Possibile correlazione tra l’endometriosi e l’infezione da HPV

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Possibile correlazione tra l’endometriosi e l’infezione da HPV

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L’endometriosi è una malattia ginecologica benigna che si caratterizza per la presenza di tessuto endometriale al di fuori dell’utero.

Le cellule endometriali si localizzano principalmente sulla superficie delle ovaie e degli organi pelvici, provocando una condizione infiammatoria cronica che clinicamente si manifesta con: dolore pelvico cronico, dismenorrea (dolore durante il ciclo mestruale), dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali), irregolarità dei cicli mestruali e mestruazioni abbondanti.

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L’endometriosi colpisce circa il 5-10% delle donne in età riproduttiva, incidendo notevolmente sulla qualità della vita delle pazienti e sul loro benessere psicofisico a causa dei sintomi cui spesso si associa.

Essa influenza, inoltre, la fertilità femminile riducendo la probabilità di ottenere la gravidanza sia spontaneamente sia in seguito a trattamenti di fecondazione assistita. L’endometriosi, infatti, incide negativamente sulla crescita follicolare alterando i livelli di gonadotropine circolanti, riduce il tasso di fertilizzazione degli ovociti e diminuisce la percentuale d’impianto degli embrioni trasferiti in utero [1]. La diagnosi standard dell’endometriosi è effettuata mediante visualizzazione diretta delle lesioni mediante laparoscopia ed esame istologico delle stesse.

A oggi il metodo più utilizzato per la stadiazione della malattia è la classificazione chirurgica proposta dall’American Society of Reproductive Medicine, che distingue le lesioni endometriali in superficiali e profonde [2].

Le lesioni superficiali, di classe I e II, si manifestano con noduli o piccole cisti a “colpo di fucile”, a livello delle ovaie e del peritoneo di colore marrone-nero, contenenti sangue vecchio e spesso circondate da fibrosi.

Le lesioni profonde, di classe III e IV, si sviluppano:

  • a livello ovarico sotto forma di cisti a contenuto di liquido tipo cioccolato (definite endometriomi o “cisti cioccolato”) spesso adese al peritoneo della fossetta ovarica, alla tuba e all’intestino;
  • a livello peritoneale sotto forma di noduli che s’infiltrano interessando i legamenti utero-sacrali, la vagina, la vescica, l’uretere e l’intestino.

L’endometriosi è considerata una patologia a eziologia multifattoriale, tuttavia l’esatto meccanismo di patogenesi non è stato ancora chiarito.

Ancora oggi il modello proposto da Sampson nel 1927 sembra essere il più convincente per spiegare l’origine dell’endometriosi, sebbene numerosi studi suggeriscano che anche fattori genetici, immunologici e/o ambientali potrebbero essere coinvolti nel processo patologico.

Secondo la “teoria del flusso retrogrado”, durante il ciclo mestruale alcuni frammenti di tessuto endometriale si muovono in maniera retrograda dall’utero verso la cavità peritoneale, dove si impiantano e proliferano innescando un processo infiammatorio cronico [3]. Tuttavia, l’incapacità delle cellule dell’immunità innata di eliminare questi frammenti renderebbe le cellule endometriali presenti nella cavità peritoneale intrinsecamente resistenti all’azione del sistema immunitario [4].

Per spiegare l’incapacità dei macrofagi e delle cellule natural killer di eliminare il tessuto endometriale ectopico, è stata ipotizzata un’associazione tra l’endometriosi e alcuni microrganismi in grado di instaurare un processo infettivo a livello del tratto urogenitale femminile. Le infezioni, infatti, potrebbero contribuire allo sviluppo dell’endometriosi alterando l’attivazione di specifici pathway proinfiammatori. Di conseguenza, un sistema immunitario inefficace faciliterebbe la crescita del tessuto endometriale al di fuori dell’utero [5].

A conferma di ciò, le donne affette da endometriosi hanno una maggiore concentrazione di Escherichia coli, Mycoplasma hominis e Ureaplasma urealyticum nel sangue mestruale e nel fluido presente nella cavità peritoneale rispetto ai controlli [6,7].

Come i batteri, anche i virus patogeni in grado di colonizzare il tratto urogenitale femminile sembrano essere coinvolti nell’eziologia dell’endometriosi. In particolare, è stata ipotizzata una possibile correlazione tra l’endometriosi e l’infezione da Papilloma virus umano (HPV). Il papilloma virus è responsabile di una delle infezioni sessualmente trasmesse più diffuse nel mondo. Si trasmette attraverso il contatto con le mucose genitali e/o orali infette e l’infezione è nella maggior parte dei casi asintomatica. Tuttavia, le infezioni persistenti di genotipi ad alto rischio oncogeno di HPV sono responsabili dello sviluppo di neoplasie nel tratto ano-genitale e nella cavità oro-faringea.

