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In Italia l’età più avanzata delle mamme d’Europa: il primo figlio arriva dopo i 30 anni

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In Italia l’età più avanzata delle mamme d’Europa: il primo figlio arriva dopo i 30 anni

Secondo l’ultimo rapporto Eurostat sui dati di natalità e fecondità relativi all’anno 2014, l’Italia si è guadagnata il primo posto in Europa per l’età più avanzata in cui si dà alla luce il primo figlio, anche se aumenta il numero complessivo delle nascite.

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Il 15 Marzo scorso è stato pubblicato l’ultimo rapporto Eurostat, l’ufficio che si occupa delle indagini statistiche dell’Unione Europea, sui diversi tassi di natalità e fecondità nei vari paesi europei: nel 2014 nell’Unione Europea sono nati 5.132.000 bambini, un dato in aumento rispetto ai 5.063.000 del 2001. Il nostro paese si classifica al quarto posto tra gli stati membri per numero di nascite (502.596), dietro a Francia (819.328), Regno Unito (775.908) e Germania (714.927) e seguita da Spagna (426.076) e Polonia (375.160). Le neo mamme italiane, tuttavia, sono quelle con l’età media più elevata in Europa in cui si arriva ad avere il primo figlio, ovvero 30.7 anni, rispetto ad una media europea di quasi 29 (28.8). E di gran lunga superiore a quella del paese dove si partorisce il primo figlio in età più giovane, la Bulgaria, in cui l’età media delle neo mamme è di poco superiore ai 25 anni (25.8).

In Italia, inoltre, a pari merito con la Slovacchia, si registra uno dei più bassi tassi di fecondità rispetto agli altri paesi, con un numero medio di figli per donna di 1.37, ben al di sotto del 2.1 che viene considerato il livello di nascite ideale nei paesi sviluppati per mantenere costante le dimensioni della popolazione, senza tenere conto delle migrazioni in entrata o in uscita.

A dire il vero il solo paese europeo in cui è stato registrato un tasso di fecondità superiore a 2, anche se di poco, è stato la Francia (2.01 bambini in media per donna), visto che nella maggior parte delle altre nazioni il valore si attesta al di sotto di 1.8, ad eccezione di Irlanda (1.94), Svezia (1.88) e Regno Unito (1.81). Fanalini di coda sono invece Portogallo (1.23), Grecia (1.30), Cipro (1.31), Spagna e Polonia (entrambi 1.32).

Nella maggior parte degli stati membri, tuttavia, il tasso di fecondità è aumentato rispetto al 2001, seppur di poco. Così anche in Italia, dove si è registrato un lieve +0.12 che ci pone comunque al di sotto di altri aumenti più consistenti osservati ad esempio in Lettonia (+0.43), Repubblica Ceca (+0.38), Slovenia (+0.37), Lituania (+0.34), Bulgaria (+0.32) e Svezia (+0.31). Considerando i 68.552 bambini nati in più rispetto al 2001, gli aumenti maggiori, in percentuale, sono stati osservati in Svezia (+25.6%), Repubblica Ceca e Slovenia (entrambi +21.1%), Irlanda (+16.3%) e Regno Unito. Le maggiori riduzioni nelle nascite, invece, spettano a Portogallo (-27.0%), Olanda (-13.5%), Danimarca (-13.1%) e Romania (-12.4%).

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Eurostat

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