MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

Il miracolo della vita è sempre possibile

Intervista

PUBBLICATO

Il miracolo della vita è sempre possibile

“Solo il 4% delle pazienti sa della possibilità di preservare la propria fertilità attraverso procedure scarsamente invasive e senza pregiudicare minimamente il percorso terapeutico anticancro”. Questo è quanto ci ha detto la Dott.ssa Mariavita Ciccarone, Aiuto ginecologo presso la struttura ospedaliera pubblica S. Carlo di Nancy di Roma, nel presentare l’associazione Gemme Dormienti di cui è presidente.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

Cosa sono le gemme dormienti?

Si definiscono, in botanica, le gemme che non riescono a svilupparsi come le altre: la Natura non lascia morire le gemme, ma le protegge con una pellicola impermeabile, preservandole per consentirne lo sviluppo l'anno successivo. Le nostre “gemme dormienti” sono pazienti che, a seguito di terapie oncologiche sono destinate a perdere il loro potenziale genitoriale: la invasività delle terapie, necessarie ed indispensabili per la cura della malattia, intacca irrimediabilmente la loro fertilità.

 

Cosa fa la sua associazione?

L'Associazione GD Onlus si occupa di assistere pazienti (in maggior parte donne) dai tre ai trentotto anni, aiutandole a preservare la propria fertilità, messa a repentaglio dalla chemioterapia o radioterapia. In caso di terapie per malattie oncologiche e per alcune patologie croniche invalidanti è fondamentale agire prima dell'inizio delle terapie: l'associazione, infatti, incontra le pazienti all'atto della diagnosi, offrendo loro un percorso terapeutico scientificamente riconosciuto e indirizzandole in strutture pubbliche di eccellenza. L'Associazione accoglie ed “accompagna” la donna nel difficile percorso della preservazione, un problema da affrontare con urgenza, in un momento difficile come quello della diagnosi del tumore, attraverso un supporto psicologico, oltre che strettamente medico.

Quali sono gli obiettivi dell’Associazione?

Il nostro primo obiettivo è la diffusione di informazioni sul tema, scarsamente conosciuto, non solo fra le pazienti ma anche fra i medici: solo il 4% delle pazienti sa della possibilità di preservare la propria fertilità attraverso procedure scarsamente invasive e senza pregiudicare minimamente il percorso terapeutico anticancro. Il nostro sogno è giungere ad una sensibilizzazione capillare sul tema, al punto da costituire una rete multidisciplinare per diffondere la conoscenza e guidare il percorso delle pazienti e delle loro famiglie.

Quali sono i vostri progetti?

Abbiamo organizzato un Corso di Alta Formazione in Oncofertilità. Per la prima volta in Italia, grazie alla sinergia tra Università “Sapienza”di Roma e l'Associazione Gemme Dormienti ONLUS, viene istituito un corso, rivolto a medici specialisti di varie discipline, che affronta i temi della fertilità in pazienti oncologiche. L’obiettivo del corso, sotto la mia direzione e quella del Prof. Paolo Marchetti, è consentire ai medici specialisti in discipline diverse di approfondire lo studio della preservazione della fertilità in pazienti affetti da patologie oncologiche e onco-ematologiche o da malattie croniche invalidanti. Gli operatori che avranno seguito il Corso di Alta Formazione in Oncofertilità potranno acquisire le competenze necessarie a garantire una presa in cura globale del paziente, oltre la mera cura della patologia, a tutela della qualità della vita dopo la guarigione. Il Corso avrà la durata di un anno accademico, organizzato in tre moduli e fornirà crediti formativi universitari ed ECM.

Inoltre, abbiamo commissionato un cortometraggio, La viaggiatrice immobile, molto bello, per far capire a tutti che il miracolo della vita è sempre possibile. Il video è stato diretto da Yael Leibel e racconta il susseguirsi delle stagioni come metafora dell'esperienza che una donna fa del cancro.

Abbiamo chiesto al regista di descrivere la realizzazione di questo cortometraggio.

Come è nata l'idea di realizzarlo?

Ho conosciuto l'associazione Gemme Dormienti e ho subito desiderato dare una mano a promuoverne le attività. La Dottoressa Ciccarone, sapendo che lavoro nell'audiovisivo, mi ha chiesto di fare un video. E' stata una gestazione lunga anche perché tutti abbiamo lavorato in modo quasi volontario.

Come mai hai scelto  l'animazione?

L'animazione lascia molta libertà e mi ha aiutata a raccontare una storia simbolica. Ho scelto di farlo con tempi lunghi e poche inquadrature per comunicare la sensazione di trovarsi senza via di uscita, immobilizzati. Da qui nasce l’idea di rappresentare la donna come un albero, con radici che non le permettono di muoversi lasciandola esposta agli agenti atmosferici. Lo sfondo, sempre identico, ci permette di focalizzare l’attenzione sulla protagonista che è l’unico elemento a subire i cambiamenti.

La malattia è però vista anche come un viaggio e il tempo ciclico permette che all'inverno più cupo segua la primavera, portatrice della rinascita.

Alcune Immagini del Cortometraggio

gemme2

gemme3

gemme1

gemme4

gemme6

gemme5

 

Tu hai scritto e diretto il cortometraggio. Chi ha collaborato?

L’artista Licia Battarra ha realizzato i disegni a mano e li ha in seguito rielaborati digitalmente. Le scelte dell'acquarello e del pastello e di un tratto che varia dalla precisione naÏve all'immediatezza dello schizzo seguono la suggestione favolistica del racconto.

In fase di animazione ha utilizzato la tecnica detta delle “ossa” (figure scomposte in diversi elementi) e l’animazione classica (alternanza veloce di due immagini dello stesso soggetto in due posizioni diverse).

La musica originale è stata composta dalla pianista Ilaria Baleani. Ispirata allo stile francese tardo romantico di autori come Ravel e Debussy, si muove nel binomio descrittività / lirismo. Le scelte strumentali (arpa e coro femminile) accompagnano e rendono omaggio alla femminilità in tutto il suo essere.

Così come l'albero sembra morire anche la musica, inizialmente, descrive gli inverni più profondi in cui la forza della vita continua comunque a pulsare per poi germogliare in un grande inno alla vita.

Simon Basten

CONTATTA L'ESPERTO

Ricevi le risposte ai tuoi quesiti

Fai una domanda

CONTENUTI CORRELATI