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Personalizzazione della contraccezione orale

Parere degli esperti |time pubblicato il
Personalizzazione della contraccezione orale

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La personalizzazione del contraccettivo orale deve considerare anche la composizione ormonale di ciascuna pillola. Nella stragrande maggioranza dei casi l’estrogeno utilizzato è l’etinilestradiolo (estrogeno di sintesi simile al 17-beta estradiolo naturale) in dosaggi uguali o inferiori a 30 µg [8]. Esiste invece una certa variabilità nel progestinico: i derivati dal progesterone, come clormadinone acetato e ciproterone, possiedono proprietà antiandrogeniche e quindi sono adatti alle pazienti con iperandrogenismo (es., sindrome dell’ovaio policistico), i derivati del nor-testosterone sono distinti in estrani e gonani (tra questi ultimi vi sono levonorgestrel e gestodene) e, infine, drospirenone, un derivato dello spironolattone, ormone che favorisce il drenaggio dei liquidi in eccesso. La pillola contraccettiva deve essere scelta quindi in base alle richieste di ciascuna paziente (non si usa la pillola solamente a fine contraccettivo), nonché in base al metabolismo: i livelli plasmatici ormonali dipendono dal metabolismo epatico, poiché, una volta assunta per bocca, la pillola raggiunge l’intestino dove viene assorbita e, solo dopo aver superato la barriera epatica, può essere riversata nel torrente circolatorio e svolgere la sua azione.

Alcuni contraccettivi ormonali sono assorbiti attraverso la cute, come il cerotto contraccettivo, l’impianto sottocutaneo o l’anello contraccettivo. Una volta superata la cute o la mucosa vaginale, gli ormoni estroprogestinici entrano direttamente nei microcapillari (piccole vene), saltando l’intestino e il passaggio nel fegato, e si dirigono verso tutti gli organi. Una volta entrati nel torrente sanguigno, il meccanismo di azione è simile per tutte le forme di assunzione: estrogeno e progestinico raggiungono l’ipotalamo, la “centralina” del cervello che produce gli ormoni che inducono l’ovulazione, e lo mettono “in vacanza” per il tempo desiderato. Dopo aver esercitato la loro azione gli ormoni vengono inviati al fegato, che ha il compito di disattivarli ed eliminarli. Il cerotto viene cambiato ogni 7 giorni e tolto il ventunesimo giorno per permettere la pausa di 7 giorni, ma qualora sia parzialmente staccato dalla cute, evenienza probabile in caso di abbondante sudorazione, attività sportiva in piscina e/o frequenti docce, deve essere sostituito. Il cerotto può essere utilizzato anche dalle donne con allergia al lattice [8]. L’impianto sottocutaneo è costituito da un bastoncino di etilene vinil-acetato lungo 4 cm che rilascia desogestrel e che dev’essere posizionato da un ginecologo abilitato. Si ritiene che tale dispositivo sopprima l’ovulazione dal primo giorno in cui viene inserito e per i successivi 2 e talora 3 anni, al termine dei quali dovrà essere rimosso dal ginecologo [9], ma il suo utilizzo in Italia non è ancora molto diffuso. L’anello vaginale, che una volta acquistato deve essere mantenuto in frigorifero fino al suo utilizzo, può essere posizionato dalla paziente in vagina e va mantenuto per 21 giorni, facendo attenzione che non fuoriesca in caso di rapporti sessuali, utilizzo di tamponi vaginali o problemi di stipsi (qualora ciò avvenisse sarà sufficiente sciacquare il dispositivo con acqua corrente e riposizionarlo in vagina, evitando che rimanga all’esterno per più di 2 ore); al termine delle 3 settimane deve essere rimosso dalla paziente. Le donne con allergia al lattice possono utilizzarlo senza problemi [10]. Da una recente revisione della letteratura sembra che le utenti del cerotto abbiano maggiori probabilità rispetto alle utenti della pillola di interrompere anticipatamente la terapia; vale invece il contrario per le donne che scelgono l’anello vaginale. Si è inoltre evidenziato che le donne che utilizzano il cerotto contraccettivo hanno maggiore fastidio al seno, mestruazioni dolorose, nausea ed episodi di vomito, mentre le donne che usano l’anello vaginale sembrano essere più predisposte a irritazioni e/o perdite vaginali ma vanno meno incontro a nausea, acne, irritabilità, depressione e cambiamenti del tono dell’umore [11].

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Infine, è diventata recentemente disponibile una pillola contraccettiva orale monofasica basata sulla combinazione di due ormoni steroidei: il 17-beta-estradiolo, un estrogeno strutturalmente identico a quello prodotto naturalmente dalle ovaie durante il ciclo (a differenza di altre pillole contraccettive attualmente disponibili), e il nomegestrolo acetato, un progestinico già da tempo impiegato per i disturbi del ciclo nella donna fertile e, associato all’estrogeno, usato per la protezione endometriale nella donna in menopausa in terapia sostitutiva ormonale [12]. Come le altre pillole contraccettive agisce bloccando l’ovulazione, alterando il muco cervicale e assottigliando l’endometrio (il rivestimento interno dell’utero). Il blister contiene 24 compresse attive bianche a bassi dosaggi dei due ormoni femminili (estradiolo 1,5 mg e nomegestrolo acetato 2,5 mg) e 4 compresse inattive gialle, senza principi attivi. Questa pillola provoca un flusso mestruale più breve e leggero e non altera i parametri lipidici né quelli della coagulazione o del metabolismo glucidico; inoltre l’estradiolo non possiede gli effetti epatici dell’etinilestradiolo, storicamente l’unico estrogeno utilizzato in contraccezione. L’etinilestradiolo  può essere 100, 300 o 500 volte più potente dell’estradiolo, in base ai ripetuti processi di metabolizzazione epatica a cui va incontro che possono essere gravati da specifiche differenze tra donna e donna, contrariamente a quanto accade all’estradiolo, un ormone identico a quello prodotto fisiologicamente [13].

Francesca Vasoin De Prosperi - Ginecologa

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