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Procreazione Medicalmente Assistita: il peso della donna influisce sulle probabilità  di successo?

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Procreazione Medicalmente Assistita: il peso della donna influisce sulle probabilità  di successo?

Studi recenti hanno evidenziato una relazione fra l'IMC (l'Indice di Massa Corporea; in inglese Body Mass Index: BMI) della donna e la percentuale di successo della procreazione medicalmente assistita (PMA).

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L'IMC è un valore ottenuto dividendo il peso in chilogrammi per l'altezza in metri, al quadrato: se è inferiore a 18,5 kg/m2 la persona è considerata sottopeso; se è compreso fra 18,5 e 24,9 kg/m2 è normopeso; se è compreso fra 25 e 29,9 kg/m2 è sovrappeso; se è maggiore a 30 kg/m2 è obesa.

In uno studio condotto da alcuni ricercatori statunitensi su un gruppo di donne che si sono sottoposte a PMA, il tasso di nascite è stato più basso in quelle che erano sottopeso e sovrappeso e obese rispetto a quelle che erano normopeso.

Gli studiosi hanno preso in esame 2.362 cicli di PMA, eseguiti fra il 2002 e il 2009, in donne di età  inferiore ai 40 anni che si erano rivolte a un centro per la fecondazione assistita perché avevano difficoltà  a concepire. In tutte le donne, era stato misurato l'IMC.

Analizzando i dati, gli autori hanno scoperto che dei 50 cicli di PMA eseguiti nelle donne sottopeso, il 34% si è concluso con la nascita di un bambino. Dei 484 cicli eseguiti nelle donne sovrappeso, il 45% ha avuto successo. Infine, dei 1.828 cicli eseguiti nelle donne normopeso, il 50% ha portato alla nascita di un neonato.

Gli studiosi hanno concluso che l'Indice di Massa Corporea della donna può influire sulle probabilità  di successo della procreazione medicalmente assistita nelle donne infertili. Dato che altre ricerche sullo stesso argomento hanno fornito risultati contraddittori, sarebbe auspicabile che uno studio su un'ampia popolazione e con una corretta impostazione sperimentale faccia chiarezza su questo aspetto.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: The Telegraph

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