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Personalizzazione della contraccezione orale

Parere degli esperti

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Personalizzazione della contraccezione orale
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

L’Italia è tra i Pesi europei con il più basso tasso di utilizzo di farmaci anticoncezionali (il 16,2% rispetto a una media europea del 21,4%). Il 16,2% delle donne italiane utilizza la “pillola”; in particolare la massima diffusione si registra in Sardegna (30,3%) e la minima in Campania (7,2%). Purtroppo spesso l’assunzione è interrotta dopo un breve periodo: più del 10% entro un mese [1]. Delle circa 100 milioni di donne che usano la pillola nel mondo, il 30-60% delle nuove utilizzatrici interrompe l’assunzione entro un anno [2], in genere per la comparsa di irregolarità del ciclo mestruale, consiglio medico o scelta personale.

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Le caratteristiche di un buon contraccettivo orale in grado di influenzare una buona compliance dovrebbero includere sicurezza, assenza di fenomeni collaterali negativi, presenza di fenomeni collaterali positivi, reversibilità, facilità d’uso e basso costo, tutti elementi pressoché riscontrabili nei moderni contraccettivi orali a basse dosi, in cui il rapporto costi/benefici è assolutamente a favore dei benefici. Anche il tipo di confezione e il modo con il quale si inizia l’assunzione possono essere di aiuto: le pillole con confezioni a 28 giorni di assunzione sembrano avere una compliance migliore di quelle tradizionali a 21 giorni di assunzione e 7 giorni di intervallo [3].

Uno studio effettuato in alcuni Paesi europei, compresa l’Italia, su quasi 7000 utilizzatrici di contraccettivi orali ha dimostrato che una scarsa compliance era correlata con l’incapacità di stabilire ritmi routinari nell’assunzione della pillola (RR 3,3), con la mancata lettura e comprensione delle istruzioni contenute nella confezione della pillola (RR 2,4), con l’assenza di supporto da parte del proscrittore (RR 1,5) e con alcuni fenomeni collaterali (4).

Gli effetti collaterali legati al’assunzione della pillola estroprogestinica sono rappresentanti principalmente da timore per la ritenzione idrica e l’incremento ponderale, tensione mammaria, cefalea e alterazioni dell’umore; la rara riduzione della libido può in alcuni casi creare qualche disagio psicologico, soprattutto durante i primi cicli di somministrazione. L’incidenza dei vari effetti collaterali si modifica a seconda del dosaggio e del tipo di ormoni utilizzati. Le pillole attualmente in commercio presentano quasi tutte dosaggi di estrogeni inferiori a 50 µg, che permettono di ridurre il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e trombotiche ma si accompagnano inevitabilmente a una maggiore incidenza di fenomeni di sanguinamenti e spotting da rottura. Diviene fondamentale allora “personalizzare” la scelta del contraccettivo, spiegando il meccanismo d’azione al momento della prescrizione e informando sulla possibilità reale che gli effetti collaterali, così fastidiosi nel primo periodo, si attenuino nel corso dei cicli successivi.

La maggior parte delle pillole contraccettive attualmente in commercio è costituita da due sostanze di sintesi, ossia l’etinilestradiolo (simile all’ormone naturale estrogeno) e il progestinico (simile all’ormone naturale progesterone), in bassissimi dosaggi. Tra le pillole contraccettive disponibili in commercio vi sono:

  • pillole contraccettive monofasiche: dosi di estrogeno e progestinico fisse e uguali in ogni compressa, disponibili in blister da 21 compresse o da 24 + 4 (24 pillole attive + 4 placebo o inattive). Il blister 24 + 4 assicura una miglior compliance soprattutto nel caso di giovani donne, in quanto non sussiste la pausa dei 7 giorni tra un blister e l’altro e la paziente può iniziare dopo il quarto placebo direttamente il nuovo blister [5-6];
  • pillole contraccettive multifasiche: dosi di estrogeno e progestinico variabili durante il ciclo. Queste pillole contraccettive spesso hanno un bassissimo dosaggio ormonale, tuttavia non vi sono dati certi che ne attestino i minori effetti collaterali rispetto alle altre pillole contraccettive;
  • pillole contraccettive di solo progestinico: definite anche come “minipillole”, contengono il solo progestinico e si assumono senza intervalli. Sono particolarmente indicate nelle donne che non possono assumere estrogeni: donne in fase di allattamento, fumatrici, con più di 50 anni o intolleranti a tali ormoni [7];
  • pillole contraccettive continue: si differenziano dalle altre (che prevedono cicli di 21 compresse e 7 giorni di sospensione emorragica) in quanto devono essere assunte per 365 giorni l’anno senza alcuna sospensione. Non sono disponibili in Italia.