Le infezioni sessualmente trasmesse come causa dell’infertilità di coppia

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Le infezioni sessualmente trasmesse come causa dell’infertilità di coppia

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Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) costituiscono un gruppo di malattie infettive molto diffuse in tutto il mondo, sia nei Paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo. Sono causate da microrganismi in grado di colonizzare il tratto genitale femminile e maschile e instaurare processi infettivi spesso asintomatici, condizione che ne favorisce la trasmissione.

Gli agenti patogeni responsabili delle IST si trasmettono principalmente attraverso il contatto con i fluidi biologici infetti (liquido seminale, secrezioni vaginali e saliva); tuttavia, la loro trasmissione può avvenire anche per via ematica e per via materno-fetale.

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Si conoscono circa 30 infezioni sessualmente trasmesse diverse, provocate da batteri, virus, protozoi e parassiti. Le IST più diffuse sono Chlamydia trachomatis, Neisseria gonorrhoeae, Treponema pallidum, Trichomonas vaginalis e Papilloma viruse interessano prevalentemente soggetti nella fascia di età compresa tra i 15 e i 49 anni. Tuttavia, i giovani (età 15-29 anni) rappresentano la popolazione più a rischio.

I fattori principali che ne favoriscono la trasmissione sono i comportamenti sessuali a rischio, come i rapporti sessuali non protetti e l’elevato numero di partner. Tuttavia, gli epidemiologi hanno riconosciuto anche l’importanza del contesto sociale in cui operano i fattori di rischio individuale nel determinare il maggior rischio di trasmissione delle IST. Diversi studi evidenziano, infatti, che la prevalenza delle infezioni sessualmente trasmesse sia maggiore nelle comunità meno avvantaggiate, tra le minoranze etniche, nei soggetti dediti alla prostituzione e alla tossicodipendenza [1-3].

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2016 ha registrato 376 milioni di nuove infezioni causate da batteri nella popolazione sessualmente attiva. In particolare, sono stati 131 milioni i nuovi casi di Chlamydia trachomatis, 78 milioni quelli di Neisseria gonorrhoeae, 6 milioni quelli di Treponema pallidum e 142 milioni quelli di Trichomonas vaginalis. Inoltre nel mondo sono state circa 417 milioni le persone infettate da Herpes simplex di tipo 2 (herpes genitale) e 219 milioni le persone infettate da Papilloma virus.

Le IST sono state maggiormente riscontrate nei Paesi in via di sviluppo, dove la loro diffusione è favorita anche dalle precarie condizioni igienico-sanitarie; tuttavia, queste patologie sono molto diffuse anche nei Paesi sviluppati come l’Europa Occidentale e gli Stati Uniti d’America.

La prevalenza delle infezioni sessualmente trasmesse varia in relazione al genere. Nella popolazione sessualmente attiva, di età compresa tra i 15 e i 49 anni, le infezioni di C. trachomatis e di T. vaginalis sembrano essere più frequenti nelle donne rispetto agli uomini (C. trachomatis 3,8% vs 2,7%; T. vaginalis 5,3% vs 0,6%), mentre la prevalenza dell’infezione non sembra essere correlata al genere nel caso d’infezione da N. gonorrhoeae (0,9% nelle donne e 0,7% negli uomini) e nelle infezioni da T. pallidum (0,5% in entrambi i sessi) [4].

Le infezioni sessualmente trasmesse, se non diagnosticate e adeguatamente trattate, possono incidere negativamente sulla salute riproduttiva dell’individuo e numerosi studi presenti in letteratura supportano l’associazione tra le IST e l’infertilità.

L’infertilità femminile da fattore tubarico è una delle cause d’infertilità più frequenti nelle donne, e nella maggior parte dei casi il danno tubarico è causato dalle infezioni sessualmente trasmesse non trattate. I microrganismi patogeni responsabili delle IST, risalendo lungo il tratto genitale femminile, provocano la malattia infiammatoria pelvica (PID, pelvic infiammatory disease) che nel 15% dei casi è responsabile dell’infertilità da fattore tubarico [5]. L’infiammazione dell’epitelio superficiale delle salpingi (condizione patologica nota come salpingite), infatti, nel tempo può determinare la chiusura delle tube di Falloppio se non diagnosticata e/o adeguatamente trattata. I principali agenti eziologici delle salpingiti sono C. trachomatis e N. gonorrhoeae.

L’infezione persistente di C. trachomatis induce una risposta immunitaria proinfiammatoria a livello tubarico che, attraverso la sintesi delle HSP (heat shock protein, proteine da shock termico), può causare l’occlusione tubarica [6,7], mentre la N. gonorrhoeae influenza negativamente la fertilità femminile poiché, danneggiando l’epitelio delle salpingi, altera la loro capacità di trasporto della cellula uovo verso l’utero e aumenta il rischio di gravidanze extrauterine [8].

Nell’uomo le infezioni sessualmente trasmesse possono causare prostatiti, uretriti, epididimiti e orchiti che se non trattate alterano la qualità del liquido seminale. In particolare, il Papilloma virus sembra essere uno degli agenti patogeni responsabili di IST che maggiormente influenzano la fertilità maschile.

La presenza dell’HPV nel campione di liquido seminale, infatti, riduce sia la concentrazione sia la motilità degli spermatozoi probabilmente a causa dell’aumento della concentrazione degli anticorpi anti-spermatozoi (ASA, antisperm antibodies) prodotti dal sistema immunitario dell’individuo infetto [9].

