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Prostatiti croniche ed infertilità  maschile

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Prostatiti croniche ed infertilità  maschile

Le prostatiti sono patologie infiammatorie della prostata e rappresentano una delle più frequenti diagnosi urologiche negli uomini al di sotto dei 50 anni. Le prostatiti possono essere suddivise in quattro categorie:

  1. prostatiti batteriche acute;
  2. prostatiti batteriche croniche;
  3. prostatite cronica con dolore pelvico in assenza di infezioni batteriche;
  4. prostatite infiammatoria asintomatica identificata dalla presenza di leucociti e di batteri nel liquido seminale in pazienti che però non presentano dolore pelvico.

La prostatite di categoria III è la causa più frequente di infiammazione ghiandolare e difatti rappresenta circa il 70% di tutte le diagnosi di prostatite. La difficoltà  di diagnosticare la prostatite e la necessità  di farlo precocemente, a causa del pesante impatto che essa esercita sulla vita dei pazienti, ha indirizzato la medicina verso la ricerca di marcatori biologici ripetibili, affidabili e facilmente dosabili, del processo infiammatorio cronico. Tra i possibili parametri di recente impiegati in ricerca vi è la IL-8 (Interleuchina 8: una molecola coinvolta nel reclutamento e nell'attivazione di varie cellule infiammatorie).

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Sono ormai molti gli studi che confermano l'effetto deleterio che i processi infiammatori, di natura infettiva e non, esercitano sulla funzione riproduttiva maschile tramite la produzione di radicali liberi dell'ossigeno, i quali a loro volta, determinano a carico degli spermatozoi alterazioni della composizione della membrana, mutazioni del DNA e riduzione della reazione acrosomiale. La reazione acrosomiale è il processo durante il quale dalla testa dello spermatozoo vengono rilasciate sostanze in grado di fargli attraversare gli strati cellulari che proteggono l'ovocita , permettergli il legame con l'ovocita e in fine fecondarlo. È stato inoltre visto che alti livelli di IL-8 nel liquido seminale di pazienti con prostatite III e IV è associato a una bassa motilità  degli spermatozoi. Non esistono ad oggi terapie farmacologiche efficaci per l'infertilità  maschile a cui contribuisce la componente infiammatoria e, allo stesso tempo, i farmaci usati per il trattamento della prostatite cronica curano solo i sintomi, ma non eliminano il processo infiammatorio.

In uno studio nel quale è stato testato il trattamento con un derivato della vitamina D, si sono valutati, dopo quattro mesi di terapia: la percentuale degli spermatozoi con motilità  normale, eventuali miglioramenti della loro struttura, modificazioni dei livelli seminali di IL-8 e del tasso di concepimento nelle coppie nelle quali il partner maschile aveva problemi di prostatite. I risultati sono stati incoraggianti e, se confermati su ampie casistiche, potrebbero supportare l'indicazione di prodotti di questo tipo nel trattamento delle prostatiti croniche.

Dott. Gian Marco Momi - Biologo