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La somministrazione di progesterone nella fase luteale migliora i risultati dei cicli di stimolazione ovarica

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La somministrazione di progesterone nella fase luteale migliora i risultati dei cicli di stimolazione ovarica

In una casistica di donne con sindrome dell’ovaio policistico, resistenti al clomifene e trattate con gonadotropine ricombinanti, la somministrazione di progesterone nella fase luteale ha migliorato i risultati dei cicli di trattamento in termini di gravidanze ottenute.

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La fase luteale è quel periodo della funzione dell’ovaio nel quale le cellule che formavano il follicolo ovarico, vale a dire il contenitore della cellula uovo, si trasformano nel cosiddetto corpo luteo. Questo produrrà progesterone ed estrogeni e, soprattutto il primo dei due ormoni, è importante per l’impianto dell’embrione nell’utero.

Yazici e colleghi hanno selezionato una casistica di 110 donne con Sindrome dell’ovaio policistico (Polycystic Ovary Syndrome: PCOS) che avevano eseguito precedenti cicli con il clomifene, un farmaco comunemente impiegato in questa condizione, senza ottenere una corretta ovulazione. Centodieci di esse sono state trattate con ormone follicolo-stimolante ricombinante e inseminazione intrauterina, per un massimo di tre cicli. L’inseminazione intrauterina è una procedura che comporta il posizionamento di sperma all’interno dell’utero per facilitare il concepimento.

Le donne, così selezionate e trattate, sono state suddivise in due gruppi, uno dei quali ha assunto progesterone nella fase luteale e l’altro che, non ricevendolo, ha costituito il gruppo di controllo. I criteri di valutazione dell’efficacia sono stati la frequenza di gravidanze cliniche conseguite e le nascite per ciclo. Si è ottenuto un totale di 38 gravidanze, con una frequenza complessiva del 15% di gravidanze per ciclo. La frequenza di gravidanze cliniche e quella di nascite per ciclo sono state del 18.9% e del 16.8%, rispettivamente, nel gruppo che ha ricevuto progesterone nella fase luteale.

Gli autori dello studio hanno concluso che, pur non avendo rilevato differenze statisticamente significative, la somministrazione di progesterone nella fase luteale ha determinato un aumento del 6.7% della frequenza di gravidanze cliniche e del 6.1% di nascite, quindi, a loro parere, tale terapia può presentare vantaggi clinici.

Tommaso Sacco

Fonte: Role of luteal phase support on gonadotropin ovulation induction cycles in patients with polycystic ovary syndrome; Journal of Reproductive Medicine, 2014 Jan-Feb;59(1-2):25-30.

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