Studi in vitro hanno inoltre dimostrato che l’infezione da Papilloma virus non influenza il tasso di fertilizzazione degli ovociti, di conseguenza è stato ipotizzato che gli spermatozoi infettati possono fungere da vettore dell’infezione all’interno dell’ovocita fecondato. Di conseguenza l’HPV sarebbe in grado di influenzare negativamente lo sviluppo degli embrioni con conseguente riduzione della capacità d’impianto a livello dalla parete uterina [10]. Se ciò trovasse conferma anche nell’uomo, riuscirebbe a giustificare il minor tasso di gravidanza e la maggiore percentuale di aborto spontaneo che si osservano nelle coppie in cui nel campione di liquido seminale è presente il Papilloma virus [11,12].

Per quanto riguarda, invece, il ruolo dell’HPV nella patogenesi dell’infertilità femminile le evidenze epidemiologiche e i dati a oggi disponibili non permettono ancora di chiarire l’esatta correlazione tra l’infezione e la fertilità femminile. Tuttavia, diversi autori hanno evidenziato che le donne HPV-positive hanno una minore probabilità di ottenere la gravidanza rispetto alle donne HPV-negative, ricorrendo a tecniche sia di primo livello sia di secondo livello, e che l’infezione da Papilloma virus aumenta il rischio di aborto spontaneo [13,14].

In conclusione, considerato il coinvolgimento delle infezioni sessualmente trasmesse come causa dell’infertilità di coppia è importante riuscire a limitare la diffusione degli agenti patogeni infettivi e sviluppare nuovi test diagnostici che permettano una diagnosi precoce dell’infezione al fine di poter intervenire tempestivamente attraverso la somministrazione di una terapia farmacologica efficace in grado di impedire la cronicizzazione dell’infezione.

Per questa ragione l’OMS ha recentemente pubblicato il “Global health sector strategy on sexually transmetted infections 2016-2021”, il cui obiettivo principale è di raggiungere una copertura sanitaria universale attraverso il potenziamento dei servizi di prevenzione, di controllo e di cura delle infezioni sessualmente trasmesse a livello di popolazione, di gruppo e individuale nelle varie categorie di soggetti affetti o a rischio di contrarre le IST [15].

Bibliografia

  1. Biello KB, Pettigrew MM, Niccolai LM. Multiple chlamydia infection among young women: comparing the role of individual- and neighbourhood-level measures of socioeconomic status. Sex Transm Infect 2011;87(7):560-62.
  2. Ford JL, Browning CR. Neighborhoods and infectious disease risk: acquisition of chlamydia during the transition to young adulthood. J Urban Health 2014;91(1):136-50.
  3. Jennings JM, Hensel DJ, Tanner AE, et al. Are social organizational factors independently associated with a current bacterial sexually transmitted infection among urban adolescents and young adults? Soc Sci Med 2014;118:52-60.
  4. Rowley J, Vander Hoorn S, Korenromp E, et al. Chlamydia, gonorrhoea, trichomoniasis and syphilis: global prevalence and incidence estimates, 2016. Bull World Health Organ 2019;97(8):548-562P.
  5. Tsevat DG, Wiesenfeld HC, Parks C, Peipert JF. Sexually transmitted diseases and infertility. Am J Obstet Gynecol 2017;216(1):1-9.
  6. Linhares IM, Witkin SS. Immunopathogenic consequences of Chlamydia trachomatis 60 kDa heat shock protein expression in the female reproductive tract. Cell Stress Chaperones 2010;15 (5):467-73.
  7. Mardh P-A. Tubal factor infertility, with special regard to chlamydial salpingitis. Curr Opin Infect Dis 2004;17 (1):49-52.
  8. Tsevat DG, Wiesenfeld HC, Parks C, Peipert JF. Sexually transmitted diseases and infertility. Am J Obstet Gynecol 2017;216(1):1-9.
  9. Garolla A, Pizzol D, Bertoldo A, et al. Association, prevalence, and clearance of human papilloma virus and antisperm antibodies in infected semen samples from infertile patients. Fertil Steril 2013;99:125-31.
  10. Calinisan JH, Chan SR, King A, Chan PJ. Human papillomavirus and blastocyst apoptosis. J Assist Reprod Genet 2002;19(3):132-6.
  11. Garolla A, Engl B, Pizzol D, et al. Spontaneous fertility and in vitro fertilization outcome: new evidence of human papillomavirus sperm infection. Fertil Steril 2016;105(1):65-72.
  12. Perino A, Giovannelli L, Schillaci R, et al. Human papillomavirus infection in couples undergoing in vitro fertilization procedures: Impact on reproductive outcomes. Fertil Steril 2011;95:1845-8.
  13. Depuydt CE, Verstraete L, Berth M, et al. Human Papillomavirus positivity in women undergoing intrauterine insemination has a negative effect on pregnancy rates. Gynecol Obstet Invest 2016;81:41-6.
  14. Pereira N, Kucharczyk KM, Estes JL, et al. Human Papillomavirus infection, infertility, and assisted reproductive outcomes. J Pathog 2015;2015:578423.
  15. OMS (2016). Global health sector strategy on sexually transmitted infections 2016-2021.
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