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Inseminazione intrauterina (IUI): primo approccio all'infertilita' di coppia

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Inseminazione intrauterina (IUI): primo approccio all'infertilita' di coppia

Da quando Spallanzani nel 1777, riuscì a fecondare una cagna attraverso un'inseminazione, si ritenne di poter applicare questa tecnica anche all'uomo per risolvere i casi di sterilità . Il primo successo nella specie umana risale al 1799, epoca in cui il celebre chirurgo Inglese Hunter convinse un uomo ipospadico (malformazione congenita per cui l'uretra sbocca nella parte ventrale del pene con incurvamento del pene e conseguente difficoltà  ad eiaculare in vagina) ad iniettare il suo seme nella vagina della donna.

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Girault nel 1838 fu il primo ad applicare una sonda, contenente il seme, all'interno del collo dell'utero, soffiando poi dall'altro capo di essa per far penetrare lo sperma. Nello stesso periodo l'Ostetrico Americano Sims dichiarò di ottenere con una tecnica simile il 10% dei successi.

Da allora i tentativi si moltiplicarono tanto che, all'inizio di questo secolo, l'inseminazione artificiale omologa (ottenuta posizionando il liquido seminale nella vagina o nel collo dell'utero) venne praticata a domicilio o addirittura in speciali Cliniche, non solo in casi di impotentia coeundi (incapacità  ad avere rapporti sessuali per mancata erezione), ma anche in quei casi in cui si riteneva che il seme non fosse sufficientemente adatto alla fecondazione. Si tenga presente che il codice Canonico considerava l'impotentia generandi (incapacità  a generare dovuto alla qualità  del liquido seminale) maschile, cioè l'assenza di semen bonum (liquido seminale normale per numero, mobilità  e morfologia e in grado di concepire), come causa di nullità  del matrimonio.

I successi però erano modesti anche perché, come è noto, fino alle ricerche di Ogino (1930) e Knaus (1929) non si conosceva il momento dell'ovulazione tanto che si riteneva che avvenisse pochi giorni prima della mestruazione.

L'identificazione del momento dell'ovulazione ha permesso all'inseminazione intrauterina di ottenere un miglioramento, in termini di gravidanze, non solo nell'impotentia coeundi (vedi sopra) ma anche nei casi di modesto deficit spermatico, cioè quando il liquido seminale presenta lieve insufficienza o del numero o della mobilità  o della forma degli spermatozoi, e di alterazione del muco presente nel collo dell'utero. Malgrado, nel corso degli anni, si sia associato all'inseminazione l'utilizzo di farmaci per la stimolazione controllata dell'ovulazione, ciò non è stato sufficiente ad impedire che l'inseminazione intauterina sia stata sempre meno considerata nella cura della sterilità  o, per lo meno, giudicata di scarso interesse rispetto alla nuove tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA).

Diversi autori rilevarono però, come i successi ottenuti con le tecniche di PMA potevano essere dovuti non solo alla metodica stessa, ma anche al trattamento della stimolazione di una ovulazione multipla che portava ad un aumento delle possibilità  di fecondazione.

Le tecniche di inseminazione intrauterina (IUI)  prevedono il posizionamento degli spermatozoi, selezionati e migliorati in laboratorio, nella cavità uterina, ottengono così migliori successi combinando:

  • una stimolazione dell'ovaio finalizzata ad ottenere un maggior numero di ovociti
  • la preparazione del liquido seminale per una migliore selezione spermatica (ottenuta mediante centrifugazione e successiva incubazione con terreni di coltura energizzanti, con successiva selezione un maggior numero di spermatozoi più mobili e di forma normale)
  • l'avvicinamento dei due gameti: cellula uovo e spermatozoo.

La IUI è una tecnica cosiddetta di primo livello, in quanto ambulatoriale, si distingue dalle tecniche di secondo e terzo livello come;

  • la FIVET: Fecondazione In Vitro e Trasferimento di Embrione - detta anche fecondazione in provetta, in quanto si mettono vicini spermatozoi e ovociti per l'appunto in una provetta per fare avvenire la fecondazione;
  • l' ICSI: Iniezione Spermatica Intra Citoplasmatica - in questo caso si inietta un solo spermatozoo con una pipetta direttamente dentro il citoplasma della cellula uovo;
  • la TESE: Estrazione Spermatica dal Testicolo - con un piccolo intervento chirurgico si prendono piccoli frammenti di tessuto testicolare, per verificare la presenza di spermatozoi da utilizzare, con la ICSI, per fecondare la cellula uovo;

nelle quali si richiede un intervento chirurgico per prelevare gli ovociti (FIVET-ICSI) che gli spermatozoi (TESE).

L'IUI può essere utilizzata nell'ambito di un ciclo naturale della donna, oppure può essere associata, se necessario in base al tipo di problema alla base della infertilità  della coppia, ad una stimolazione ovarica, con farmaci che aumentano il numero di follicoli ("contenitori" di cellule che racchiudono le cellule uovo) che maturano e utilizzando tecniche di preparazione del liquido seminale finalizzate a selezionare un numero adeguato di spermatozoi con buona mobilità  e di forma normale.

Prima di accedere alla tecnica la coppia viene studiata eseguendo:

    • Dosaggi ormonali di ormone follicolostimolante (FSH), ormone luteinizzante (LH), estradiolo, inibina B, ormone anti-mulleriano (AMH) in seconda oppure terza giornata del ciclo e progesterone, prolattina (PRL), estradiolo, TSH, FT3, FT4 in seconda fase del ciclo cioè dopo 7-8 giorni dall'ovulazione.
    • Il tempo dell'ovulazione con monitoraggio ecografico follicolare a partire dal 7°-9° giorno del ciclo fino all'ovulazione.
    • Il Post Coital Test, vale a dire di un esame eseguito dopo un rapporto sessuale, da eseguire in fase ovulatoria. Dopo 6-8 ore dal rapporto , si preleva dalla vagina della donna il muco cervicale per valutare se gli spermatozoi sono sopravvissuti fino a quel momento. Esso ci dà  informazione sia sulla quantità  e qualità  del muco cervicale sia sulla presenza, vitalità  e mobilità  degli spermatozoi e soprattutto sulla compatibilità  tra spermatozoi e muco cervicale.
    • Una valutazione del liquido seminale seguendo i parametri del organizzazione mondiale della sanità  (OMS) (1999):
      • Volume 2-6 ml
      • Numero spermatozoi/ml 20 X 10 6
      • Mobilità  veloce + lenta ≥ 50%
      • Forme normali ≥ 30%
    • Infine la valutazione della pervietà  tubarica con raggi X (Isterosalpingografia) o ultrasuoni (Sonoisterosalpingografia) in quanto l'incontro tra ovocita e spermatozoi, ossia la fecondazione, avviene all'interno della tuba.