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L’importanza delle visite andrologiche in età adolescenziale

Parere degli esperti|timepubblicato il
L’importanza delle visite andrologiche in età adolescenziale

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


L’attenzione per la salute dell’apparato riproduttivo dipende soprattutto dal comportamento individuale di ogni persona. Pur non volendo generalizzare, è evidente che le donne siano maggiormente informate e più adeguatamente seguite dal medico specialista rispetto agli uomini, risultando essere più accurate e diligenti nei confronti della propria salute, compresa quella riproduttiva [1]. A causa di tanti fattori, tra cui un modello culturale che vede l’uomo come una figura forte, non bisognosa di attenzioni, e la donna come una figura più fragile, da tutelare, gli uomini sono portati a sottovalutare l’importanza della prevenzione e dei sintomi, laddove si presentassero, delle patologie dell’apparato genitale. In quest’ottica, mentre le ragazze in età adolescenziale si sottopongono a visite routinarie dal ginecologo (in genere a partire dal menarca), i ragazzi in età adolescenziale sono lontani dal considerare l’idea di una visita andrologica.

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Negli anni della leva militare in Italia, dal 1861 al 2004, è stato possibile attingere ai dati dei check up medici a cui i ragazzi erano sottoposti, e ciò ha permesso lo sviluppo di studi epidemiologici e osservazionali sui giovani di 18 anni. La fine del servizio militare ha avuto un impatto sociale consistente in termini di un più basso livello di attenzione e cura della salute dell’apparato riproduttivo da parte dei ragazzi, e a essa si è accompagnata una più grande difficoltà di effettuare studi e di applicare campagne di prevenzione riguardanti le patologie andrologiche su soggetti apparentemente sani [2]. Mondaini e i suoi colleghi [2] hanno effettuato uno studio di coorte osservazionale-analitico su ragazzi delle scuole superiori, in particolare quelli di età compresa tra i 18 e i 19 anni, che ha coinvolto sei diversi Centri urologici italiani, sotto l’egida della Società Italiana di Andrologia (SIA). Gli urologi hanno esposto ai ragazzi una presentazione corredata da immagini con le più frequenti patologie andrologiche, riconosciute e non, e le loro possibili complicazioni, tra cui l’infertilità. A tutti i ragazzi che hanno partecipato alla presentazione è stato proposto di sottoporsi a una visita andrologica gratuita in un’aula della scuola appositamente riservata per lo scopo la mattina stessa, oppure in ospedale in un altro momento.

Inoltre, è stata selezionata una ridotta coorte di studenti che hanno dichiarato di avere già rapporti sessuali per compilare un questionario anonimo sull’uso dei preservativi e sull’abuso di alcol e droghe. I risultati ottenuti sono schematicamente riportati nelle tabelle sottostanti.

Tabella 1. Distribuzione dei check up medici in sei diversi Centri Urologici italiani [2].

Città Soggetti che hanno partecipato Maschi Maschi che si sono sottoposti a una visita andrologica Soggetti in cui si sono riscontrate patologie andrologiche
Firenze 4434 3501 (78,9%) 1545 (44,1%) 471 (30,5%)
Rimini, Ferrara, Forlì 3831 3831 (100%) 1302 (33,9%) 418 (32,1%)
Savona 300 230 (76,6%) 100 (43,4%) 31 (31%)
Biella 3970 2920 (73,5%) 1950 (66,7%) 634 (32,5%)
Totale 12.535 10.482 (83,6%) 4897 (46,7%) 1554 (31,7%)

Tabella 2. Distribuzione dei casi di singole patologie andrologiche riscontrate durante le visite [2].

Patologia riscontrata N casi – percentuale casi sul totale di maschi sottoposti a visita andrologica
Varicocele 857 – 17,5%
Volume testicolare 61 – 1,2%
Testicolo mobile 202 – 4,1%
Cisti epididimale 57 – 1,1%
Idrocele 24 – 0,5%
Fimosi 49 – 1%
Frenulo corto 160 – 3,2%
Ipospadia 16 – 0,3%
Curvatura congenita del pene 46 – 0,9%
Disordini dello sviluppo sessuale 2 – 0,04%
Ernia inguinale 14 – 0,3%
Micropene 5 – 0,1%
Ginecomastia 61 – 1,2%
Cancro al testicolo 0 – 0%
Totale 1554 – 31,7%

Come si può osservare dai dati, 4897 ragazzi si sono sottoposti a una visita andrologica dopo aver partecipato alla presentazione (il 46,7% del totale dei partecipanti maschi) e 1554 (il 31,7% del totale dei soggetti sottoposti a una visita) hanno avuto una diagnosi di patologia andrologica. Le patologie più frequentemente riscontrate sono il varicocele (17,5%), il testicolo mobile (4,1%) e il frenulo corto (3,2%).

