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PMA in età avanzata: fattori che influenzano la scelta della procedura

Parere degli esperti

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PMA in età avanzata: fattori che influenzano la scelta della procedura
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

La causa più comune di accesso a un centro di procreazione medicalmente assistita (PMA) per infertilità femminile è la cosiddetta "disfunzione ovulatoria", determinata dal naturale invecchiamento delle ovaie. In una donna, il tasso di fertilità spontanea tende a decrescere con il passare degli anni diventando significativamente ridotto a partire dai 35 anni. Si stima che il tasso di fertilità è ridotto del 26-46% nella fascia di età compresa tra i 35 e i 39 anni e fino al 95% nelle donne tra i 40 e i 45 anni. Analogamente si osserva un incremento dei tassi di aborti spontanei, che aumenta di oltre il 70% a partire dai 40 anni.

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Nell’ambito della PMA il tasso di successo delle diverse tecniche diminuisce con l’aumentare dell’età della coppia, con percentuali spesso molto eterogenee a seconda degli studi presi in considerazione, ma in maniera talmente significativa da poter considerare l'età materna come il fattore predittivo più importante in termini di riuscita delle terapie stesse. Si tratta di una conseguenza inevitabile derivante dalla progressiva deplezione di follicoli ovarici che inizia già durante la vita fetale e che prosegue inesorabilmente fino alla menopausa.

I fattori che guidano lo specialista in infertilità nella scelta del protocollo terapeutico migliore in termini di possibilità di successo sono diversi, e sono i cosiddetti indicatori di riserva ovarica. Infatti, sebbene l’età anagrafica sia un fattore importante nel predire la risposta al trattamento di PMA, l’età biologica è sicuramente un fattore più accurato. Inoltre, la valutazione del quadro clinico, ecografico e ormonale [con il dosaggio dei livelli plasmatici di ormone follicolo stimolante (FSH), estradiolo (E2) e ormone antimulleriano (AMH)] può infatti fornire informazioni precise circa la riserva follicolare e quindi la capacità riproduttiva di una donna.

L’esito stesso della stimolazione ormonale è da considerare strumento per indagare la capacità riproduttiva delle pazienti e determinare la scelta delle procedure. Ad esempio, dopo 2 cicli di stimolazione ormonale con recupero ovocitario inferiore a 3 ovociti la donna può essere considerata una “poor responder” (cioè donna che risponderà in modo non ottimale al trattamento di stimolazione ovarica) anche in assenza di ulteriori criteri (come per esempio l’età anagrafica). Alcuni ricercatori ritengono indispensabile eseguire un ciclo di stimolazione ovarica per procedere a qualsiasi tipo di conclusione in tal senso. Infatti, in caso di donne con un’età >40 anni e di un test di riserva ovarica anomalo è possibile parlare di “sospette” pazienti “poor responder”. Nella scelta della procedura terapeutica è anche importante ricordare che, trattandosi di donne in età avanzata rispetto all'età riproduttiva, è necessario valutare la condizione clinica generale della paziente, la sua storia clinica e familiare; infatti è prevedibile identificare in questi soggetti una più alta percentuale di patologie associate (quali ipertensione, diabete ecc.) che potrebbero aumentare il rischio farmacologico e chirurgico connesso con le procedure di PMA.

Giorgio Bogani - Chirurgia Ginecologica, IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Milano

Letture consigliate

  • Ferraretti AP, La Marca A, Fauser BC, et al. ESHRE consensus on the definition of "poor" response to ovarian stimulation for in vitro fertilization: the Bologna criteria. Hum Reprod 2011 Jul;26(7):1616-24.
  • Hourvitz A, Machtinger R, Maman E, et al. Assisted reproduction in women over 40 years of age: how old is too old? Reprod Biomed Online 2009;19(4):599-603.
  • Ubaldi FM, Rienzi L, Ferrero S, et al. Management of poor responders in IVF. Reprod Biomed Online 2005;10(2):235-46.
  • Wang JG, Douglas NC, Nakhuda GS, et al. The association between anti-Mullerian hormone and IVF pregnancy outcomes is influenced by age. Reprod Biomed Online 2010;21:757-61.
  • Yoo JH, Cha SH, Park CW, et al. Comparison of mild ovarian stimulation with conventional ovarian stimulation in poor responders. Clin Exp Reprod Med 2011;38:159-63.