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Le Malattie Sessualmente Trasmissibili

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Le Malattie Sessualmente Trasmissibili

Le infezioni trasmesse sessualmente sono un gruppo eterogeneo di malattie il cui unico elemento comune è la condivisione della trasmissione per via sessuale.

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Il cambiamento di concetto, coniato dall' Organizzazione Mondiale della Sanità  nel 1998, sostituendo la terminologia delle malattie sessualmente trasmissibili in quella di infezioni trasmesse sessualmente si basa, in quanto il termine "malattia" non è appropriato per riferirsi a quelle infezioni che sono asintomatiche, passano inosservate alle persone, e che possono avere conseguenze a volte irreversibili.

Le infezioni trasmesse sessualmente sono oggetto di grande attenzione da parte dei medici e dei ricercatori nel campo della medicina riproduttiva.

Molti agenti patogeni causano malattie incurabili, spesso mortali e a volte possono essere trasmesse anche attraverso procedure di inseminazione artificiale. Inoltre, molti di questi agenti patogeni possono essere trasmessi da madri infette al feto o neonato.

Nell'uomo, nel tratto genitale, possono persistere infezioni subcliniche per lunghi periodi di tempo. Diversi virus sono stati individuati nello sperma proveniente da uomini che non manifestavano alcun tipo di sintomo. Tra questi citomegalovirus (CMV), virus di Epstein-Barr (EBV), virus del papilloma umano (HPV), virus dell'epatite B (HBV), virus dell'epatite C (HCV), virus dell'herpes simplex, il virus HIV e anche il batterio Chlamydia trachomatis (CT).

La piospermia è un termine utilizzato per definire concentrazioni anormali di globuli bianchi nel liquido seminale ed è stata definita dalla Organizzazione Mondiale della Sanità  come numero di globuli bianchi superiore al milione per millilitro di sperma. L'elevata concentrazione di globuli bianchi nel liquido seminale viene associato con una ridotta funzionalità  e qualità  degli spermatozoi.

È opinione comune che la piospermia sia un indicatore di infezione del tratto genitale anche se la presenza di batteri è stata rilevata solo in una minoranza dei campioni di sperma di soggetti con piospermia di conseguenza vi sono poche prove di una forte relazione tra l'infezione batterica nel tratto genitale maschile e l'elevata concentrazione di globuli bianchi.

Fanno eccezione le infezioni da Clamidia, un parassita intracellulare, il più diffuso batterio trasmesso sessualmente nei paesi industrializzati, la presenza delle quali è associata a piospermia.

Nonostante le malattie virali trasmissibili sessualmente siano comuni e possano persistere per anni, spesso senza, sintomi oggi è possibile, mediante le moderne tecniche di analisi di biologia molecolare, individuare queste infezioni (dosando il DNA di questi patogeni) e sembra che esse possano essere associate, non solo ad alterazioni dei marcatori dell'infiammazione (velocità  di eritrosedimentazione e proteina C reattiva), ma anche a quelle dei parametri del liquido seminale, alla funzionalità  prostatica e dell'epididimo

È quindi importante intensificare la diagnosi e la cura delle infezioni asintomatiche del tratto genitale maschile.

Dott. Gian Marco Momi - Biologo