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La preservazione della fertilità

Parere degli esperti

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La preservazione della fertilità
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

Nella prefazione del suo libro De la Biologie à l’éthiquè Jean Bernard, Presidente del Comitato Consultivo Nazionale per le Scienze della Vita e della Natura, ha scritto: “la medicina e la biologia hanno fatto più progressi negli ultimi 50 anni che durante i 50 secoli precedenti. Due rivoluzioni si sono succedute: la rivoluzione biologica che ha dato o sta per dare all’Uomo tre controlli essenziali: quello sulla riproduzione, sull’eredità e sul sistema nervoso, e la rivoluzione terapeutica che ha comportato una valutazione etica dell’applicazione dei recenti progressi nel trattamento e nella prevenzione della malattia: l’etica della ricerca clinica”.

Se oggi dovessimo dare un giudizio sulle maggiori conquiste che la medicina della riproduzione ha ottenuto negli ultimi 10 di questi 50 anni, metteremmo in prima fila la preservazione della fertilità. In tutto il mondo esistono ormai centri che possono conservare la fertilità di una donna, di un uomo e di una coppia congelando spermatozoi, ovociti, ootidi, embrioni, tessuto ovarico e testicolare. Questi centri offrono assistenza a due generi di persone:

  1. a uomini e donne che sono in procinto di perdere la propria fertilità perché stanno per sottoporsi a trattamenti che hanno forti possibilità di guarire la malattia della quale si sono scoperti affetti, ma che eserciteranno con moltissime probabilità effetti devastanti sulle loro gonadi rendendoli sterili;
  2. a uomini ma sopratutto a donne che desiderano posporre semplicemente il momento della gravidanza per motivi che hanno a che fare con il lavoro, la carriera, la situazione economica o solo per il desiderio di vivere una vita priva di preoccupazioni familiari il più a lungo possibile.

Mentre il primo gruppo di persone propone prevalentemente problemi tecnici, per il secondo possono essere identificati diversi problemi etici e deontologici, molti dei quali non sono ancora stati discussi in modo esauriente.

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La preservazione della fertilità su indicazione medica

In Europa, ogni anno, più di 50mila donne di età <40 anni si ammalano di cancro: le ragazze più giovani soffrono soprattutto di leucemia, tumori del sistema nervoso centrale e linfomi, mentre nell’età più matura prevalgono i tumori del seno e dell’utero. I dati non differiscono troppo da quelli registrati in America: 720.000 nuovi casi di cancro l’anno: 713.220 soltanto nel 2009 e l’8% ha interessato soggetti di età inferiore ai 40 anni. Nel 2006 Kim calcolava che 1:250 persone nella popolazione adulta in età riproduttiva poteva essere in effetti un sopravvissuto al cancro.

Il cancro può insorgere anche durante l’infanzia o l’adolescenza, sebbene in percentuale minore: nei Paesi Occidentali solo lo 0,5% di tutti i casi di cancro si manifesta al di sotto dei 5 anni, e negli USA l’incidenza è valutata tra 96-138/1.000.000 nei maschi e tra 70-116/1.000.000 nelle femmine.

In Italia, secondo i dati AIRTUM 2011, si registrano 200.000 nuovi casi nei maschi, con un tasso di incidenza di 702/100.000 abitanti/anno, e 160.000 nuovi casi nelle donne, con un tasso di incidenza di 546/100.000 abitanti/anno [1]. Nella Tabella 1 sono riportate le percentuali dei casi incidenti per fascia di età di tutti i tumori, esclusi i carcinomi cutanei.

Tabella 1: Pool AIRTUM 2005-2007. Tutti i tumori, esclusi i carcinomi della cute. % casi incidenti per fascia di età tra gli uomini e le donne

Età Totale Uomini Donne
0-14 0,4% 0,4% 0,3%
15-44 6,8% 4,7% 9,4%
45+ 92,8% 95,8% 90,2%
Totale 100,0% 100,0% 100,0%