezione da SARS-CoV-2 e ritenuti non a rischio, acquisendo, per i Centri in convenzione, il protocollo utilizzato per la valutazione del donatore/donatrice per il rischio COVID-19.

Simon Basten

Fonti: Ministero della Salute, SIGO, Centro Nazionale Trapianti