Il varicocele è un’alterazione delle vene testicolari che si presentano dilatate e possono provocare (non sempre) gonfiore e dolore nella zona interessata. Questa dilatazione ha come conseguenza un ristagno del sangue venoso a livello scrotale che porta i testicoli ad avere una temperatura più elevata, cosa che, a lungo termine, può portare ad anomalie nella spermatogenesi in termini di ridotto numero di spermatozoi nell’eiaculato e/o alterata/ridotta motilità degli spermatozoi. In sostanza, il varicocele può diventare una possibile causa di subfertilità/infertilità. Generalmente si rimedia al varicocele tramite chirurgia correttiva.

Per testicolo mobile si intende una condizione in cui il testicolo si trova spostato rispetto alla sua posizione fisiologica all’interno della borsa scrotale, e si posiziona a livello dell’inguine. Le cause di questa risalita del testicolo sono imputabili a un’alterata fissazione del testicolo allo scroto, cosa che ne aumenta la mobilità, o a un’iperattività del muscolo cremastere che, contraendosi, fa risalire il testicolo verso l’addome, o a una pervietà del dotto peritoneo-vaginale che mette erroneamente in comunicazione la cavità scrotale con quella addominale. Questa patologia generalmente non presenta sintomi e la sua cura è semplice (riposizionamento manuale del testicolo o, in alcuni casi, chirurgia correttiva), ma se non trattato può portare a un aumento della temperatura testicolare che, analogamente al caso del varicocele, può alterare la spermatogenesi e dunque la fertilità.

Il frenulo corto è un’anomalia genitale che impedisce la totale esposizione del prepuzio e che può provocare disagi e in taluni casi dolore o rottura del frenulo stesso. Questa patologia è facilmente risolvibile tramite chirurgia e non è causa di problemi di fertilità.

Per quanto riguarda i questionari, è risultato che il 27,8% dei ragazzi non ha mai fatto uso del preservativo, mentre, tra coloro che lo usano, il 90% lo fa per evitare una gravidanza e solo il 7,5% per evitare il rischio di malattie infettive. Il 39,6% dei ragazzi fa uso di droghe, in prevalenza (il 66,6%) cannabinoidi. Inoltre, l’80,8% fa uso di alcol. È ben noto l’effetto negativo dei cannabinoidi e dell’alcol sulla fertilità [3,4].

Questo studio dimostra come non ci sia abbastanza interesse e informazione fra i ragazzi sull’importanza di monitorare la propria salute riproduttiva per evitare le conseguenze di quelle patologie che molto spesso sono asintomatiche o di cui non si è a conoscenza, o che si tende a evitare di considerare a causa dell’impatto psicologico che hanno. Dovrebbe cadere l’errata e diffusa idea che solo le ragazze necessitano di visite ginecologiche e bisognerebbe rendere sempre più abitudinaria la cura dei propri genitali da parte dei ragazzi, aiutandoli a non avere imbarazzo a esporsi su questi argomenti; inoltre, dovrebbe essere routinaria la buona pratica di protezione di se stessi e degli altri nell’ambito della sessualità. Questi obiettivi potrebbero essere raggiunti con relativa facilità e modesto dispendio di risorse a fronte di innegabili vantaggi di salute individuale e collettiva.

Dott.ssa Matilde Zaul - Biologa, Ospedale Umberto I, Lugo (RA)

Bibliografia

  1. Popay J, Bartley M, Owen C. Gender inequalities in health: social position, affective disorders and minor physical morbidity. Soc Sci Med 1993;36:21-32.
  2. Mondaini N, Silvani M, Zenico T, et al. Genital diseases awareness in young male students: Is information necessary to protect them? Arch Ital Urol Androl 2013;85(1):14-9.
  3. Aitken RJ, De Iuliis GN, Finnie JM, et al. Analysis of the relationships between oxidative stress, DNA damage and sperm vitality in a patient population: development of diagnostic criteria. Hum Reprod 2010;25(10):2415-26.
  4. Bari M, Battista N, Pirazzi V, et al. The manifold actions of endocannabinoids on female and male reproductive events. Front Biosci (Landmark Ed) 2011;16:498-516.