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L’acido acetilsalicilico nella prevenzione dell’aborto ripetuto

Parere degli esperti |time pubblicato il
L’acido acetilsalicilico nella prevenzione dell’aborto ripetuto

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


L’aborto ripetuto, tradizionalmente definito come 3 o più interruzioni spontanee di gravidanza prima della 20a settimana di gestazione, rappresenta un problema di non poco peso nelle donne in età riproduttiva [1], presentandosi nell’1-2% di tutte le gravidanze [2].

Mentre in circa la metà dei casi non è possibile stabilire la causa certa dell'interruzione, nella rimanente metà le cause risultano essere principalmente di origine genetica o dovute ad anomalie di tipo anatomico, malattie endocrine, trombofilia e disordini del sistema immunitario.

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L’associazione tra aborto ripetuto e trombofilia su base ereditaria viene riportato da diversi autori a partire dal 1996 [3]. Vari tipi di polimorfismi sembrano rivestire un ruolo importante [4-6].

La trombofilia può inoltre causare morte intrauterina, pre-eclampsia e distacco di placenta [7].

Le cause di tali complicanze ostetriche si ritrovano in un inadeguato afflusso di sangue dovuto ad alterati meccanismi di regolazione dell’emostasi, che su base ereditaria coinvolgono il fattore II e V di Leiden, mutazioni dell’enzima MTHFR della proteina C ed S e antitrombina III. Trombofilie acquisite sono più spesso dovute alla presenza di anticorpi antifosfolipidi (es. anticoagulante lupico e anticorpi anticardiolipina) [8].

Riconosciute le eventuali cause, la possibilità di portare a termine la gravidanza dipenderà dal raggiungimento di una sufficiente perfusione utero-placentare dato che i disordini dell’emostasi possono causare fenomeni di ostruzione a livello dei vasi placentari, determinando le varie complicanze ostetriche e l’aborto stesso. I dati relativi a tale associazione presenti in letteratura sono ancora oggi limitati, ciò nonostante la profilassi antitrombotica viene utilizzata per prevenire dette complicanze [9]. La tromboprofilassi viene inoltre suggerita in caso di presenza di anticorpi antifosfolipidi [10].

Ulteriori fattori di rischio sono rappresentati dall’età della paziente, stress, peso corporeo; cause maschili possono suggerire inoltre uno studio di approfondimento della qualità spermatica, specie in partner maschili con uno stile di vita non sano (fumo, alcol, eccessivo peso corporeo ecc.) [11].

La coppia che vive l’esperienza di un aborto ripetuto affronta certamente un impatto emotivo molto complesso nei confronti della problematica, pertanto particolare attenzione deve essere posta dal consulente nella valutazione di questi casi. La consulenza deve prevedere il giusto tempo per porre le domande necessarie, la corretta valutazione, eventuale ripetizione e discussione, specialmente quando il paziente si presenta stressato e ansioso. È fondamentale mostrare capacità di saper ascoltare e vivere in forma empatica la consulenza stessa, mostrando rispetto per la coppia, spiegandosi con linguaggio semplice e chiaro ed evitando false rassicurazioni.

Ruolo dell’acido acetilsalicilico

L’utilizzo dell’acido acetilsalicilico a basso dosaggio potrebbe essere benefico nelle pazienti con abortività ripetuta e presenza di anticorpi antifosfolipidi, prevenendo fenomeni di trombosi nei vasi placentari.

Parimenti, l’utilizzo dell’eparina potrebbe essere vantaggioso nell’aborto ripetuto per il legame che crea con gli anticorpi antifosfolipidi, proteggendo così il trofoblasto (placenta) dal loro attacco, promuovendo così la fase di impianto iniziale, cui si aggiunge la sua attività anticoagulante.

Dati emergenti da una review della letteratura sottolineano però che, qualsiasi sia il regime terapeutico utilizzato e l’anticoagulante impiegato, non sembra evidenziarsi un beneficio in termini di bimbi nati e gravidanze a termine [12].

In relazione alla considerevole variabilità nel metodo di ricerca, il basso numero di pazienti studiati e l’assenza in alcuni casi di gruppi di confronto trattati col placebo, come pure le differenze nelle scelte terapeutiche e la loro durata, i risultati di questi studi non sono soddisfacenti. Ad oggi, pertanto, l’utilizzo della profilassi e della terapia anticoagulante con acido acetilsalicilico ed eparina è ancora controverso.

Dott. Antonio Monaco - Promea, Torino

Bibliografia

  1. Beak KH, Lee EJ, Kim YS. Recurrent pregnancy loss: the key potential mechanisms. Trends Mol Med 2007;13:310-7.
  2. Carson A, Branch W. Management of recurrent early pregnancy loss, Compendium selected publications. American College of Obstetricians and Gynecologists. Washington, DC, 2001;372-83.
  3. Sanson BJ, Friederich PW, Simoni P, et al. The risk of abortion and stillbirth in antithrombin-, protein C-, and protein S-deficient women. Thromb Haemost 1996;75(3):387-8.
  4. Robertson L, Wu O, Langhorne P, et al. Thrombophilia in pregnancy: systematic review. Br J Haematol 2006;132(2):171-96.
  5. Kovac M, Mitic G, Mikovic Z, et al. Thrombophilia in women with pregnancy-associated complications: fetal loss and pregnancy related venous thromboembolism. Gynecol Obstet Invest 2010;69(4):233-8.
  6. Mitic G, Kovac M, Povazan L, et al. Inherited thrombophilia is associated with pregnancy losses that occur after 12th gestational week in Serbian population. Clin Appl Thromb Hemost 2010;16(4):435-9.
  7. Nadar S, Blann AD, Kamath S, et al. Platelet indexes in relation to target organ damage in high-risk hypertensive patients: a substudy of the Anglo-Scandinavian Cardiac Outcomes Trial (ASCOT). J Am Coll Cardiol 2004;44:415-22.
  8. John H. Antiphospholipid syndrome: an overview. Can Med Assoc J 2003;168(13):1675-82.
  9. Kher A, Bauersachs R, Nielsen JD. The management of thrombosis in pregnancy: role of low-molecular-weight heparin. Thromb Haemost 2007;97:505-13.
  10. Pattison NS, Chamley LW, Birdsall M, et al. Does aspirin have a role in improving pregnancy outcome for women with the antiphospholipid syndrome? A randomized controlled trial. Am J Obstet Gynecol 2000;183:1008-12.
  11. De Santis M, Cavaliere AF, Straface G, et al. Inherited and acquired thrombophilia: pregnancy outcome and treatment. Reprod Toxicol 2006;22:227-33.
  12. De Jong PG, Kaandorp S, Di Nisio M, et al. Aspirin and/or heparin for women with unexplained recurrent miscarriage with or without inherited thrombophilia. Cochrane Database Syst Rev 2014 Jul 4;(7):CD004734.