Nati 14mila bambini nel 2019 grazie alla procreazione medicalmente assistita

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Nati 14mila bambini nel 2019 grazie alla procreazione medicalmente assistita

Sono 14.162 i bambini nati nel 2019 grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), ma aumenta ancora l’età delle madri. Questo è quanto riporta la “Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge contenente norme in materia di procreazione medicalmente assistita – anno 2021”.

I numeri della PMA

Ogni anno il Ministero scrive un rapporto sullo stato della PMA in Italia riferendosi ai dati raccolti due anni prima.

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Nel 2019 sono stati applicati 99.062 cicli di PMA sia di II e III livello – che comprendono FIVET (fecondazione in vitro con trasferimento di embrioni in utero), ICSI (fecondazione in vitro tramite iniezione di spermatozoo in citoplasma), FER (fecondazione con utilizzo di embrioni crioconservati) e FO (fecondazione con impiego di ovociti crioconservati) – sia di I livello, tecnica meno complessa (ovvero inseminazione intrauterina, IUI).

I dati principali per il 2019 sono i seguenti:

  • 14.162 bambini nati vivi (11.873 gameti della coppia, 2.289 con gameti donati), pari al 3,4% del totale bambini nati nel 2019 (420.084 nati vivi), in aumento rispetto ai 14.139 nel 2018;
  • 78.618 coppie trattate: (70.430 con gameti della coppia, 8.188 con gameti donati) in aumento rispetto ai 77.509 del 2018;
  • 99.062 cicli iniziati (89.376 gameti della coppia, 9.686 con gameti donati), di cui 37.459 nei centri pubblici, 23.947 nei privati convenzionati, 37.656 nei privati; in aumento rispetto ai 97.509 del 2018;

I centri di PMA

Il rapporto fa anche il punto della situazione dei centri registrati presso il registro nazionale:

  • sono 346 i centri iscritti al Registro Nazionale ed autorizzati dalle regioni di appartenenza; 220 privati, 106 pubblici e 20 privati convenzionati;
  • di questi centri, 143 eseguono solo IUI e 203 tutti i livelli;
  • 14 centri di II e III livello e 47 di I livello non hanno svolto attività nel 2019;
  • il 61% dei centri sono concentrati in sole 5 regioni (Lombardia, Campania, Sicilia, Lazio e Veneto);
  • la distribuzione regionale dipende molto dalle politiche sanitarie adottate dalle diverse regioni e perciò i centri pubblici sono di più in alcune Regioni del Nord (Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia) e del Centro (Marche); i centri privati sono presenti in numero maggiore in quasi tutte le Regioni del Sud e in alcune del Nord (Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna) e del Centro (Lazio); i 18 centri privati convenzionati sono quasi esclusivamente presenti in Lombardia (10) ed in Toscana (5).

I dati dei singoli centri sono disponibili sul sito della Fondazione Merck Serono a questo link.

Le nascite

Nel 2019 sono aumentate le nascite per tutte le varie tecniche rispetto all’anno precedente, mentre continua la diminuzione della percentuale di nascite gemellari e trigemine (9,3% contro il 10,9% del 2018) a seguito della riduzione del numero di embrioni che vengono trasferiti in utero.

L’età delle madri

Lieve aumento delle percentuali di pazienti con 35-39 anni che iniziano un ciclo con le tecniche a fresco (dal 37,8% nel 2018 al 38,3% nel 2019), mentre diminuisce la percentuale di pazienti con meno di 35 anni (dal 27,6% al 27,1%) e rimane stabile quella delle pazienti over 40. Dal 2005 ad oggi si è verificato un aumento notevole della percentuale di donne con età superiore a 40 anni che iniziano un ciclo con le tecniche a fresco.

L’età della paziente, per quanto riguarda le tecniche a fresco, è una variabile molto importante perché influisce sul buon esito dell’applicazione delle tecniche di PMA. Questo legame è evidente quando si osservano i risultati dell’ottenimento delle gravidanze e della quota di gravidanze che non giunge al parto. All’aumentare dell’età, il rapporto tra gravidanze ottenute e cicli iniziati subisce una progressiva flessione, mentre il rischio che la gravidanza ottenuta non esiti in un parto aumenta. I tassi di successo calcolati per cicli iniziati diminuiscono linearmente dal 21,6% per le pazienti con meno di 35 anni al 4,1% per quelle con più di 43 anni. Da aggiungere anche che il 60,1% delle gravidanze in donne con 43 anni o più ed il 39,3% delle gravidanze nella fascia di età fra 40 e 42 anni ha esiti negativi (aborti spontanei, gravidanze ectopiche, ecc.).

La donazione di gameti

Viene registrato un sensibile aumento dell’applicazione di tecniche con donazione dei gameti: aumentano le coppie (da 7.213 a 8.188 +13,5%), aumentano i cicli (da 8.434 a 9.686 + 14,8%) e aumentano i bambini nati vivi (da 2.002 a 2.289 + 14,3%). Questo aumento è dovuto alle tecniche di II e III livello mentre per la IUI i numeri nel 2019 sono pressoché identiche a quelle del 2018. Ovviamente, nella fecondazione in vitro con gameti donati, l’età della donna è maggiore per la donazione di ovociti (41,6 anni) rispetto a quella del seme (34,6 anni).

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