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La rete di Centri della PMA 9.baby organizza tutti gli anni un Simposio al quale partecipano alcuni tra i massimi esperti italiani e stranieri di quest’area della medicina e che offre l’occasione di condividere le più recenti novità sull’argomento.

Il Simposio 9.baby si è svolto a Bologna dal 12 al 14 settembre 2019. La relazione di apertura della prima sessione è stata dedicata agli spermatozoi e Christopher Barratt (dell’Università di Dundee, Gran Bretagna) ha ricostruito i meccanismi di formazione di queste cellule, ma spiegando anche che, nonostante la raffinatezza di tali meccanismi, molti fattori possono influenzare negativamente la qualità dei gameti maschili. Modificazioni che riducono l’efficienza degli spermatozoi possono essere di tipo genetico ed epigenetico e il relatore ha segnalato che le varianti dell’RNA di queste cellule si trasmettono alla prole, che ne potrebbe ereditare alterazioni o difetti. Christopher Barratt ha ricordato che ruolo giochi l’età del padre, sul potenziale riproduttivo, e ha anche toccato l’aspetto dei molti integratori oggi proposti come efficaci nel migliorare la qualità degli spermatozoi. A questo proposito ha raccomandato di valutare attentamente le prove scientifiche citate a supporto di questi prodotti, che a volte promettono più di quanto hanno dimostrato, con studi adeguati, di mantenere.

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Le due relazioni successive hanno riportato i più recenti progressi nelle tecniche di valutazione della qualità dell’ovocita. Verificare la qualità del gamete femminile è importante perché permette di impostare le procedure di fecondazione in vitro in modo da ottimizzare i risultati. D’altra parte, alcune tecniche per la valutazione degli ovociti possono arrecare danni a queste cellule, quindi si è tutt’ora alla ricerca di approcci efficaci e sicuri. Johan Smitz, dell’Università di Bruxelles, ha illustrato metodologia e efficacia di un esame de nominato “corona test” basato sull’analisi delle cellule del cumulo ooforo. Allison Campbel (Università di Leicester e Nottingham, Gran Bretagna) ha parlato del time lapse, spiegando che questa tecnica, che permette di seguire l’evoluzione dell’embrione dopo la fecondazione in vitro, costituisce un grande progresso per la PMA e fornisce informazioni che permettono di migliorare significativamente gli esiti delle procedure. Un’altra relazione molto interessante, fra quelle della prima sessione del Simposio, è stata quella dedicata all’influenza dell’alimentazione della madre, al momento del concepimento, sulla salute del nascituro. A tale proposito le evidenze disponibili concordano nell’indicare che un’alimentazione equilibrata resta la soluzione migliore, anche se sempre più rara in tempi di diete “senza”. Inoltre sovrappeso e obesità costituiscono fattori che possono pesare negativamente, sia sul concepimento e sulla gravidanza spontanei, che su quelli ottenuti con la PMA.

La prima sessione del pomeriggio è stata dedicata ai diversi approcci oggi proposti per la stimolazione ovarica. Ai prodotti disponibili da tempo indicati per questo impiego se ne sono aggiunti altri di recente, ma il concetto che è stato ribadito dai diversi relatori è che la personalizzazione dei protocolli di stimolazione ovarica è veramente prioritaria. Se tale concetto è valido sempre, lo è ancora di più delle donne a rischio di ridotta risposta, come ad esempio quelle meno giovani. Come è emerso dall’elegante relazione di Carlo Alviggi, dell’Università Federico II di Napoli, lo stimolo dell’ovulazione si basa su un complesso equilibrio fra livelli ormonali e quantità ed efficienza dei recettori ai quali gli ormoni stessi si legano. Su tali meccanismi influiscono fattori genetici e alcuni di essi, in particolare, predispongono certe donne a rispondere meno. D’altra parte, in alcuni di questi soggetti aumentare troppo le dosi delle gonadotropine farmacologiche, non solo non migliora i risultati, ma può addirittura peggiorarli. In buona sostanza, l’analisi dei fattori in gioco nel singolo caso permetteranno allo specialista di impostare il protocollo di stimolazione più efficace.

Il simposio di 9.baby ha proposto, nelle successive sessioni, altre relazioni di altissimo livello, presentate da esperti che hanno fatto la storia della PMA in Italia e in Europa e che tutt’ora contribuiscono al progresso di questa branca della medicina.

Tommaso Sacco