La gravidanza in epoca Covid-19

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La gravidanza in epoca Covid-19

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La pandemia da Covid-19 ha stravolto il nostro modo di vivere e di relazionarci con gli altri, costringendoci ad adeguare lo stile di vita alle esigenze imposte dalla diffusione del virus. Dal punto di vista sanitario, la situazione pandemica ha avuto risvolti drammatici in tutti i Paesi. In Italia, la Sanità pubblica è stata più volte sull’orlo del collasso, e tuttora sono presenti criticità anche gravi a tutti i livelli. 

Nel frattempo assistiamo al sorgere di diverse forme di interazioni digitali e a distanza che caratterizzano la relazione medico-paziente: consulenze on line, corsi virtuali di preparazione al parto, invio di risultati di esami tramite smartphone, dunque una serie di tendenze che lasciano intravedere una nuova centralità della telemedicina nell’ostetricia post-Covid-19 e un ripensamento dello spazio domestico come un luogo in cui, non solo in tempi di emergenza sanitaria, è possibile portare avanti la riproduzione umana [1].

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Sin dal suo inizio, la pandemia ha generato nella popolazione sentimenti di ansia, paura del contagio, disorientamento su che cosa fare per evitarlo, incertezze sul trattamento della malattia e sulle possibilità di guarigione. Tale situazione risulta essere ancor più critica per le coppie che affrontano un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA) e dunque per il loro progetto di futura gravidanza.

Da un’intervista pubblicata su Maternity Service a cura di S. Marshall (Royal College of Midwives) traspare tutta l’ansia per questa situazione: “all’inizio della mia gravidanza non immaginavo di dover affrontare il parto durante una pandemia globale… questo non era il momento ideale per essere incinta…”.

Le coppie con problemi di fertilità meritano una speciale considerazione: sono particolarmente penalizzate dall’incertezza sull’inizio del percorso di riproduzione medicalmente assistita, dalle limitazioni che vengono imposte di volta in volta a seconda del decorso della pandemia e dal dubbio sulle conseguenze per la gravidanza, per il feto e soprattutto per il nascituro, nel caso di un eventuale contagio. In questo contesto di incertezza che spingerebbe a un’attesa, sappiamo bene che il fattore tempo è un parametro imprescindibile che contrasta con il successo delle tecniche di riproduzione medicalmente assistita.

I dati attualmente disponibili

Lo scenario pandemico riguardante le donne in gravidanza è in continua evoluzione, ma ad oggi nessuna review ha valutato in modo completo i dati comparativi tra donne gravide, donne in gravidanza iniziale e donne non gravide affette da Covid-19 [2].

I pochi dati attualmente disponibili (ACOG 25/09/2020) suggeriscono che la gravidanza non sembra aumentare la suscettibilità all’infezione e la maggior parte delle pazienti gravide (>90%) guarisce [2]; tuttavia, le pazienti gravide con Covid-19 sembrano registrare un aumentato rischio di decorso grave della malattia se comparate con le non gravide (rischio più elevato di ricorso alla terapia intensiva per Covid-19).

Le comorbilità preesistenti, l’elevata età materna e l’elevato BMI sembrano essere fattori di rischio da considerare gravi per il Covid-19 [2]. Il quadro clinico, la sintomatologia e l’andamento della malattia da Covid-19 in gravidanza hanno un decorso prolungato e non specifico durante la gravidanza e nelle 6 settimane successive al parto [3].

C’è da registrare che i tassi di natalità pretermine sono più alti nelle donne in gravidanza con Covid-19 rispetto a quelle in gravidanza senza la malattia; in particolare, le donne gravide infettate, soprattutto quelle che sviluppano polmonite, sembrano avere un rischio aumentato di parto prematuro e taglio cesareo, dato comunque non confermato da tutti gli studi [4,5].

