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Infertilità: fra le cause c'è anche il virus HPV?

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Infertilità: fra le cause c'è anche il virus HPV?

Il virus HPV o Papilloma virus, responsabile del tumore del collo dell’utero, potrebbe avere effetti importanti anche sulla fertilità, sia femminile sia maschile. È la conclusione alla quale è giunto uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Centro di crioconservazione dei gameti maschili dell’Università di Padova.

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L’HPV è un virus molto diffuso: si calcola che 8 persone su 10 entrino in contatto con esso almeno una volta nel corso della loro vita. Esistono più di 100 sottotipi del virus e, di questi, molti possono localizzarsi agli organi genitali. Alcuni sottotipi (ad alto rischio) sono in grado di stimolare la trasformazione delle cellule del collo dell’utero, dando origine a un tumore.

I ricercatori dell’Università di Padova hanno condotto uno studio in laboratorio. Hanno inserito frammenti di virus HPV in alcuni spermatozoi, osservando che il virus non si annida al loro interno, ma si ancora alla loro superficie. Poi, hanno messo gli spermatozoi a contatto con cellule uovo (ovociti) e hanno così scoperto che il virus si attiva solo nel momento in cui lo spermatozoo entra nell’ovocita. Secondo gli studiosi, questo accade perché il DNA del virus, esattamente come quello dello spermatozoo, viene attivato solo all’interno dell’ovocita. Questa attivazione potrebbe mettere a rischio la fecondazione e lo sviluppo dell’embrione.

Era già noto che, quando il virus HPV è presente nel liquido seminale maschile, si lega agli spermatozoi e ne riduce la capacità di muoversi, diminuendo così anche la capacità di procreare (minore è la mobilità degli spermatozoi e minori sono le probabilità di fecondazione). Proprio per questo, a oggi, il virus è stato osservato nel liquido seminale del 3-4% degli uomini fertili e del 10-12% (quasi il triplo) di quelli sottoposti a esami in quanto infertili. Ora, questa nuova ricerca dimostrerebbe che non solo il virus riduce la motilità degli spermatozoi e, quindi, la fertilità, ma può anche interferire con lo sviluppo dell’embrione, tanto da provocarne la morte.

Gli autori dello studio hanno fatto anche un’altra scoperta: analizzando campioni di spermatozoi congelati, destinati a essere utilizzati nei centri di procreazione assistita per procedure di fecondazione artificiale, hanno notato che molti presentavano tracce del virus. Per questo, hanno concluso che è necessario escludere la presenza di HPV nel liquido seminale prima di ogni crioconservazione (congelamento) e prendere in considerazione anche la vaccinazione dei maschi nei confronti di questo virus, attualmente proposta solo nelle femmine per prevenire il tumore del collo dell’utero.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: ANSA