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Parametri di riferimento nella valutazione dello sperma

Parere degli esperti

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Parametri di riferimento nella valutazione dello sperma
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

Un’analisi fondamentale che fornisce informazioni generali sulla salute dell’intero apparato riproduttore maschile è sicuramente lo spermiogramma. È però anche vero che dai risultati di tale analisi non si può mai predire se quell’uomo potrà diventare padre biologico o no. Non ci sono caratteristiche specifiche che permettano di prevedere la capacità fecondante di uno spermatozoo. Tuttavia l’analisi del seme può essere uno strumento indispensabile per analizzare i casi di persistente infertilità. Il liquido seminale è composto da una sospensione concentrata di spermatozoi che al momento dell’eiaculazione viene diluita con le secrezioni delle ghiandole accessorie. Il campione di liquido seminale ottenuto per masturbazione e raccolto in un contenitore sterile deve essere mantenuto a temperatura ambiente tra i 20 e i 37 gradi al fine di evitare escursioni termiche che possano danneggiare gli spermatozoi [1]. L’analisi del seme prevede una valutazione macroscopica e una microscopica.

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L’analisi macroscopica avviene subito dopo la liquefazione del campione e preferibilmente dopo 30 minuti dall’eiaculazione. Infatti il liquido seminale appena raccolto appare come un coagulo semisolido che in condizioni normali si liquefa entro 15 minuti. La coagulazione avviene per opera di enzimi prostatici che agiscono sul fibrinogeno prodotto dalle vescichette seminali. Una mancata coagulazione dello sperma indica una disfunzione delle vescichette. Gli enzimi che determinano la liquefazione sono invece delle proteasi secrete dalla prostata. Gli altri parametri presi in considerazione durante l’analisi macroscopica sono:

  • Volume dell’eiaculato: (in condizioni normali da 2 a 5 ml) è un marker della funzionalità delle vescichette seminali, in quanto queste producono dal 50 all'80% della componente liquida dello sperma. La prostata contribuisce per il 15-30% e il rimanente è fornito dalle ghiandole uretrali accessorie e dal deferente.
  • pH: il liquido seminale ha normalmente un pH alcalino, che oscilla tra 7,5 e 7,8, ed è la risultante tra la secrezione basica delle vescichette seminali e la secrezione acida della prostata.
  • Aspetto: il colore del liquido seminale è normalmente grigio opalescente. Il liquido seminale può mostrare un aspetto meno opaco se la concentrazione di spermatozoi è molto bassa. Un aspetto lattescente, specialmente se accompagnato da un ridotto volume e un pH acido, può riflettere un danno a carico delle vescichette seminali, mentre l'aspetto giallognolo pioide è indice di una contaminazione urinaria, della presenza di granulociti, di una netta prevalenza della componente delle vescichette seminali. Può essere anche causa di assunzione di farmaci o vitamine.
  • Viscosità: tale caratteristica non va confusa con la fluidificazione. Mentre la fluidificazione è un processo dinamico transitorio di dissolvimento di un coagulo, la viscosità è una caratteristica permanente di un determinato liquido seminale. L'eccessiva viscosità impedisce il normale movimento degli spermatozoi e può interferire con una corretta valutazione della concentrazione e motilità spermatica.

L’analisi microscopica fornisce invece i seguenti parametri:

  • Concentrazione degli spermatozoi: il numero totale di spermatozoi nell’eiaculato misura la capacità del testicolo di produrre spermatozoi, ovviamente se non ci sono ostruzioni nel tratto genitale maschile e viene calcolato moltiplicando la concentrazione spermatica (n. spermatozoi/ml) per il volume dell’eiaculato. Il limite di riferimento inferiore per il numero totale di spermatozoi è di 39 milioni, mentre quello per la concentrazione deve essere superiore ai 15 milioni di spermatozoi per ml di liquido seminale.
  • Motilità: tale parametro viene valutato da un punto di vista sia qualitativo sia quantitativo. Il manuale WHO del 2005 distingue gli spermatozoi in motili progressivi (PR), cioè spermatozoi che si muovono attivamente in modo lineare o ad ampio circolo indipendentemente dalla velocità, non progressivi (NP) che comprendono tutti gli altri tipi di movimenti compresi quelli in situ, e immobili (IM). Precedentemente si distinguevano 4 differenti tipi di movimenti: i movimenti rettilinei rapidi e progressivi (motilità a), i movimenti rettilinei lenti e progressivi (motilità b), i movimenti discinetici (motilità c), per arrivare agli spermatozoi immobili (motilità d). Questa distinzione è mantenuta a tutt’oggi dal manuale ESHRE poiché si ritiene che il grado di motilità progressiva sia correlato alla percentuale di gravidanza [2]. La motilità dipende fisiologicamente dalla durata dell'astinenza (diminuisce dopo il quinto giorno) e può essere influenzata dalla temperatura di conservazione del campione, dall'incompleta liquefazione o dall'aumento della viscosità. Secondo il manuale WHO 2005 il limite inferiore di riferimento per la motilità totale, cioè la somma di PR+NP, è del 40% mentre per la motilità progressiva è del 32%.
  • Vitalità: è particolarmente importante determinare la vitalità degli spermatozoi, valutata mediante l’integrità della membrana cellulare, nei campioni con meno del 40% di motilità progressiva. Il limite di riferimento inferiore per la vitalità è del 58%.
  • Morfologia: gli spermatozoi possono presentare anomalie della testa, del tratto intermedio, della coda e possono presentare anche residui citoplasmatici. In un seme normale devono esserci almeno il 30% di spermatozoi morfologicamente normali. Normalmente un eiaculato contiene elementi cellulari diversi dagli spermatozoi, comunemente definiti cellule rotonde. Queste includono le cellule epiteliali del tratto genito-urinario, le cellule dell’epitelio prostatico, le cellule germinali immature e i leucociti. Secondo le linee guida è necessario che un eiaculato non contenga un numero di cellule rotonde superiore a 5 milioni/ml. I differenti tipi di cellule germinali immature presenti nello sperma sono generalmente indicativi di disordini della spermatogenesi. Tra i leucociti si trovano soprattutto i neutrofili, presenti nella maggior parte degli eiaculati umani. Il numero di leucociti non deve essere superiore a 1 milione/ml e viene valutato mediante il test della perossidasi. Per agglutinazione degli spermatozoi invece s’intende l’adesione l’uno all’altro testa a testa, coda a coda, o in modo misto, testa a coda. In un referto dovrebbe essere annotata la presenza di agglutinazioni e il grado. Essa non è sufficiente per dedurre una causa immunologa di infertilità, ma ci suggerisce la presenza di anticorpi antispermatozoi.

Stefania Esposito - Ospedale G. Bernabeo, Ortona

Bibliografia

  1. Manuale di laboratorio WHO per l’analisi del liquido seminale. Quinta edizione. Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS), 2010.
  2. Manual on basic semen analysis. NAFA and ESHRE-SIGA, 2002.