Gestione di ansie e paure relative al modo in cui si è concepito il proprio bambino

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Gestione di ansie e paure relative al modo in cui si è concepito il proprio bambino

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La fine di un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA) può divenire una fase critica per la coppia e creare un momento di crisi. L’attesa genera ansie e paure proprio per l’imprevedibilità del risultato e del futuro.

La fine di un trattamento infatti è un momento difficile, anche quando la coppia sperimenta il successo: da un lato prevalgono emozioni come felicità e soddisfazione rispetto a un sogno che si avvera, dall’altro lato però è inevitabile provare ansie e paure durante la gravidanza e dopo la nascita del bambino. È dunque importante, anche in caso di successo, che la coppia segua un percorso psicologico per condividere le diverse emozioni e possa rielaborarle per vivere serenamente la genitorialità.

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La gravidanza e la genitorialità sono eventi del ciclo vitale di una coppia e si collocano in un processo evolutivo importante dell’essere umano.

L’esito positivo del percorso di PMA genera tanta felicità e la gravidanza, dopo un trattamento duro e faticoso, viene spesso vissuta come una “gravidanza premio”. La coppia è felice, ma accanto alle emozioni positive nascono anche ansie e preoccupazioni che rendono sia la gravidanza sia il periodo successivo, la nascita di un figlio, difficili da affrontare.

La coppia si trova, dopo un periodo di infertilità, davanti a una nuova fase e un nuovo ruolo: quello di essere genitori e ciò comporta un lavoro su se stessi importante sia per una ristrutturazione interna sia per una ridefinizione di identità.

La transizione alla genitorialità è un evento molto delicato che comporta cambiamenti e adattamenti complessi ed è fondamentale che la coppia acquisisca maggiore consapevolezza rispetto alla nuova identità genitoriale.

Il passaggio “dalla coppia all’essere genitori” è un evento molto complesso che comporta cambiamenti e adattamenti psicologici, fisici e sociali. Sia l’uomo che la donna devono abbandonare l’idea di infertilità e iniziare una nuova fase in cui dovranno acquisire nuove abilità necessarie per una crescita sana ed equilibrata del proprio bambino.

La fase di transizione alla genitorialità e l’adattamento al nuovo ruolo genitoriale può risultare più complessa e faticosa rispetto a una coppia che ha concepito naturalmente il proprio figlio: tutti gli anni passati nell’esperienza dell’infertilità ed eventuali fallimenti influiscono su questo passaggio di ruolo. Le madri che hanno concepito attraverso la fecondazione in vitroè più probabile che sviluppino un attaccamento forte al bambino, che rende più difficile il processo di separazione e individuazione tra genitore e figlio. Queste coppie presentano più difficoltà ad adattarsi alla condizione di genitorialità (almeno fino al primo anno di età).

Le donne si percepiscono meno abili nel ruolo materno e ricercano più rassicurazioni sulla salute dei loro figli. Spesso sono determinate a essere genitori perfetti, valutano il figlio come un bene troppo prezioso da cui dipende la felicità del nucleo familiare e si sentono responsabilizzate enormemente verso di lui. Lo psicologo rappresenta un ponte tra infertilità e genitorialità, fra due mondi diversi che adesso si devono integrare per accogliere il figlio.

Gestione di ansie e paure relative al modo in cui si è concepito il proprio bambino

Un ulteriore elemento di ansia è la scelta di rivelare o meno al proprio figlio la verità su come sia stato concepito. Questo è un dilemma che spesso genera tante perplessità e preoccupazioni e i livelli di stress sono maggiormente elevati soprattutto quando la coppia ha seguito un percorso di fecondazione eterologa.

Spesso la coppia è concorde nel rivelare o meno la verità ai propri figli, il problema nasce nel momento in cui uno dei due partner è desideroso di comunicare la verità al proprio figlio e l’altro invece non è d’accordo. Spesso la difficoltà nel dire la verità si nasconde nella non elaborazione, in passato, della condizione di infertilità.

Un percorso psicologico sarebbe importante per far sì che i genitori comprendano che non è importante il modo in cui è stato concepito un bambino, ma l’amore e le cure che i genitori stessi mostrano verso il bambino.

Il supporto psicologico risulta necessario per:

  • facilitare l’adattamento alla gravidanza
  • facilitare il passaggio da una fase del ciclo vitale di coppia alla fase successiva
  • facilitare il passaggio dall’essere coppia all’essere genitori
  • gestire al meglio la fase di separazione-individuazione genitore/figlio
  • gestire le ansie relative al come si è concepito il bambino.

Conclusioni
La genitorialità è una dimensione psicologica che si sviluppa nel corso della vita di ogni individuo ed essere padre ed essere madre comporta una grossa ristrutturazione dell’immagine di sé e delle relazioni all’interno della famiglia: la coppia che ha un figlio affronta un passaggio evolutivo importante e delicato, trasformandosi da coppia coniugale in coppia genitoriale, quindi diventa famiglia e deve aprirsi ad accogliere un terzo nella relazione, il bambino.

La fase di transizione alla genitorialità e l’adattamento al nuovo ruolo genitoriale quindi è un processo molto complesso che, soprattutto nelle coppie che hanno attraversato molte difficoltà e dolori per raggiungere questo momento, può risultare più complessa e faticosa: risente di tutti gli anni passati nell’esperienza dell’infertilità e delle possibili precedenti perdite.

È di fondamentale importanza, dunque, la presenza dello psicologo, una figura esterna alla rete familiare esperta di temi perinatali che possa accompagnare la coppia in questo importante passaggio di ciclo vitale e gestire le ansie e lo stress che si celano dietro il rivelare o meno la verità al proprio figlio.

La condivisione e rielaborazione degli stati emotivi aiuterà i “nuovi genitori” a vivere con serenità la nascita e la crescita del loro figlio tanto desiderato.

Bibliografia di riferimento

  • Andolfi M (a cura di). La crisi della coppia. Una prospettiva sistemico-relazionale. Raffaello Cortina Editore, 1999.
  • Sharon N, Covington MSW, Hammer Burns L. Pregnancy after infertility. In: Burns LH, Covington SN (eds). Infertility counseling. A comprehensive handbook for clinicians. Parthenon Publishing, New York, 2006
  • Visigalli R. Sterilità e infertilità di coppia. Counseling e terapia psicologica. Franco Angeli, 2016.
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