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Lavaggio del seme: una sicurezza per le coppie siero-discordanti

Parere degli esperti |time pubblicato il
Lavaggio del seme: una sicurezza per le coppie siero-discordanti

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Si stima che il virus dell’HIV (Human Immunodeficiency Virus, virus dell’immunodeficienza umana) sia diffuso in tutto il mondo con 37 milioni di persone affette, di cui l’80% in età riproduttiva. Le coppie siero-discordanti, nelle quali il partner maschile è affetto da HIV e la partner femminile è sieronegativa, in cerca di una gravidanza si ritrovano a scontrarsi con problematiche come, ad esempio, l’utilizzo di contraccettivi di barriera, indispensabili per la protezione dall’infezione, che impediscono il successo riproduttivo. Di conseguenza tali coppie, al fine di evitare la trasmissione dell’HIV, hanno necessità di accedere a sistemi riproduttivi più sicuri. Qui entrano in gioco le cliniche di PMA (procreazione medicalmente assistita) dove il lavaggio del seme è ormai considerato la miglior strategia per queste coppie.

Il lavaggio del liquido seminale è stato introdotto nel mondo della PMA per la prima volta nel 1989 e da allora la scienza ha fatto passi da gigante riuscendo ad affinare la tecnica e renderla sempre più performante e sicura per la coppia e per il futuro nascituro. Il lavaggio del seme consiste nella separazione degli spermatozoi, che non sono vettori del virus, dal plasma seminale circostante. Ciò avviene collocando l’eiaculato in una provetta posta in centrifuga al fine di abbattere sul fondo la parte cellulare, gli spermatozoi appunto. Il sovranatante, che consiste del solo plasma seminale, dove potrebbero trovarsi particelle di virus, viene eliminato e gli spermatozoi sono risospesi in un terreno di lavaggio per diluire eventuali virus residui. Tale procedura di centrifugazione e lavaggio viene ripetuta diverse volte, per avere la certezza dell’effettivo allontanamento di tutte le particelle virali. A questo punto il campione viene aliquotato e una quota parte crioconservata, mentre un’altra è destinata a un’analisi molecolare come spiegato di seguito. La crioconservazione consiste nel congelare in azoto liquido a –196 °C, allo scopo di mantenere gli spermatozoi vitali per lunghi periodi. Tale procedura di conservazione ha due grandi vantaggi; in primis, dato che il lavaggio richiede tempi tecnici notevoli, permette di eseguire la procedura con grande anticipo rispetto alla tecnica di PMA. In secondo luogo, consente l’esecuzione della suddetta analisi molecolare di amplificazione genica, come ulteriore conferma della riuscita del lavaggio. Questa è una tecnica molto sensibile che ricerca il DNA virale nel campione: se il DNA non viene amplificato, significa che il campione non contiene più il virus. A questo punto, la quota parte crioconservata, HIV-negativa, può essere usata in un ciclo di riproduzione assistita, sia questo un’inseminazione intra-uterina (IUI), un’iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI) o una fertilizzazione in vitro (FIV).

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Sebbene non sia ancora stato dimostrato che il virus dell’epatite C (HCV) abbia una via di trasmissione sessuale, è stato suggerito che coppie siero-discordanti in cui il partner maschile è positivo al virus dell’epatite C accedano ai servizi di PMA con la stessa tecnica di lavaggio del seme precedentemente descritto.

Negli ultimi anni numerosi lavori scientifici hanno confermato la sicurezza della tecnica, dimostrando come, a seguito di lavaggio spermatico, nel ciclo di PMA non sia avvenuta sieroconversione della partner femminile. Gli stessi studi hanno dimostrato che anche per il nascituro la tecnica è ottimale, dato che non sono stati riportati casi di trasmissione di HIV al neonato. Per quanto riguarda le percentuali di gravidanza e il tasso di nati vivi dopo cicli di IUI, ICSI e FIV a seguito del lavaggio del seme, queste sono del tutto paragonabili alle percentuali mondiali standard delle stesse tecniche applicate a coppie sieronegative dove il lavaggio non è praticato.

Per concludere, nelle coppie siero-discordanti dove il partner maschile è sieropositivo ad HIV oppure ad HCV, il lavaggio del seme è la tecnica d’eccellenza da associare alle pratiche di PMA per il raggiungimento di una gravidanza, tenendo presente la sicurezza e la salute della partner femminile e del nascituro. Per questo motivo, è consigliabile che le coppie con tali problematiche accedano ai Centri di PMA dove professionisti esperti possano effettuare il lavaggio del seme al fine di migliorare le chance procreative della coppia stessa.

Claudia Perrini - Biologa presso il laboratorio di Riproduzione, Centro Florence, Firenze

Bibliografia di riferimento

  • Allahbadia GN. Viral Hepatitis and Assisted Reproduction. J Obstet Gynaecol India 2016;66(6):397-403.
  • Zafer M, Horvath H, Mmeje O, et al. Effectiveness of semen washing to prevent HIV transmission and assist pregnancy in HIV-discordant couples: a systematic review and meta-analysis. Fertil Steril 2016;105(3):645-55.
  • Zakarin Safier L, Sauer MV. Fertility care interventions should be provided as the first line options for HIV+ serodiscordant couples who desire children in settings with affordable access to care, regardless of their fertility status. J Int AIDS Soc 2017;20(Suppl 1):21294.