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La preservazione della fertilità maschile nell’uomo in età fertile: le cose da sapere

Parere degli esperti

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La preservazione della fertilità maschile nell’uomo in età fertile: le cose da sapere
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

La fertilità maschile è affidata a un meccanismo complesso e molto delicato, che vede coinvolti i testicoli nella produzione degli spermatozoi e le ghiandole accessorie (prostata e vescicole seminali) che producono la parte liquida dello sperma. Questa “catena di montaggio” è estremamente sensibile all’attacco di agenti esterni di diversa natura, e può risultare coinvolta nel danno provocato da malattie che colpiscono l’apparato genitale maschile o l’organismo in generale. Per tali ragioni la prevenzione, che costituisce un impegno determinante per la salute umana in generale, si è guadagnata un ruolo di primo piano nell’ambito della fertilità maschile: preservare la fertilità è un obiettivo più facilmente raggiungibile rispetto alla cura di una condizione di infertilità già verificatasi.

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In linea generale, l’azione preventiva sulle malattie si realizza attraverso due livelli di intervento: la prevenzione primaria, che consiste nel rimuovere le possibili cause di malattia, e quella secondaria, ossia la diagnosi precoce della condizione e il suo tempestivo trattamento. Nell’ambito della fertilità maschile, la prevenzione primaria è uno strumento decisivo, considerata la quantità di fattori ambientali in grado di alterare la funzionalità dei testicoli. Un primo passo è la modifica degli stili di vita. Una serie di evidenze scientifiche ha dimostrato chiari effetti di danno da parte del fumo di sigaretta sulle strutture che compongono lo spermatozoo, e per tale ragione smettere di fumare costituisce una scelta di salute anche in ambito riproduttivo. Lo stesso messaggio riguarda altri aspetti relativi alle abitudini quotidiane, quali la sedentarietà e l’utilizzo di indumenti aderenti, in grado di far aumentare la temperatura nell’area dei genitali: in entrambi i casi la funzione testicolare è esposta a un danno. Ancor più grave per la salute riproduttiva è l’assunzione di sostanze d’abuso, quali gli stupefacenti, e di farmaci ad attività ormonale con finalità di doping; gli uomini che si sottopongono a terapie ormonali anabolizzanti dovrebbero essere informati sugli effetti spesso devastanti di tali sostanze sulla fertilità. Talvolta l’esposizione ad agenti dannosi per la funzione riproduttiva è in qualche misura inevitabile, in quanto legata all’attività lavorativa. In questi casi è utile ridurre nei limiti del possibile l’esposizione, ad esempio con l’impiego di maschere protettive da parte di lavoratori esposti all’inalazione di vapori di idrocarburi, vernici e pesticidi.

Un importante ambito di prevenzione primaria dell’infertilità maschile riguarda le misure di protezione dalle malattie infettive a trasmissione sessuale. Diversi agenti microbiologici, quali ad esempio la clamidia e il gonococco, sono in grado di provocare infezioni dell’apparato genitale maschile con possibili ripercussioni sulla capacità riproduttiva. Anche in questo caso basteranno semplici misure di protezione, quali le basilari norme di igiene personale e l’utilizzo del profilattico, specie in caso di rapporti con partner occasionali, a ridurre drasticamente il rischio di contrarre infezioni.

Fondamentale infine la diagnosi precoce di patologie frequenti e potenzialmente rischiose per la fertilità maschile: il varicocele e le infiammazioni della prostata e delle vescicole seminali. Il varicocele consiste in una dilatazione delle vene che raccolgono sangue dal testicolo, e nel conseguente aumento di temperatura dell’organo, responsabile di alterata produzione di spermatozoi. Le infiammazioni della prostata e delle vescicole seminali (prostato-vescicoliti) sono invece patologie per lo più causate da infezioni locali. Entrambe le condizioni, che rischierebbero di passare spesso inosservate in quanto i sintomi possono essere di lieve entità o addirittura assenti, possono al contrario essere tempestivamente riconosciute e curate a condizione che la visita andrologica periodica entri a far parte delle abituali misure di prevenzione della salute riproduttiva maschile.

Bruno Giammusso - Responsabile Unità Operativa Andrologia Urologica – Azienda Policlinico Vittorio Emanuele – Catania