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Pubblicate le Linee Guida del Ministero della Salute sulla Procreazione Medicalmente Assistita

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Pubblicate le Linee Guida del Ministero della Salute sulla Procreazione Medicalmente Assistita

Il Ministero della Salute ha pubblicato Le Linee Guida sulla Procreazione Medicalmente Assistita. Esse forniscono indicazioni, al personale sanitario che lavora in quel campo, sull’applicazione delle tecniche che permettono, a molte coppie infertili, di avere figli.

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Nell’introduzione alle Linee Guida si spiega che, fra gli obiettivi del documento, c’è quello di integrare le indicazioni fornite a suo tempo con la Legge n°40 del 19 febbraio 2004, con le novità introdotte in questa area in base alle sentenze, 151 del 2009 e 162 del 2014, della Corte Costituzionale. Si forniscono anche le definizioni di sterilità e infertilità, per chiarire le caratteristiche che devono avere le coppie, o i singoli soggetti, nei quali le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita possono essere applicate. A proposito di infertilità della donna, si ricordano i fattori che più spesso sono all’origine di questa condizione: età avanzata e ridotta riserva ovarica.

A proposito delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita, nelle Linee Guida si stabilisce che vi si può ricorrere solo quando sia accertata l’impossibilità di eliminare le cause che impediscono la procreazione e se un medico abbia certificato tale condizione. Inoltre, si precisa che, a certificare la presenza di infertilità o sterilità, può essere qualsiasi medico, ma che, se la certificazione stessa ha lo scopo di accedere alla Procreazione Medicalmente Assistita, deve essere effettuata dal responsabile di un centro specializzato nell’applicazione di tali procedure o da medici che abbiano competenze specifiche come specialisti in genetica medica, ginecologi e endocrinologi che si occupano di andrologia, cioè specializzati in alterazioni della funzione della riproduzione nei maschi.

  • Uno degli argomenti più dibattuti riguardo al trattamento dell’infertilità e sui quali una sentenza della Corte Costituzionale ha fatto chiarezza con una sentenza del 2014, è quello delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita di tipo eterologo. Le Linee Guida del Ministero della Salute citano la sentenza per ricordare i limiti entro i quali possono essere applicate tali procedure, e cioè:
  • accertamento di una condizione di sterilità o di infertilità “assoluta”, quindi che non possa essere modificata o affrontata in modo diverso;
  • definizione, documentazione e certificazione di questa condizione da parte di specialisti competenti.

In questo ambito, come in generale in tutte le parti delle Linee Guida che forniscono indicazioni circa l’applicazione delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita, si sottolinea in principio di “gradualità” dell’approccio, vale a dire la necessità di cominciare dalle procedure più semplici, ma ritenute comunque adatte ad affrontare il singolo quadro di infertilità, per poi passare a tecniche più complesse ed efficaci, nel caso le prime non ottengano l’effetto desiderato.

Nelle Linee Guida si ribadiscono i limiti alla produzione degli embrioni e all’esecuzione di ricerche sugli stessi, ma si ricorda che, in base alla sentenza 151 del 2009 della Corte Costituzionale, è possibile la crioconservazione degli embrioni, solo se le condizioni della donna sono tali da sconsigliare il trasferimento degli embrioni nell’utero. Si raccomanda, inoltre, di trasferire in utero gli embrioni sottoposti a crioconservazione, appena tale procedura sia realizzabile senza creare problemi alla salute della donna.

Le Linee Guida contengono indicazioni sull’applicazione delle diverse tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita e includono anche moduli di cartella clinica adatti a raccogliere tutte le informazioni utili a valutare le persone con problemi di infertilità. Insomma, sono un documento completo e dettagliato. Il loro unico limite è che sono scritte in un linguaggio comprensibile quasi esclusivamente dagli specialisti e dai medici ai quali sono dirette. Sarebbe importante che il Ministero della Salute ne pubblicasse, come fanno in casi simili Istituzioni equivalenti di altri Paesi, una versione “semplificata” che sia comprensibile dagli “attori” più importanti di questa area medica, le coppie che devono sottoporsi alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita.

Tommaso Sacco

Fonte: Ministero della Salute