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Indagini diagnostiche per la valutazione della fertilità maschile

Parere degli esperti |time pubblicato il
Indagini diagnostiche per la valutazione della fertilità maschile

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La valutazione dello stato di fertilità dell’uomo si basa sulla visita andrologica e sull’esecuzione di esami diagnostici di laboratorio e strumentali [1].

L’approccio iniziale alla diagnosi dell’infertilità maschile è rappresentato dalla visita andrologica che si basa su un’accurata anamnesi che prevede la raccolta di informazioni inerenti alla storia clinica del paziente, agli stili di vita (quali fumo, alcol, droghe, esposizioni ambientali a sostanze tossiche/temperature elevate), alla storia sessuale/riproduttiva e infine alla funzionalità dell’apparato riproduttivo maschile (quali discesa dei testicoli, varicocele, infezioni e/o infiammazioni delle vie seminali/ghiandole accessorie quali prostata e vescichette seminali). L’anamnesi dell’andrologo si associa a un esame obiettivo generale e dei genitali maschili, con attenzione particolare rivolta ai testicoli.

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Se alla visita andrologica emerge un eventuale sospetto di infertilità maschile, segue l’esecuzione di esami diagnostici.

L’esame di laboratorio cardine dell’iter diagnostico relativo alla valutazione della fertilità maschile è lo spermiogramma. Lo spermiogramma si esegue su un campione di liquido seminale ottenuto mediante masturbazione, raccolto in un recipiente sterile, preferibilmente in una sala raccolta adiacente al laboratorio di seminologia. In caso di difficoltà, il paziente può effettuare la raccolta a domicilio e consegnare il campione in laboratorio entro un’ora. Dato che la frazione iniziale dell’eiaculato è quella più ricca di spermatozoi, è molto importante effettuare una raccolta corretta senza perdita di materiale. Si raccomanda di effettuare lo spermiogramma dopo un periodo di astinenza sessuale compreso tra i 2 e i 7 giorni. Infatti, un’astinenza inferiore potrebbe influenzare negativamente la concentrazione degli spermatozoi, mentre un’astinenza prolungata potrebbe interferire negativamente sulla motilità e sulla vitalità degli spermatozoi. Il periodo ottimale di astinenza è di 3-5 giorni.

L’analisi del liquido seminale prevede un’osservazione macroscopica iniziale che consiste nella valutazione di pH, viscosità, tempo di liquefazione, volume dell’eiaculato. Segue una valutazione microscopica che consiste nella conta del numero di spermatozoi per ml (concentrazione), percentuale di motilità e percentuale di forme normali.

È raccomandata la determinazione, nell’ambito dello spermiogramma, della vitalità degli spermatozoi; la percentuale di spermatozoi vitali viene valutata sulla base dell’integrità di membrana mediante esclusione di un colorante in grado di permeare le cellule morte, generalmente eosina, o mediante rigonfiamento degli spermatozoi a contatto con una soluzione iperosmotica. La vitalità degli spermatozoi può essere valutata routinariamente su tutti i campioni seminali, ma risulta di fondamentale importanza per i campioni con una ridotta percentuale di spermatozoi mobili.

I criteri di interpretazione dello spermiogramma sono standardizzati dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e pubblicati nel “Manuale di laboratorio WHO per l’esame del liquido seminale” [2], giunto alla quinta edizione (2010), che riporta i valori quantitativi e qualitativi per la definizione dei valori normali. Valori inferiori a quelli riportati nel manuale sono indicativi di una riduzione della fertilità, sebbene non indichino in modo assoluto l’impossibilità di procreare per vie naturali.

Allo spermiogramma può essere accoppiato il test di capacitazione (processo che fisiologicamente avviene nell’apparato genitale femminile); è un esame diagnostico preliminare all’esecuzione di tecniche di fecondazione assistita che consente di selezionare gli spermatozoi migliori e di renderli potenzialmente fecondanti, utile per stabilire quale tecnica adottare.

Inoltre, lo spermiogramma può essere completato con altre indagini di laboratorio [3] quali la spermiocoltura per rilevare la presenza di eventuali batteri nel liquido seminale, il MAR-TEST che consente di evidenziare la presenza di anticorpi anti-spermatozoi che potrebbero compromettere la motilità e quindi la capacità fecondante e il test di frammentazione del DNA spermatozoario [4] che permette di valutare la presenza di eventuali danni presenti a livello del materiale genetico (DNA) degli spermatozoi, possibile causa di non corretto sviluppo embrionale.

Nel percorso diagnostico dell’infertilità maschile possono rientrare, in caso di riscontro di concentrazioni di spermatozoi molto ridotte o di azoospermia (assenza di spermatozoi), anche il dosaggio di alcuni ormoni (generalmente gonadotropine quali FSH e LH e testosterone) e lo screening per le microdelezioni del cromosoma Y, ossia perdite di materiale genetico a livello del cromosoma maschile che si associano a infertilità.

Infine, è utile associare l’ecocolordoppler scrotale, un esame non invasivo che consente di identificare l’eventuale presenza di varicocele, ossia una dilatazione delle vene spermatiche che rappresenta una frequente causa di infertilità maschile.

Per concludere, lo spermiogramma rappresenta il caposaldo dell’iter diagnostico del maschio infertile in quanto può essere utilizzato per avere indicazioni per eseguire indagini più approfondite e specifiche. Nella pratica andrologica si riscontrano sempre più difficilmente analisi seminali i cui parametri si avvicinano ai valori di normalità indicati dall’OMS, così come uomini con fertilità nota possono presentare un liquido seminale alterato [5].

Dott.ssa Valeria Maria Iommiello - ASST Fatebenefratelli Sacco-PO Macedonio Melloni, Centro Endocrinologia- Sterilità-Procreazione Medicalmente Assistita, Clinica Ostetrica e Ginecologica, Università degli Studi di Milano

Bibliografia

  1. Pan MM, Hockenberry MS, Kirby EW, et al. Male infertility diagnosis and treatment in the era of in vitro fertilization and intracytoplasmic sperm injection. Med Clin North Am 2018;102(2):337-47.
  2. World Health Organization. WHO manual for the examination and processing of human semen, 5th edn. Cambridge University Press, 2010.
  3. Aitken RJ. Sperm function test and fertility. Int J Androl 2006;29(1):69-75.
  4. Lewis SE, Agbaje I, Alvarez J. Sperm DNA tests as useful adjuncts to semen analysis. Syst Biol Reprod Med 2008;54(3):111-25.
  5. Lewis SE. Is sperm evaluation useful in predicting human fertility? Reproduction 2001;134(1):31-40.