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Ottimizzare la fertilità: raccomandazioni e stili di vita per facilitare il concepimento

Parere degli esperti

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Ottimizzare la fertilità: raccomandazioni e stili di vita per facilitare il concepimento
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

Si definisce infertile una coppia che non è stata in grado di concepire dopo 12-18 mesi di rapporti sessuali intenzionalmente fecondi, si parla invece di coppia sterile quando uno o entrambi i partner sono affetti da una condizione fisica permanente che non rende possibile la procreazione, ovvero quando esiste una incapacità biologica di contribuire al concepimento. Con il termine sterilità si intende una condizione assoluta, legata a fattori non modificabili, quali ad esempio l’azoospermia, l’assenza di utero-ovaie, la menopausa, l’occlusione tubarica bilaterale, e in questo caso il ricorso alla riproduzione assistita, omologa o eterologa a seconda dei casi, rappresenta l’unica possibilità di realizzare un concepimento. L’infertilità al contrario non sottende una condizione assoluta di sterilità, il concepimento desiderato è possibile con una probabilità che può variare in relazione alle caratteristiche della coppia (età, parità, frequenza dei rapporti), tenendo presente che una coppia sana in età fertile con rapporti sessuali regolari ha solo 1 probabilità su 4 di concepire in qualsiasi mese dell’anno. L’infertilità è un fenomeno che interessa circa il 20% delle coppie in Italia ed è attualmente in crescita.

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Mentre per la coppia sterile il ricorso ai Centri di Medicina della Riproduzione rappresenta l’unica via per ottenere una gravidanza, per la coppia infertile esiste un periodo finestra di 12-18 mesi, cioè un tempo che precede la diagnosi di infertilità, in cui è possibile proporre una serie di consigli su comportamenti e stili di vita che favoriscano il concepimento e che riducano i rischi associati a esiti avversi alla riproduzione. In questo periodo, cioè prima che la coppia si rivolga allo specialista della riproduzione non riuscendo a ottenere il concepimento desiderato, qualunque sanitario, dal medico di famiglia, al pediatra, al farmacista, al ginecologo, utilizzando le proprie conoscenze, può proporre alla coppia raccomandazioni per aumentare le probabilità di gravidanza. In particolare nell’ambito di un progetto di maternità responsabile (“Pensiamoci prima”, Ministero della Salute - luglio 2016) il Ministero della salute raccomanda la supplementazione con acido folico 400 mcg die per la donna già nel periodo preconcezionale e l’esecuzione di esami di routine per entrambi i futuri genitori (emogruppo, elettroforesi delle emoglobine, sierologia per entrambi i partner e complesso TORCH, eventuale vaccinazione per la rosolia, e Pap test annuale per la donna). Con l’obiettivo di ottimizzare la fertilità è importante che la coppia sia a conoscenza che la fertilità è massima nei primi 3-6 mesi di rapporti non protetti (l’80% concepisce) poi tende a declinare col tempo. Esiste una finestra ovulatoria di 3 giorni pre- e post-picco ovulatorio in cui la capacità di concepimento è massima e raggiunge l’apice il giorno che precede l’ovulazione mentre declina il giorno della presunta ovulazione [1]. Studi dimostrano [2] che l’efficienza riproduttiva aumenta con l’aumentare della frequenza dei rapporti, pertanto sono consigliati 2/3 rapporti a settimana per ottimizzare le probabilità di successo. Gli stessi studi non raccomandano l’uso dei test di ovulazione in quanto spesso sottostimano la finestra fertile con un rischio di falsi positivi di circa il 7% e tendono ad aumentare lo stress [3,4]. Sembra che la valutazione oggettiva dei cambiamenti di consistenza del muco cervicale durante il periodo fertile sia più predittivo rispetto al monitoraggio della temperatura basale [5].

Per quanto riguarda l’attività sessuale è importante informare la coppia della assoluta inattendibilità di alcuni miti e credenze popolari. Non esistono evidenze su specifiche posizioni coitali o postcoitali che facilitino il concepimento, il liquido seminale viene ritrovato all’interno del canale cervicale pochi secondi dopo l’eiaculazione, indipendentemente dal tipo di posizione [6]. Benché poi l’orgasmo femminile sembri promuovere il trasporto degli spermatozoi lungo le vie genitali femminili, non esiste una correlazione tra orgasmo e fertilità [2]. Non esiste neppure evidenza tra specifiche posizioni coitali e sesso del futuro bambino.

