IMSI vs ICSI: ci sono differenze?

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IMSI vs ICSI: ci sono differenze?

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo, dall’inglese Intra-Cytoplasmic Sperm Injection) rappresenta la metodica di micromanipolazione di secondo livello più utilizzata durante le procedure di riproduzione assistita.

È applicata, preferenzialmente, nei casi di infertilità da fattore maschile grave o dopo precedenti trattamenti di fecondazione in vitro con mancata fertilizzazione.

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Attualmente, la scelta di tale tecnica si sta estendendo a tante altre cause di infertilità:

  • ridotta riserva ovarica;
  • scarsa qualità ovocitaria;
  • utilizzo di ovociti e/o seme crioconservati;
  • ricorso a tecniche di diagnosi genetica pre-impianto.

La ICSI può essere considerata un’evoluzione della FIVET (fecondazione in vitro con trasferimento embrionario, dall’inglese Fertilization In Vitro with Embryo Transfer).

Tale metodica consiste nel selezionare, immobilizzare e successivamente microiniettare uno spermatozoo all’interno del citoplasma di un ovocita maturo. La selezione degli spermatozoi avviene con il PVP (polivinilpirrolidone), una sostanza capace di rallentare il movimento di ciascuno di essi così che l’embriologo possa identificare, e successivamente immobilizzare, quello con buona morfologia e motilità progressiva.

L’osservazione degli spermatozoi viene effettuata al microscopio invertito utilizzando un ingrandimento che varia dai 200-400X, ossia ciascun gamete apparirà 200-400 volte più grande rispetto alla sua reale dimensione.

La morfologia degli spermatozoi riveste un ruolo importante nel determinare la fertilità: un uomo i cui spermatozoi mostrano una morfologia alterata può avere maggiori difficoltà a raggiungere una gravidanza in maniera naturale, risultando in alcuni casi inevitabile ricorrere a tecniche di riproduzione assistita.

L’idea di utilizzare spermatozoi con buona morfologia nacque dalla consapevolezza che spermatozoi con morfologia alterata portano con sé materiale genetico (DNA) altamente frammentato e quindi incapace di garantire un corretto sviluppo dell’embrione.

Nell’ultimo decennio, è stata descritta una nuova tecnica di micromanipolazione, denominata IMSI (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi morfologicamente selezionati, dall’inglese Intracytoplasmic Morphologically selected Sperm Injection), che permette di osservare perfino lievi alterazioni morfologiche che, con un ingrandimento più basso (come quello utilizzato per la ICSI), raramente riuscirebbero a essere identificate.

La IMSI non è altro che una ICSI a cui è stata aggiunta una piccola variazione, ossia l’utilizzo di un ingrandimento maggiore per selezionare al meglio gli spermatozoi privi di anomalie che potrebbero compromettere la buona riuscita del trattamento di fecondazione assistita.

In particolare, durante la IMSI viene utilizzata una microscopia ad alto ingrandimento che, in associazione con moltiplicatori digitali, permette di raggiungere ingrandimenti uguali o superiori di 6000X. Dunque, ogni spermatozoo apparirà 6000 volte più grande rispetto alla sua dimensione effettiva fornendo così un’analisi più dettagliata della sua struttura interna.

In particolare, di ogni spermatozoo è importante l’osservazione relativa alla morfologia della testa. Il nucleo rappresenta la componente più importante per cui è evidente come le anomalie morfologiche della testa risultino associate a bassi tassi di fertilizzazione, impianto e gravidanza.

Studi iniziali hanno dimostrato che la IMSI (utilizzando l’ingrandimento 6000X) era associata a tassi di gravidanza più elevati rispetto alla ICSI convenzionale (utilizzando l’ingrandimento da 200X a 400X), in coppie con ripetuti impianti fallimentari (RIF, Repeated Implantation Failure).

Tuttavia, una serie di studi randomizzati ha valutato l’efficacia e la sicurezza della IMSI rispetto alla ICSI convenzionale e, ad oggi, continuano a esserci incertezze sui reali benefici di tale metodica e circa la sua sicurezza.

Mettendo a confronto i risultati relativi alle due metodiche è stato osservato che:

  • la probabilità di avere un bambino nato vivo con la IMSI si aggira tra il 20% e il 32%, rispetto al 25% con la ICSI;
  • per le donne che presentano un rischio del 7% di aborto spontaneo con la ICSI, il rischio con la IMSI è compreso tra il 5% e il 10%;
  • il tasso di gravidanza clinica con la IMSI è compreso tra il 35% e il 44%, rispetto al 32% con la ICSI.

Quindi, le prove attuali sono molto limitate per suggerire l’uso della IMSI rispetto alla ICSI nelle procedure di PMA (procreazione medicalmente assistita).

Tuttavia, la IMSI si presenta come un approccio:

  • molto laborioso;
  • richiede più tempo per il processo di selezione degli spermatozoi che potrebbe avere effetti negativi sulla fisiologia degli stessi;
  • può esporre gli spermatozoi a condizioni ambientali sfavorevoli che alimentano l’insorgenza di alterazioni dovute a un aumento dello stress ossidativo.

In conclusione, sia la ICSI sia la IMSI sono definite tecniche “iniettive”, ossia attraverso ciascuna metodica è l’embriologo a selezionare lo spermatozoo migliore da iniettare nel citoplasma di ogni singolo ovocita. La differenza principale tra le due metodiche consiste nell’ingrandimento a cui vengono selezionati gli spermatozoi al microscopio prima della fecondazione in vitro.

Le attuali evidenze, provenienti da studi randomizzati, non supportano né confutano l’uso clinico della IMSI, il che significa che vi sono ancora molte incertezze circa le reali differenze tra le due metodiche in termini di successo.

Bibliografia di riferimento

  • Lo Monte G, Murisier F, Piva I, et al. Focus on intracytoplasmic morphologically selected sperm injection (IMSI): a mini-review. Asian J Androl 2013;15:608-15.
  • Moubasher A, Abdel-Raheem T, Ahmed H, et al. An Open Prospective Study on Whether Intracytoplasmic Morphologically Selected Sperm Injection (IMSI) Offers a Better Outcome Than Conventional Intracytoplasmic Sperm Injection (ICSI). Cureus 2021 Nov 1;13(11):e19181.
  • Teixeira DM, Hadyme Miyague A, Barbosa MA, et al. Regular (ICSI) versus ultra-high magnification (IMSI) sperm selection for assisted reproduction. Cochrane Database Syst Rev 2020 Feb 21;2(2):CD010167.

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