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Infertilità e malattie sessualmente trasmesse

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Infertilità e malattie sessualmente trasmesse

Le infezioni a trasmissione sessuale rappresentano un importante fattore di infertilità, sia femminile che maschile, dato che, una volta acquisite, possono dare origine ad alterazioni spesso irreversibili nel funzionamento degli organi della riproduzione.

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Si stima che circa il 19% delle coppie sia infertile, cioé non sia in grado di portare a termine  una gravidanza, dopo due che tenta di avere un bambino; tra le cause di infertilità si può evidenziare che il 20% dei casi è da attribuire ad un danno tubarico , ovvero ad una alterazione dell’organo femminile predisposto all’incontro tra cellula uovo e spermatozoi.

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Nella maggior parte dei casi il danno alle tube è secondario ad una infezione dell’apparato genitale femminile contratta per via sessuale. I germi più comunemente coinvolti in questo meccanismo sono la Chlamydia Trachomatis, la Neisseria Gonorrhoeae, i Micoplasmi e i batteri Gram negativi.

Le infezioni sessualmente trasmesse sono molto frequenti nella popolazione giovane: si stima infatti che circa il 50% dei ragazzi di età inferiore ai 25 anni ne abbia contratto almeno una.

Se consideriamo in particolare la Chlamydia, è stimato che in Italia  il 15% delle ragazze abbiano contratto questa infezione nei primi anni dopo l’inizio dell’attività sessuale.

Il problema della diffusione di queste infezioni fra i giovani è sicuramente legato alla  scarsa consapevolezza dei rischi  legati a rapporti sessuali non protetti.

Gli esiti negativi che queste infezioni possono avere sull’apparato genitale  spesso non si evidenziano immediatamente. Sempre considerando la Chlamydia, sappiamo che il 75% delle donne e il 50% degli uomini che la contraggono non presentano nessun disturbo, in pratica queste persone infette non si accorgono assolutamente di esserlo e questo porta ad un duplice effetto: in primo luogo, non sapendo di essere ammalati non si curano con le terapie efficaci; in secondo luogo possono a loro volta trasmettere questi germi ad altri partner.

Quando l’infezione è invece sintomatica, i disturbi possono essere molto variabili; nella donna possiamo avere perdite vaginali, bruciori alla minzione, dolori pelvici a seconda della gravità del quadro clinico. Anche nell’uomo la sintomatologia spesso è molto sfumata e si limita a bruciori alla minzione.

Indipendentemente dalla gravità dell’infezione, ne può derivare un danno alle tube irreversibile che compromette la fertilità delle donne provocando sterilità (impossibilità al concepimento) oppure, in caso di concepimento, può determinare l’annidamento dell’embrione nella tuba stessa dando luogo ad una gravidanza extrauterina, che è una condizione molto pericolosa per la salute della donna.

Nell’uomo un’infezione che si protrae in modo cronico può determinare una alterazione delle vie seminali che, alla fine, porterà alla mancata fuoriuscita degli spermatozoi nel liquido seminale.

Un'altra grande categoria di infezioni sessualmente trasmesse è costituita dai virus delle epatiti ( B e C), dal virus dell’HIV e dalla sifilide.

In questi casi l’infezione può rappresentare un ostacolo alla riproduzione in quanto, con il rapporto sessuale non protetto, il partner infetto può trasmettere la malattia al partner sano.