Oltre il 95% dei nati è risultato in buone condizioni. È ancora incerto se vi sia in questi casi una infezione intrauterina da trasmissione transplacentare: sono stati pubblicati ad oggi solo 2 casi ben documentati di verosimile trasmissione verticale transplacentare [6,7]. La febbre, sintomo molto comune nell’infezione da Covid-19, può essere teoricamente problematica nel primo trimestre di gravidanza, in quanto l’aumento della temperatura materna durante l’organogenesi può essere associato a un aumento delle anomalie congenite e del rischio di aborto spontaneo [8], ma al momento non vi sono dati sufficienti di una azione diretta del virus sul feto. Inoltre, la frequenza di aborto spontaneo non sembra essere aumentata nelle donne gravide infette, ma i dati sul primo trimestre di gravidanza sono limitati [9,10].

Un esempio significativo: prima di questa “2a ondata Covid-19” in Italia era giunta notizia (Ruggiero Corcella – Corriere della Sera; maggio 2020) che era stato lanciato il Registro europeo dei casi di Covid pediatrico e neonatale (Epicentre: Espnic Covid pEdiatric Neonatal REgistry) da parte della ESPNIC (European Society for Pediatric and Neonatal Intensive Care). Il professor Daniele De Luca, presidente eletto di ESPNIC  alla guida della divisione di Terapia intensiva neonatale e pediatrica all’ospedale Antoine-Béclère, AP-HP Università Paris Saclay, spiegava: “Il Registro nasce con un complesso lavoro di gruppo. Finora non esisteva alcuno strumento di ricerca epidemiologica e multidisciplinare sul Covid-19 neonatale e pediatrico ed è diventato un registro mondiale visto che oltre cento Centri e network anche extraeuropei hanno aderito». Epicentre ha visto anche la collaborazione della Società Italiana di Neonatologia.

“Questo registro ci consentirà di comprendere meglio la malattia, prevenire la trasmissione del virus ai neonati riducendo il più possibile il lato negativo della separazione madre/neonato e dirigere meglio la terapia nei bambini affetti da Covid-19. Speriamo che questi dati possano essere utili anche alla migliore comprensione della malattia dell’adulto”.

Concludendo, si sente forte la necessità di creare un registro delle gravidanze in epoca Covid-19, che potrebbe risultare utile e opportuno al fine di raccogliere dati omogenei, facilmente analizzabili e confrontabili, così da informare e confortare le coppie che si accingono al progetto genitoriale.

Bibliografia

  1. Chiara Quagliarello. Storie virali. Partorire ai tempi del contagio, treccani.it/magazine/atlante/cultura, 6 aprile 2020.
  2. Allotey J, Stallings E, Bonet M, et al. Clinical manifestations, risk factors, and maternal and perinatal outcomes of coronavirus disease 2019 in pregnancy: living systematic review and meta-analysis. BMJ 2020 Sep 1;370:m3320.
  3. Afshar Y, Gaw SL, Flaherman VJ, et al. Clinical presentation of Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) in pregnant and recently pregnant people. Obstet Gynecol 2020 Dec;136(6):1117-25.
  4. Khalil A, von Dadelszen P, Draycott T, et al. Change in the Incidence of Stillbirth and Preterm Delivery During the COVID-19 Pandemic. JAMA 2020 Jul 10;324(7):705-6.
  5. Ahlberg M, Neovius M, Saltvedt S, et al. Association of SARS-CoV-2 Test Status and Pregnancy Outcomes. JAMA 2020 Nov 3;324(17):1782-5.
  6. Kirtsman M, Diambomba Y, Poutanen SM, et al. Probable congenital SARS-CoV-2 infection in a neonate born to a woman with active SARS-CoV-2 infection. CMAJ 2020;192(24):E647-E650.
  7. Vivanti AJ, Vauloup-Fellous C, Prevot S, et al. Transplacental transmission of SARS-CoV-2 infection. Nat Commun. 2020 Jul 14;11(1):3572
  8. Li DK, Janevic T, Odouli R, Liu L. Hot tub use during pregnancy and the risk of miscarriage. Am J Epidemiol 2003 Nov 15;158(10):931-7.
  9. Elshafeey F, Magdi R, Hindi N, et al. A systematic scoping review of COVID-19 during pregnancy and childbirth. Int J Gynaecol Obstet 2020 Jul;150(1):47-52.
  10. Yan J, Guo J, Fan C, Juan J, et al. Coronavirus disease 2019 in pregnant women: a report based on 116 cases. Am J Obstet Gynecol 2020 Jul;223(1):111.e1-111.e14.
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