HLA-G… di che si tratta?

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HLA-G… di che si tratta?

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La sigla HLA sta per Human Leukocyte Antigen, e rappresenta la posizione dei geni che codificano per le proteine della superficie cellulare che interagiscono col sistema immunitario umano. Queste regioni sono localizzate principalmente a livello del cromosoma 6, sebbene risultino presenti anche sul cromosoma 15, dove è codificata la β2-microglobulina (una proteina che ci dà informazioni prevalentemente sulla funzionalità renale).

Esistono diverse classi di molecole HLA, anche dette molecole del complesso maggiore di istocompatibilità (MHC, di classe I o II), tra cui le più rappresentate sono:

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  • HLA A, B, C (di classe I): presentano all’esterno della cellula (in superficie) frammenti di proteine che si trovano all’interno della cellula. Ciò avviene al fine di indicare al sistema immunitario che quella determinata cellula contiene sostanze, molecole o microrganismi potenzialmente nocivi e che pertanto la cellula va distrutta ed eliminata. Le cellule addette a tale eliminazione sono le cellule T-killer, che sono attivate appunto dal riconoscimento dei frammenti proteici esposti sulla superficie cellulare legati a proteine HLA di classe I;
  • HLA DP, DM, DOA, DOB, DQ, DR (di classe II): presentano i frammenti proteici (antigeni) ai linfociti T-helper, i quali stimolano i linfociti B a produrre anticorpi contro quell’antigene;
  • HLA di classe III: codificano per le proteine del sistema di complemento, ovvero proteine che una volta attivate aiutano il sistema immunitario a combattere gli agenti patogeni.

La “famosa” HLA di classe G (HLA-G) è una molecola HLA “non classica” di classe I, ancorata alla membrana cellulare e che sporge al suo esterno. È espressa sulle cellule della placenta fetale e da alcune cellule del trofoblasto (la struttura più esterna della blastocisti, che ha il compito di nutrire l’embrione).

L’HLA-G è capace di legare un recettore inibitorio delle cellule NK, una sorta di interruttore che permette di disattivare la funzione “killer” di queste cellule (il cui nome vuole letteralmente dire Natural Killer). Le cellule NK sono addette alla distruzione di cellule che vengono riconosciute come esterne all’organismo. Non dimentichiamo che l’embrione, essendo qualcosa di completamente diverso sia dall’organismo materno sia da quello paterno, qualcosa di unico, viene riconosciuto come estraneo all’organismo della madre e pertanto obiettivo designato per le cellule NK.

È per questo motivo che l’ottimale produzione (espressione) di HLA-G da parte delle strutture embrionali è un fattore di protezione dell’embrione. In questo modo, infatti, le cellule NK non riescono ad attaccare e distruggere le cellule embrionali.

La presenza di HLA-G solubile (sHLA-G), ovvero una frazione di HLA-G presente in forma libera nel sangue, è associata a migliori tassi di gravidanza.

Le mutazioni del gene che codifica per l’HLA-G sono in realtà classificate come “polimorfismi”, ovvero variazioni del gene presenti in almeno il 2% della popolazione. In questo caso specifico, le “varianti” possibili sono quelle in cui all’interno del gene possono essere presenti (inserzione, INS) o assenti (delezione, DEL) 14 coppie di basi azotate. Si è visto che i soggetti che presentano queste 14 coppie di basi nel gene che codifica per l’HLA-G sono maggiormente esposti al rischio di aborti spontanei.

È dunque evidente l’importanza di essere a conoscenza dell’assetto genetico della coppia circa l’HLA-G, al fine di poter instaurare regimi terapeutici mirati a prevenire o, comunque, rendere meno probabile l’abortività precoce.

Raffaele Ferraro Direttore Sanitario Genesis Day Surgery SDC, Caserta

BIBLIOGRAFIA/SITOGRAFIA

  • Ferreira LMR, Meissner TB et al; “HLA-G: At the interface of maternal-fetal tolerance”; Trends Immunol – 2017 Apr.
  • Ferreira LMR, Meissner TB et al; “A distant trophoblast-specific enhancer controls HLA-G expression at the maternal-fetal interface; Proc Natl Acad Sci USA- 2016 May 10.
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