La presenza di HPV-DNA nelle lesioni endometriali è stata evidenziata da diversi autori. Nel 2010 Oppelt e i suoi collaboratori hanno evidenziato la presenza di Papilloma virus ad alto rischio e medio rischio oncogeno nell’11,3% delle lesioni endometriali analizzate e nel 27,5% dei tessuti controlli, ipotizzando che la diffusione del virus o delle cellule endometriali da esso infettate nella cavità peritoneale avvenga secondo il modello descritto dalla “teoria del flusso mestruale retrogrado”. Inoltre, secondo gli autori la presenza d’infezioni di genotipi persistenti di HPV nelle lesioni endometriali potrebbe contribuire allo sviluppo di neoplasie [8].

L’endometriosi è risultata statisticamente correlata aala presenza di genotipi di HPV ad alto rischio oncogeno in seguito alla realizzazione di uno studio trasversale da parte di Heidarpour et al., a conferma della possibile correlazione con l’infezione da Papilloma virus. Analizzando il tessuto ovarico mediante la tecnica PCR (reazione a catena della polimerasi), infatti, l’infezione da HPV è risultata statisticamente maggiore nelle donne affette da endometriosi rispetto ai controlli (26,0% vs 10,2%, p=0,041) [9].

Nel 2019 lo studio prospettico caso-controllo realizzato da Rocha e collaboratori ha ulteriormente confermato la possibile correlazione tra l’endometriosi, l’infertilità e l’infezione da Papilloma virus. Dai risultati ottenuti è evidente che le donne infertili sono maggiormente affette da endometriosi (76%) rispetto alle donne fertili (28,6%).

Inoltre, l’infezione da HPV del tratto genitale superiore è statisticamente correlata con la presenza di lesioni endometriali (70,6% vs 29,4%, p=0,03), a differenza di altre malattie sessualmente trasmesse [10]. Le evidenze scientifiche che a oggi correlano positivamente l’endometriosi con l’infezione da Papilloma virus devono, tuttavia, essere confermate attraverso la realizzazione di nuovi studi poiché i dati presenti in letteratura sono contrastanti. A differenza degli altri autori, infatti, secondo Vestergaard e collaboratori lo sviluppo dell’endometriosi non sembra essere favorito dall’infezione di HPV poiché solo il 3,9% delle donne affette è risultata positiva alla ricerca dell’HPV nelle lesioni endometriali [11].

In conclusione, l’endometriosi è una patologia molto complessa che incide negativamente sulla qualità della vita delle pazienti affette. È dunque importante comprendere l’esatto meccanismo di patogenesi e il possibile coinvolgimento delle infezioni virali nello sviluppo delle lesioni endometriali al fine di sviluppare nuove terapie da impiegare nel trattamento e nella prevenzione dell’endometriosi.

Bibliografia

  1. Giudice LC, Kao LC. Endometriosis. Lancet 2002;364:1789-99. Revised American Society for Reproductive Medicine classification of endometriosis: 1996. Fertil Steril 1997;67;5;817-21.
  2. Sampson JA. Peritoneal endometriosis due to the menstrual dissemination of endometrial tissue into the peritoneal cavity. Am J Obstet Gynecol 1927;14:422-69.
  3. Acién P, Velasco I. Endometriosis: a disease that remains enigmatic. ISRN Obstet Gynecol 2013;2013:1-12.
  4. Kobayashi H, Higashiura Y, Shigetomi H, et al. Pathogenesis of endometriosis: the role of initial infection and subsequent sterile inflammation. Mol Med Rep 2014;9:9-15.
  5. Khan KN, Kitajima M, Hiraki K, et al. Escherichia coli contamination of menstrual blood and effect of bacterial endotoxin on endometriosis. Fertil Steril 2010;94:2860-3.
  6. Campos GB, Marques LM, Rezende IS, et al. Mycoplasma genitalium can modulate the local immune response in patients with endometriosis. Fertil Steril 2018;109:549-60.
  7. Oppelt P, Renner SP, Strick R, et al. Correlation of high-risk human papilloma viruses but not of herpes viruses or Chlamydia trachomatis with endometriosis lesions. Fertil Steril 2010;93:1778-86.
  8. Heidarpour M, Derakhshan M, Derakhshan-Horeh M, et al. Prevalence of high-risk human papillomavirus infection in women with ovarian endometriosis. J Obstet Gynaecol Res 2017;43:135-9.
  9. Rocha RM, Souza RP, Gimenes F, et al. The high-risk human papillomavirus continuum along the female reproductive tract and its relationship to infertility and endometriosis. Reprod Biomed Online 2019;38:926-37.
  10. Vestergaard AL, Knudsen UB, Munk T, et al. Low prevalence of DNA viruses in the human endometrium and endometriosis. Arch Virol 2010;155:695-703.
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