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Quali metodi per la selezione ovocitaria

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Quali metodi per la selezione ovocitaria

La corretta valutazione della qualità ovocitaria è uno degli aspetti importanti per la buona riuscita delle tecniche di fecondazione in vitro. Ovociti immaturi hanno basse possibiltà di essere fecondati e da ovociti di scarsa qualità si sviluppano, qualora fecondati, embrioni con basse percentuali di impianto.

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L’impiego di farmaci per l’induzione della crescita follicolare multipla ha permesso di migliorare significativamente i risultati clinici della fecondazione in vitro. Questo ha fatto si che la stimolazione farmacologica ovarica venga oggi utilizzata nella totalità dei centri di medicina di riproduzione. Il processo di maturazione ovocitaria è un processo di notevole importanza in quanto un ovocita maturo deve essere in grado di rispondere all'entrata dello spermatozoo innescando alcuni processi che impediscono l'ingresso ad ulteriori spermatozoi consentono l'attivazione dello spermatozoo entrato e le modificazioni del suo nucleo che poi permettaranno l'unione del DNA maschile con quello femminile.

La corretta valutazione della maturità ovocitaria al momento del pick-up è determinante per il processo di fertlizzazione e successivo sviluppo. Errate valutazioni della qualità ovocitaria possono portare a tempi di inseminazione non giusti e risultare in fertilizzazioni mancate o anormali.

La valutazione morfologica degli  ovociti si effettua durante il prelievo ovocitario con lo stereomicroscopio, questo strumento possiede una buona risoluzione che permette di identificare gli oociti presenti nel liquido follicolare.

Dagli innumerevoli protocolli di stimolazione farmacologia  si ottengono ovociti di vario aspetto e maturità.

Non sono ancora state sviluppate metodiche biochimiche attendibili per fornire precise e veloci informazioni riguardanti lo stadio di maturazione degli ovociti prelevati, quindi la diretta osservazione al microscopio rimane il migliore strumento a disposizione.

La maggior parte degli  ovociti recuperati dal liquido follicolare sono maturi (metafase II), una piccola percentuale  hanno già cominciato il processo di degenerazione e un’altra piccola percentuale sono immaturi.

Per la IVF tradizionale la valutazione della maturità ovocitaria è resa difficile dalla presenza di cellule che sono adese alla parete esterna dell'ovocita dette cellule del cumulo ooforo e della corona radiata anche se rimane comunque possibile valutare sia la maturità nucleare dell’ovocita che la morfologia del complesso cumulo-ovocita usando una scala di gradi per la maturità nucleare e una per la morfologia.

Capita a volte di avere un’asincronia tra la morfologia del cumulo e della corona e la maturita’ nucleare rendendo quindi difficile la determinazione della maturità.

Nel caso si proceda con l’iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI) il cumulo e le cellule della corona vengono  rimosse permettendo una visione perfetta dell’ovocita facilitando così l’individuazione di quelli maturi. Infatti solamente gli ovociti in metafase II caratterizzati da vescicola germinale non visibile e primo globulo polare visibile possono essere utilizzati per la microiniezione.

Durante la divisione meiotica i cromosomi dell'ovocita si allineano al centro di una struttura chiamata fuso meiotico. L’integrità del fuso meiotico è necessaria per garantire la correttezza della sequenza di eventi che completano la meiosi e la fertilizzazione ed è un fattore fondamentale per il successivo sviluppo embrionale.

In questi ultimi anni è stata messa a punto una tecnica che permette di visualizzare la posizione del fuso meiotico e quindi  di evitare di danneggiare  le fibre del fuso durante la microiniezione (ICSI).

Si tratta di un sistema di microscopia a luce polarizzata (polscopio)  accoppiata ad un software che rielaborando le immagini permette la visualizzazione  del fuso meiotico.

Dato che l’utilizzo del polscopio non interferisce in alcun modo con  la vitalità dell’ovocita l’analisi del fuso meiotico è un nuovo ed importante indicatore della qualità e maturità ovocitaria che può fornire un parametro supplementare per la scelta degli ovociti da utilizzare.

Altri parametri di valutazione della qualità ovocitaria sono basati su indagini biochimiche o su indagini ultrastrutturali quali l’analisi del globulo polare. Tale tecnica si basa sul principio secondo il quale il primo corpo polare costituisce un'immagine speculare dell'ovocita e pertanto la presenza di un cromosoma in eccesso nel corpo polare stesso implica l'assenza di tale cromosoma dall'ovocita. Analogamente la mancanza di un cromosoma nel primo corpo polare indica la presenza di un cromosoma in più nell'ovocita con conseguente formazione di un embrione trisomico per il cromosoma analizzato. Una volta prelevato, il primo corpo polare viene trattato mediante tecnica di ibridazione in situ a fluorescenza (FISH) per poterne analizzare il materiale genetico. I cromosomi normalmente analizzati sono quelli maggiormente coinvolti nelle trisomie e negli aborti spontanei.

Quindi un accurato studio della qualità ovocitaria rappresenta un aspetto di fondamentale importanza nella corretta esecuzione delle procedure di fecondazione in vitro al fine di garantire la massima probabilità di gravidanza evolutiva nelle coppie costrette a ricorrere a tali tecniche.

Gian Marco Momi - Biologo