Per quanto riguarda lo stile di vita, gli studi raccomandano una dieta sana, varia e ricca di frutta e verdura, ma ci sono poche evidenze sul fatto che alcuni stili alimentari come la dieta vegetariana, le diete povere di grassi animali, supplementazione di antiossidanti e vitamine migliorino la fertilità [2]. Il fumo di sigaretta ha invece un documentato effetto negativo anche sulla capacità di concepimento oltre che sulla salute in senso generale. Un’importante metanalisi [7] ha messo in evidenza come la menopausa tenda ad anticipare da 1 a 4 anni nelle pazienti fumatrici rispetto alle non fumatrici, aumentando inoltre il rischio di aborto precoce sia nelle gravidanze naturali sia in quelle da PMA. Nell’uomo l’impatto del fumo sulla fertilità sembra essere minore, anche se esiste un effetto negativo della sigaretta sulla densità del seme e sulla mobilità degli spermatozoi [8]. Per quanto riguarda l’alcol, ovviamente sconsigliato in gravidanza per gli effetti nocivi sul feto, gli effetti sulla fertilità non sono ancora ben chiari. Sebbene alcuni studi ne abbiano dimostrato l’effetto nocivo, altri invece suggeriscono come un consumo moderato di alcol, in particolare di vino rosso (1 bicchiere al giorno), possa al contrario migliorare le capacità riproduttive proprio per le sue potenzialità. Anche l’uso moderato di caffè (1/2 al giorno) non sembra avere un effetto negativo sulla fertilità [9]. Gli effetti delle droghe leggere sono difficili da valutare in quanto il loro uso è illegale. Un vecchio studio danese [10] dimostra come la prevalenza di infertilità fosse maggiore nelle donne che riferivano uso di marijuana rispetto ai controlli. Un parametro da cui non si può prescindere quando si parla di ottimizzare la fertilità è indubbiamente l’età, in particolare modo della donna. L’età femminile è l’elemento più importante che influenza l’esito riproduttivo, anche facendo ricorso alla PMA, perché con il tempo la potenzialità riproduttiva femminile si riduce mentre aumenta il rischio di aborto spontaneo. La riduzione della riserva ovarica nella partner femminile inizia intorno ai 35 anni con un progressivo e considerevole calo fino al completo esaurimento della funzionalità ovarica dopo i 45 anni. Con il tempo diminuisce il numero di ovociti disponibili e la loro qualità peggiora, ovvero le uova perdono quegli aspetti biologici che le rendono competenti a una gravidanza evolutiva. Quindi le linee guida raccomandano nella paziente over 35 anni di consultare uno specialista dopo 6 mesi finestra di ricerca infruttuosa e comunque prima possibile nella paziente over 40 [2]. Rivolgersi in tempo a personale sanitario competente significa ottimizzare le probabilità di riuscita sia di gravidanza spontanea sia da tecniche di PMA.

Alessandro Verza - ProVita Medical Center, Pavia

Bibliografia

  1. Dunson DB, Baird DD, Wilcox AJ, et al. Day-specific probabilities of clinical pregnancy based on two studies with imperfect measures of ovulation. Hum Reprod 1999;14:1835-9.
  2. Optimizing natural fertility: a committee opinion. Practice Committee of the American Society for Reproductive Medicine in collaboration with the Society for Reproductive Endocrinology and Infertility. Fertil Steril 2017;107:52-8. _2016 by American Society for Reproductive Medicine.
  3. Miller PB, Soules MR. The usefulness of a urinary LH kit for ovulation prediction during menstrual cycles of normal women. Obstet Gynecol 1996;87:13-7.
  4. Pearlstone AC, Surrey ES. The temporal relation between the urine LH surge and sonographic evidence of ovulation: determinants and clinical significance. Obstet Gynecol 1994;83:184-8.
  5. Bigelow JL, Dunson DB, Stanford JB, et al. Mucus observations in the fertile window: a better predictor of conception than timing of intercourse. Hum Reprod 2004;19:889-92.
  6. Kunz G, Beil D, Deininger H, et al. The dynamics of rapid sperm transport through the female genital tract: evidence from vaginal sonography of uterine peristalsis and hysterosalpingoscintigraphy. Hum Reprod 1996;11:627-32
  7. Augood C, Duckitt K, Templeton AA. Smoking and female infertility: a systematic review and meta-analysis. Hum Reprod 1998;13:1532-9.
  8. Zenzes MT. Smoking and reproduction: gene damage to human gametes and embryos. Hum Reprod Update 2000;6:122-31.
  9. Jensen TK, Hjollund NH, Henriksen TB, et al. Does moderate alcohol consumption affect fertility? Follow up study among couples planning first pregnancy. BMJ 1998;317:505-10.
  10. Mueller BA, Daling JR, Weiss NS, et al. Recreational drug use and the risk of primary infertility. Epidemiology 1990;1:195-200.