Infertilità e PMA: aspetti psicologici e relazionali

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Infertilità e PMA: aspetti psicologici e relazionali

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Desiderare un figlio e sperimentare l’impossibilità di concepirlo è un’esperienza dolorosa. La condizione d’infertilità di una coppia conduce i suoi componenti a vivere un’esperienza psicologica, relazionale e sociale molto complessa, spesso legata a un vissuto di disperazione emotiva.

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L’infertilità è una patologia che compromette gravemente l’equilibrio e la qualità di vita delle persone che non riescono a realizzare il desiderio di genitorialità. I progressi della scienza e l’avvento delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) hanno contribuito, infatti, solo in parte a risolvere il dramma di queste coppie.

Molte ricerche hanno messo in evidenza il grande disagio vissuto da coloro che non riescono a concepire un figlio naturalmente e il trauma che tale esperienza comporta anche negli individui che, pur affidandosi alle tecniche di PMA, non riescono a realizzare il sogno di diventare genitori.

La crisi di vita della coppia

L’infertilità è una patologia che provoca una serie di ripercussioni a livello psicologico ed emotivo. Sono note alla comunità scientifica le difficoltà psicologiche che caratterizzano la condizione d’infertilità, riconosciuta ormai come una «crisi di vita» che coinvolge sia l’individuo che la coppia [1].

L’infertilità è una «variabile imprevista» [2], che ostacola la possibilità di realizzare il progetto condiviso di concepire un figlio, diventare genitori e, in futuro, nonni. È un evento traumatico che può minare la salute psicofisica degli individui e gli equilibri della coppia, ma anche la qualità della relazione coniugale e sessuale.

Dopo la comunicazione della diagnosi, la coppia è invasa da un turbinio di emozioni, sensazioni e stati d’animo spesso anche contrastanti: sensazioni di delusione, impotenza, dolore, rabbia e senso di fallimento che conducono la coppia a percepirsi malata, diversa e inadeguata.

La scoperta e la consapevolezza dell’infertilità diviene causa di alterazione della vita della coppia, motivo di sofferenza e di angoscia. Essa sviluppa una rottura nella continuità dei processi di evoluzione della personalità, alterando la percezione di sé e del proprio corpo, incrinando i meccanismi più profondi dell’identificazione: l’essere uomo e l’essere donna [3].

L’identità dell’uomo e della donna possono entrare in crisi: nella donna, durante la gestazione, il Sé nello spazio si esprime in uno speciale senso di completezza che la fa sentire in grado di accogliere, contenere, trattenere, respingere e infine di creare, rispettando in tal modo il proprio mandato materno. “Per l’uomo il bambino è la riedizione di sé, è la prova del permanere della famiglia nelle generazioni: è la realizzazione della continuità del Sé nel tempo. La coppia sterile sente che le è preclusa la possibilità di entrare nel ruolo di genitori” [3].

L’immagine di sé che si sviluppa è una immagine personale negativa, caratterizzata da un flusso di emozioni difficilmente governabili. Le persone si trovano a vivere ambivalenti sentimenti di vergogna e di invidia verso chi ha avuto la possibilità di procreare. Si disprezzano e si sentono disprezzati per questa loro incapacità. La coppia avverte in principio un vero e proprio shock, a cui non era preparata. Ciò mette in crisi il loro sistema di valori, le loro convinzioni, i progetti e le speranze e si sviluppa un sentimento di perdita, che per certi aspetti risulta simile a quello che viene provato quando ci si trova in una situazione di lutto vero e proprio [4].

Che cosa accade quando si intraprende un percorso di procreazione medicalmente assistita?

La PMA è un trattamento che può a sua volta suscitare una serie di vissuti, sia emotivi che psicologici, che coinvolgono la coppia e il singolo futuro genitore. Iniziare un percorso di riproduzione, fecondazione assistita, infatti, significa per molte coppie intraprendere un cammino che spesso si rivela lungo e faticoso e per questa ragione è fondamentale rendere tale percorso meno doloroso.

L’attesa genera ansia e paura a causa dell’impossibilità di prevedere e controllare il risultato e la coppia vive nella speranza ma anche nel timore del fallimento. Questi vissuti chiaramente si ripercuotono sia in caso di insuccesso sia nel caso di successo.

La fine di un trattamento è un momento delicato: coloro che si confrontano con il successo provano gioia e soddisfazione ma vivono anche molte preoccupazioni durante la gravidanza e dopo la nascita del bambino.

Spesso queste coppie, anche quando riescono a concepire il figlio, vivono il periodo della gravidanza, ma anche la nascita e la crescita del bambino, con uno stato di ansia molto elevato. La paura che li ha accompagnati in precedenza, se non gestita, può metterli nella condizione di crescere questi figli iper-proteggendoli. I bambini nati all’interno delle coppie dopo anni d’investimenti e di attese, infatti, appaiono più vulnerabili e preziosi per i genitori.

Quando, invece, il trattamento non va a buon fine, i partner si confrontano nuovamente con un insuccesso che provoca molta sofferenza, la cui entità dipende dalla loro storia, dal tipo di risorse individuali e di coppia e dal numero di tentativi falliti in precedenza.

Conclusioni

Iniziare un percorso di procreazione assistita, dunque, significa per molte coppie intraprendere un cammino che spesso si rivela lungo e faticoso e per tale motivo è fondamentale rendere tale percorso meno doloroso. A questo fine vengono descritti i benefici che possono derivare dall’accompagnamento psicologico prima, durante e dopo un trattamento di riproduzione assistita.

L’importanza del supporto e della consulenza psicologica è stata sottolineata anche dal Consiglio Superiore della Sanità che si è espresso in merito alla necessità di offrire un adeguato supporto psicologico per tutte le coppie che si affidano alla medicina per risolvere il problema. Le Linee guida pubblicate nell’aprile del 2008 contengono le indicazioni sulle procedure e le tecniche di attuazione della procreazione medicalmente assistita inserendo l’obbligo per ogni Centro di riproduzione assistita di offrire la consulenza e un supporto psicologico a tutte le coppie che ne abbiano necessità. Le attività di consulenza e di supporto psicologico devono essere rese accessibili, inoltre, in tutte le fasi dell’approccio diagnostico-terapeutico dell’infertilità, quindi prima, durante e alla fine del percorso.

Video: Marco Marcotulli

Bibliografia

  1. Menning The infertile couple: a plan for advocacy. Child Welfare 1975;54:454-60.
  2. Vignati Il problema della sterilità nella coppia: una variabile imprevista. Benessere e salute, 2002.
  3. Flamigni C, Mutinelli P. Curare la sterilità etica, deontologia e psicologia nella relazione medico-paziente. Mondadori: Milano, 2001.
  4. Froggio G. Bambino mio sognato. San Paolo Edizioni: Cinisello Balsamo, 2000.
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