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L’utilizzo del plasma ricco di piastrine nell’ambito della fecondazione assistita

Parere degli esperti |time pubblicato il
L’utilizzo del plasma ricco di piastrine nell’ambito della fecondazione assistita

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Il sangue è un tessuto molto particolare in quanto è costituito da una frazione di natura liquida (rappresentata dal plasma, ricco in acqua, sali minerali, proteine, glucidi e numerosi altri soluti) e da una frazione di natura solida (rappresentata dai cosiddetti elementi figurati del sangue, ossia globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). Ogni singolo costituente del sangue assolve a numerose funzioni che, complessivamente, contribuiscono all’omeostasi e alla fisiologia dell’organismo umano.

La funzione primaria dei globuli rossi consiste nell’ossigenazione tissutale; i globuli bianchi, invece, sono i principali attori della risposta immunitaria. Infine, ci sono le piastrine che rappresentano i più piccoli elementi corpuscolati del sangue. Esse vengono prodotte a livello del midollo osseo e hanno una vita media di circa 10 giorni. Generalmente, in un millilitro di sangue sono presenti dalle 150.000 alle 400.000 piastrine coinvolte, in particolar modo, in processi di natura coagulativa e di emostasi.

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Le piastrine, però, risultano essere anche un “serbatoio” di fattori di crescita, ossia di proteine che hanno la capacità di promuovere la riparazione di un tessuto in risposta a una lesione che può essere sia di natura patologica sia di natura traumatica. Proprio in virtù di questa loro proprietà, molte discipline mediche stanno cercando di incrementare l’utilizzo delle piastrine a scopi curativi e rigenerativi.

La formulazione che viene impiegata è il “plasma ricco di piastrine” (indicato generalmente con l’acronimo inglese PRP: Platelet Rich Plasma), un concentrato di piastrine, autologo (cioè proveniente dallo stesso organismo), che si ottiene mediante la centrifugazione del sangue. L’utilizzo del PRP non è nuovo alle cronache mediche. Questa tecnica, infatti, è ampiamente utilizzata da tempo in diversi ambiti medici, dall’ortopedia alla chirurgia estetica, dalla dermatologia alla medicina rigenerativa. Da qualche anno a questa parte, però, questa pratica sta prendendo piede anche nell’ambito della fecondazione assistita. È stato osservato, infatti, che il suo impiego promuove la crescita endometriale e incrementa il tasso di gravidanza nei casi di PMA.

L’endometrio è la mucosa che ricopre internamente la cavità uterina e che va incontro a una serie di modificazioni periodiche che caratterizzano il ciclo mestruale. Esso svolge un ruolo di fondamentale importanza nel concepimento in quanto rappresenta il luogo in cui avverrà l’annidamento dell’embrione. Pertanto, il monitoraggio della sua crescita rappresenta uno step cruciale durante i cicli di fecondazione assistita. Un endometrio che presenta una solida struttura trilaminare e uno spessore minimo di 8 mm è un endometrio pronto ad accogliere l’embrione. Al di sotto di questa soglia, invece, le chance di ottenere un risultato positivo al test di gravidanza sono davvero molto basse. Esistono differenti protocolli volti alla preparazione endometriale, molti dei quali prevedono la somministrazione di estrogeni per via orale, transvaginale o transdermica.

Molto spesso, però, si assiste al fallimento della supplementazione estrogenica esogena che conduce all’ottenimento di un endometrio con uno spessore inferiore ai 7 mm e alla conseguente cancellazione di un ciclo di fecondazione omologa o eterologa, in quanto non sussistono le condizioni necessarie e sufficienti all’annidamento embrionario. Pertanto, l’utilizzo del concentrato piastrinico è particolarmente indicato nei casi in cui si riscontra un ripetuto fallimento dell’impianto dell’embrione imputabile a una crescita non ottimale dell’endometrio (<7 mm).

Il concentrato piastrinico viene preparato utilizzando il sangue della paziente, mediante un processo di centrifugazione che consiste di 2 passaggi. Al 10° giorno del ciclo mestruale, circa 20 ml di sangue venoso periferico della paziente vengono prelevati usando una siringa contente circa 2,5 ml di anticoagulante e viene centrifugato immediatamente in modo tale da ottenere la separazione delle cellule del sangue. Il plasma viene poi nuovamente centrifugato in modo da ottenere il concentrato piastrinico. Successivamente, il plasma ricco di piastrine viene iniettato all’interno della cavità uterina, utilizzando lo stesso cateterino impiegato generalmente nelle IUI. Questa pratica deve poi essere interamente ripetuta circa 72 ore dopo la prima iniezione. La proliferazione endometriale viene attentamente monitorata ecograficamente tramite l’utilizzo della sonda transvaginale fino all’individuazione dell’ottimale finestra di impianto embrionario.

Nelle pazienti sottoposte a questa tecnica si è registrato un notevole incremento in termini sia di spessore sia di recettività endometriale, culminato con un maggiore tasso di attecchimento embrionale e di BHCG su siero positive 2 settimane dopo il transfer embrionario. I fattori di crescita di natura piastrinica mostrano pertanto una notevole influenza sulla proliferazione endometriale, riducendo conseguentemente la somministrazione farmacologica di estrogeni che potrebbe essere particolarmente dannosa per quelle pazienti che presentano una predisposizione genetica al cancro al seno.

Giovanni Rosati - Specialista in Ginecologia, Ostetricia e Procreazione Medicalmente Assistita

Bibliografia di riferimento

  • Chang Y, Li J, Chen Y, Wei L, et al. Autologous platelet-rich plasma promotes endometrial growth and improves pregnancy outcome during in vitro fertilization. Int J Clin Exp Med 2015;8(1):1286-90.
  • Eftekhar M, Sayadi M, Arabjahvani F. Transvaginal perfusion of G-CSF for infertile women with thin endometrium in frozen ET program: A non-randomized clinical trial. Iran J Reprod Med 2014;12(10):661-6.